Venezia-Lazio, Gattuso: “Nel primo tempo potevamo essere sotto. Icardi? Ho fiducia nei miei ragazzi”
domenica 20 Settembre 2026 - Ore 00:01 - Autore: Andrea Busetto
La Lazio supera il Venezia 2-0 al Penzo e torna a casa con tre punti importanti. Al termine della gara, Gennaro Gattuso ha analizzato in conferenza stampa la prestazione della sua squadra, senza nascondere le difficoltà incontrate soprattutto nella prima frazione.
“Devo essere onesto, nel primo tempo se eravamo sotto il Venezia non rubava nulla. Abbiamo sbagliato approccio e ci è andata bene che ci ha tenuto in partita il nostro portiere. È stato uno dei primi tempi più brutti da quando alleno la Lazio. Nel secondo tempo molto meglio: li abbiamo messi in grandissima difficoltà. Poi, dopo il 2-0, siamo calati ancora e potevano farci male. Molto bene i nostri braccetti oggi”.
Gattuso mantiene i piedi per terra e fissa il primo obiettivo stagionale: “Mancano ancora 27 punti per fare un calcio tranquillo, poi penseremo ad altro. Prima facciamoli, poi possiamo fare tutti i ragionamenti che vogliamo”.
Il tecnico sottolinea poi l’importanza del gruppo: “È una fortuna per un allenatore avere un gruppo di ragazzi così. Bisogna sempre lavorare e non rilassarsi. La forza è fare di più e lavorare con serietà”.
Gattuso spiega anche cosa è cambiato dopo l’intervallo: “La partita era di lettura facile, avevamo sistematicamente sei giocatori contro i loro due attaccanti. Nel primo tempo, invece, avevamo due blocchi e loro ripartivano con facilità. Nel secondo tempo molto meglio. È normale che non puoi dominare sempre la partita”.
Tra i temi affrontati anche il mercato e il mancato arrivo di Mauro Icardi: “Ho detto di no a Icardi perché ho fiducia nei miei ragazzi. Ho quattro centrali, uno più forte dell’altro, e abbiamo una sola partita a settimana. Quando sono arrivato pensavo che non avremmo fatto mercato, invece devo ringraziare Lotito per quelli che sono arrivati”.
Infine, Gattuso parla del rapporto con la tifoseria biancoceleste: “I nostri tifosi sono educati, ci lasciano lavorare in pace. È una tifoseria che non ci mette pressione. La pressione ce la mettiamo da soli perché indossiamo una maglia pesante”.
E chiude con un pensiero sul mondo Lazio: “Alla Lazio ho trovato gente incredibile, che quando vince piange e quando le cose non vanno ti sta vicino. Di padre in figlio, c’è grande gente che lavora”.
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