Verona-Vicenza, Possamai: “Non sono d’accordo con il divieto di trasferta ai tifosi biancorossi”
giovedì 17 Settembre 2026 - Ore 15:44 - Autore: Giulio Pavan
Il sindaco di Vicenza si è espresso mediante il suo profilo Facebook sul divieto di trasferta al Bentegodi per i tifosi biancorossi. Queste le sue parole:
Da sindaco so bene quanto sia difficile prendere decisioni quando sono in gioco la sicurezza delle persone e la responsabilità di prevenire possibili problemi.
Per questo rispetto le decisioni di chi ha competenze e responsabilità che non mi appartengono. Ma rispettare una decisione non significa necessariamente essere d’accordo.
E sulla scelta di vietare la trasferta ai tifosi vicentini per il derby di Verona voglio dirlo con chiarezza: non sono d’accordo.
Lo avevo detto pochi giorni fa insieme al sindaco di Verona, Damiano Tommasi: la rivalità fa parte del calcio. La violenza no.
Capisco le ragioni di chi deve garantire l’ordine pubblico e so che dietro una decisione di questo tipo ci sono valutazioni che, da amministratori locali, non abbiamo sempre tutti gli elementi per conoscere fino in fondo.
Ma faccio fatica ad accettare che la risposta debba essere impedire a tutti i tifosi vicentini di andare a Verona.
Perché in quella trasferta ci sono famiglie, ragazzi, persone che seguono il Vicenza da una vita. Persone che volevano semplicemente andare allo stadio, sostenere la propria squadra e vivere una giornata di calcio.
Credo che dobbiamo continuare a distinguere: chi mette a rischio la sicurezza deve essere fermato e chiamato a rispondere delle proprie responsabilità. Chi vuole andare allo stadio pacificamente non dovrebbe pagare per le condotte di altri.
Lo dico con rispetto per chi ha assunto questa decisione, ma anche con la franchezza che sento doverosa, da sindaco di Vicenza e da persona che conosce quanto questa partita significhi per la nostra città.
Vicenza e Verona sono rivali. E la rivalità, quando resta dentro i confini dello sport, è parte del calcio.
La violenza è un’altra cosa.
E dobbiamo continuare a lavorare perché a pagare il prezzo della violenza siano i violenti, non tutti gli altri.
Commenti
commenti