Arezzo-Südtirol, Possanzini: “I ragazzi mi hanno stupito, guai ad abbassare la guardia”
domenica 20 Settembre 2026 - Ore 18:57 - Autore: Andrea Busetto
Il Südtirol travolge 4-1 l’Arezzo e conquista una vittoria importante al termine di una gara interpretata con grande maturità dalla squadra di Davide Possanzini. Il tecnico biancorosso ha analizzato la prestazione dei suoi, soffermandosi sulla qualità del palleggio, sulla crescita del gruppo e sugli obiettivi stagionali.
Mister, si aspettava una vittoria così larga contro l’Arezzo?
“È una goleada, però ci sta perché la partita è stata in equilibrio e siamo stati bravi a capire i momenti della gara. Il merito è tanto anche dei ragazzi, che secondo me hanno interpretato bene la partita che volevo. Siamo una squadra giovane, con nove giocatori su undici nuovi, quindi sono contento.
L’Arezzo è partito forte nei primi minuti, cercando di aggredirci e di non farci giocare. Siamo stati bravi a spegnere la pressione, uscendo molto bene e mettendoli in difficoltà. Successivamente hanno cercato un blocco basso per chiuderci i passaggi in mezzo al campo, ma siamo stati bravi a non forzare.
Ci è mancata un po’ di concretezza e decisione nell’assist e nella conclusione, perché spesso riuscivamo a liberare Vasco nell’uno contro uno. Una volta passati in vantaggio abbiamo capito bene la partita: quando tenere la palla, quando chiuderci e quando ripartire.
Mi dispiace per il gol subito, perché quella situazione potevamo gestirla meglio. Però oggi i ragazzi mi hanno stupito, sono stati bravi e devono continuare così. Guai ad abbassare la guardia”.
Ha impressionato anche la qualità del palleggio del Südtirol.
“I ragazzi sono bravi, l’allenatore in questo secondo me ha poco merito. Quando hai giocatori che sanno gestire la palla, devi soltanto cercare di aiutarli a capire i momenti della partita e quando possono farlo.
Oggi lo hanno fatto egregiamente. Ho un gruppo di ragazzi giovanissimi, ma che danno grande disponibilità, sono curiosi e hanno voglia di emergere. Secondo me tanti di loro hanno qualità per poter giocare anche nella categoria superiore. Spero che continuino così”.
Il Südtirol è secondo in classifica. Quali sono gli obiettivi della squadra?
“Non dobbiamo perdere di vista la realtà. Siamo completamente nuovi e abbiamo cercato di cambiare un po’ il modo di lavorare. Con la società si è investito sui giovani e si è cercato di prendere profili che avessero voglia.
Stanno lavorando bene, però il nostro obiettivo è la salvezza. Tutti i punti che arrivano in fretta ci fanno comodo, ma dobbiamo continuare a lavorare. Pensare di essere bravi a giocarcela con certe realtà sarebbe complicato e non saremmo realisti. Dobbiamo essere realisti, lavorare e costruire. Quello che possiamo fare è solo questo”.
Che consiglio darebbe all’Arezzo, da neopromossa, dopo una sconfitta così pesante?
“L’Arezzo ha tanto entusiasmo, qualità e una mentalità. Ha un’idea di gioco che ha portato e secondo me porterà frutti. È una squadra neopromossa che sta facendo bene e i punti in classifica lo dimostrano.
Non posso dare consigli, ma bisogna cavalcare l’entusiasmo e non farsi abbattere nei momenti di difficoltà. Anche questa, seppur a livello numerico eclatante, è una sconfitta che può capitare. In Serie B bisogna mantenere l’equilibrio, sia nei momenti di tempesta sia quando va tutto bene.
Conosco Bucchi e ha dimostrato che la squadra sa quello che vuole fare. Entusiasmo ce n’è, quindi non bisogna mai abbattersi e bisogna stare sempre sul pezzo”.
A livello tattico sembrava che il Südtirol avesse preparato la partita per attaccare soprattutto sulla fascia destra. Era questa l’idea?
“Sì, più o meno. L’idea era quella di portare Molina in costruzione dentro al campo, quasi da trequarti, per dare fastidio. Con due giocatori a fianco del loro play, nel loro 4-1-4-1, potevamo trovare spazio per giocare.
Nel primo tempo lo abbiamo trovato spesso. Se i due centrali venivano tenuti occupati da Okoro, facevano fatica ad accorciare e quelle poche volte in cui l’esterno doveva seguire Molina si liberava la linea di passaggio per Vasco.
Loro l’hanno interpretata bene. Io do le indicazioni strategiche, ma ai giocatori lascio molta libertà nell’interpretazione dello spazio”.
La posizione di Molina come mezzala non era quindi una novità?
“No, anche perché avevamo già affrontato situazioni simili con il 4-3-3. Abbiamo affrontato quindi partite con caratteristiche molto simili. Secondo me i ragazzi sono stati bravi a capire bene le situazioni”.
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