Pisa-Padova, Calabro: “Moro sarà convocato, sono contento del suo arrivo. Lovato squalificato, siamo pronti per partire bene”
sabato 22 Agosto 2026 - Ore 13:56 - Autore: Staff Trivenetogoal
Di Riccardo Bomparola
PADOVA – Serenità e determinazione. Sono queste le due parole con cui Antonio Calabro presenta il Padova alla vigilia della trasferta sul campo del Pisa. Una sfida subito impegnativa, contro una squadra che potrà contare su uno stadio esaurito, ma che i biancoscudati affrontano con la convinzione di poter mettere in campo la propria identità.
«Sono sereno e determinato, sono le prime due sensazioni che mi vengono in mente», spiega Calabro. Il tecnico può contare praticamente sull’intero organico: «I giocatori che avevano qualche problemino dopo la partita con l’Udinese sono stati recuperati, chi prima e chi dopo. Li abbiamo tutti a disposizione». Tra i convocati ci sarà anche il nuovo arrivato Moro: «Sta bene, si è allenato, ci ho parlato ed è disponibile. Sono contentissimo del suo arrivo, perché va ad arricchire un reparto che era già forte. Ora dovrà iniziare il suo percorso, come è giusto che sia».
L’unica assenza certa sarà quella di Lovato, fermato dalla squalifica. Per il resto, Calabro non dovrebbe stravolgere quanto visto nell’ultima uscita: «Abbiamo ancora un allenamento, ma credo che non ci sarà molto da cambiare. In gran parte potremmo riproporre la stessa formazione».
Di fronte ci sarà un Pisa pronto a spingere sull’acceleratore davanti al proprio pubblico: «Giocheremo in uno stadio che mi risulta essere sold out. Cercheranno di imporre il loro gioco, sfruttando caratteristiche e potenzialità importanti». Proprio per questo il Padova dovrà essere aggressivo: «Deve diventare una nostra caratteristica. Se il Pisa riesce a superare la prima linea di pressione, ha giocatori capaci di mettere in difficoltà chiunque, non soltanto in questa categoria. Noi dobbiamo provare a imporre la nostra mentalità, indipendentemente da quello che vorrà fare l’avversario».
Il lavoro, però, resta inevitabilmente condizionato da un mercato ancora aperto. «In questo momento il mio dovere è non pretendere troppo dalla squadra. Dobbiamo lavorare su cose semplici nelle due fasi di gioco. Quando il gruppo sarà completo potremo allargare le nostre conoscenze e andare maggiormente nel dettaglio». L’obiettivo è costruire rapidamente un’identità: «Avere una squadra riconoscibile in poco tempo non è semplice. Dietro ci sono tanto lavoro dello staff e tanto lavoro dei giocatori. Voglio vedere concetti tecnici, fisici, ma soprattutto mentali, che per me vengono prima di tutto».
Calabro guarda comunque con fiducia alla rosa costruita dalla società: «Sono molto sereno per come vedo operare la società, per il modo di pensare della proprietà e per il lavoro degli addetti. Sono contento di chi è arrivato e di chi è rimasto. Le conferme sono state figlie di un pensiero condiviso e ragionato, così come gli acquisti sono arrivati al termine di valutazioni molto articolate». E anche il mercato, una volta chiuso, permetterà di lavorare con maggiore continuità: «Quando finirà, potremo fare determinati lavori sapendo che il gruppo sarà quello sul quale costruire. La rosa è competitiva e completa».
Nessun peso, invece, ai pronostici estivi. «L’anno scorso il Padova era indicato da molti come una squadra destinata a retrocedere, ma poi i pronostici vengono disattesi. Io non li guardo e non ci faccio caso». La Serie B, secondo Calabro, non concede certezze: «È un campionato complicato e subdolo. Se non hai umiltà puoi incontrare grandi difficoltà. È il campionato più bello d’Italia e non si possono fare pronostici. Sarà difficile per il Pisa, per il Verona, per la Cremonese. Chi avrebbe detto l’anno scorso che lo Spezia, dopo una finale, avrebbe potuto trovarsi in difficoltà? Bisogna avere gli occhi aperti e le antenne dritte».
Una sola partita ufficiale, per ora, non consente ancora di trarre conclusioni: «È troppo poco per avere risposte definitive. Ma la cosa che mi dà serenità è quello che vedo quotidianamente: nella società, nella proprietà, nello staff e nella squadra».
E Calabro ha già le idee chiare sul Padova che vuole vedere crescere: «Vorrei una squadra bella, forte e divertente, ma soprattutto ergonomica: quello che produciamo in campo deve portarci a ottenere qualcosa. La concretezza è fondamentale. Se gioco bene, voglio pretendere di vincere. È questo l’aspetto che tiene insieme tutti gli aggettivi che avete utilizzato».
Infine, una battuta sull’arbitro Perri: «Al di là degli alti e bassi, mi interessa costruire un rapporto di stima. Con Perri ci sono ricorrenze positive: è stato l’arbitro dei playoff contro il Vicenza e lo scorso anno ci ha arbitrato quattro volte. È un arbitro che mi suscita sensazioni positive».
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