Editoria, morto a 65 anni nella notte Massimo Righetto
giovedì 17 Settembre 2026 - Ore 16:27 - Autore: Dimitri Canello
È morto nel sonno nella notte fra il 16 e il 17 settembre Massimo Righetto, 65 anni, storico editore di diverse emittenti televisive e radiofoniche del Padovano e del Nord Est. Righetto era il patron di Cafè Tv24, Radio Cafè, Stereo Città (di cui era direttore generale addirittura da 50 anni) e Gemini One ed era stato la mente e il cuore pulsante anche della storica emittente radiofonica Radio Italia Uno. La causa probabile della morte è un infarto fulminante, come ha confermato il fratello Sandro: «Stava bene – ha spiegato – e non c’erano state avvisaglie. Purtroppo questa notte è mancato per un infarto». Accanto all’attività imprenditoriale e al ruolo di editore, Massimo Righetto non aveva mai smesso di coltivare il rapporto diretto con il mondo dell’informazione. Seguiva personalmente il lavoro delle redazioni e l’impostazione editoriale delle emittenti del gruppo, mantenendo un legame costante con il territorio e con le sue realtà. Da questa esperienza è nata una presenza informativa diffusa tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, affidata alle radio e, successivamente, anche ai canali del digitale terrestre. La notizia ha suscitato in queste ore numerose manifestazioni di cordoglio e di affetto nei confronti della famiglia Righetto. Messaggi sono arrivati dal mondo dell’imprenditoria e del giornalismo, ma anche dai tanti ascoltatori che nel corso degli anni hanno accompagnato la storia delle emittenti del gruppo, diventandone parte del pubblico più affezionato: «E’ stata una bomba che ha deciso di esplodere proprio dentro la mia anima – spiega l’amico e collega Angelo Leopizzi -e non sto scherzando. Dal 1975 ad oggi, da Via Gradenigo alla zona industriale, siamo sempre rimasti in contatto, anche con una telefonata o una visita di passaggio negli studi radio. Abbiamo dedicato la nostra vita a questo lavoro, tu come editore ed io come professionista, abbiamo condiviso i tantissimi cambiamenti che a volte ci hanno costretto a fare delle scelte importanti… e oggi la notizia che non ci sei più. Percepisco un vuoto incolmabile ed un dolore di quelli che fanno male! Un abbraccio grande ai tuoi cari fratelli e tua moglie. Grazie per avere condiviso una passione infinita fatta di musica ma anche di infinita umanità». L’amico Davide Camera lo ricorda così: «La scomparsa di Massimo Righetto, personaggio importantissimo della radiofonia padovana e veneta, mi rattrista. Ovviamente, lo avevo conosciuto quando entrambi eravamo molto giovani, lui aveva pochi anni più di me, ma già pienamente in sella nella radio fondata dal padre. Una vita ricca di soddisfazioni ma anche con alcuni dolori importanti, sempre con la voglia e l’idea di pensare e inventare radio. Ecco: lui pensava da radiofonico, e questa è una differenza fondamentale rispetto a molti altri editori. Si poteva non essere d’accordo con lui e con le sue scelte e strategie, ma sapevi che se aveva un’idea è perché l’aveva immaginata “in onda”. Credo che per la radiofonia sia una perdita pesante». Persona leale, diretta e molto sincera, lascia un grande vuoto e una scia di cordoglio dietro di sé. Mai banale e sempre in prima linea, aveva sempre combattuto per un’informazione libera e il più possibile aderente alla realtà. Una missione compiuta, a giudicare dalle decine di testimonianze di affetto e stima che stanno piovendo da ogni dove nelle ore immediatamente successive alla sua scomparsa.
(d.c.) – La notizia arrivata questa mattina mi ha letteralmente raggelato e sconfortato. Proprio con Massimo Righetto avevo iniziato la mia professione di giornalista oltre 30 anni fa a Radio Italia Uno. Una persona leale, onesta, schietta e sincera, grazie alla quale sono stato avviato nel mondo in cui lavoro e che mi ha trasmesso tanti insegnamenti che si sono rivelati preziosi. Una perdita terribile avvenuta all’improvviso. Alla famiglia le mie più sentite condoglianze, oltre alla mia più profonda gratitudine per quanto ricevuto agli inizi della mia carriera
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