Trento-Ospitaletto, Molina: “Questa vittoria va dedicata a Capone”
sabato 15 Agosto 2026 - Ore 12:30 - Autore: Andrea Busetto
Il Trento supera l’Ospitaletto e conquista il passaggio del turno in Coppa Italia Serie C. Al termine della gara, ai microfoni della sala stampa è intervenuto Juan Ignacio Molina, autore del gol del pareggio e protagonista della sfida. L’attaccante ha raccontato le emozioni per la sua prima rete ufficiale con il Trento, soffermandosi anche sul rigore decisivo e sulle indicazioni ricevute nel finale.
Ignacio, che emozione è stata segnare questa prima rete ufficiale nel primo impegno stagionale del Trento?
“Sicuramente è stata un’emozione grande, più che altro per quello che significava la partita di oggi. Come ben sapete tutti, abbiamo subito una cosa un po’ brutta come gruppo e per quello che abbiamo costruito in queste settimane. Un giocatore importante come Christian Capone ha subito un infortunio molto grave e siamo rimasti un po’ male. Questa partita volevamo farla cercando di portarla a casa e andare avanti in Coppa perché ci tenevamo, più che altro, per lui. Quindi questa vittoria va dedicata a lui”.
Il calcio di rigore arrivava in un momento decisivo, sia per il Trento che per te, dopo le occasioni avute in precedenza. Quanto pesava quella palla e cosa hai pensato prima di calciare?
“Paura mai, mai di nessuno, diceva il Diego. Non ho mai paura, anzi. Cerco, ogni volta che mi capita di sbagliare, di pensare subito alla giocata dopo. Infatti, quando ho visto che ha fischiato il rigore, ho subito detto: “Qua la possiamo pareggiare, la possiamo vincere”. È quella la mia mentalità: sempre positiva, per cercare di trasmettere questo alla squadra. Si può sbagliare, perché è un gioco in cui si sbaglia tanto, però non bisogna mai mollare. È stata quella la mia motivazione, il mio pensiero prima di calciare. Per fortuna è entrata. In realtà il rigorista era Chri, purtroppo non c’era, quindi il mister aveva detto a me di calciare e mi ha dato fiducia. Per fortuna è entrata”.
Il mister faceva notare le tante occasioni sviluppate sugli esterni e i numerosi cross. Nelle tue caratteristiche c’è quella di attaccare con forza il primo palo o aspettare la palla alta per sfruttare la tua altezza?
“Cerco comunque, su ogni occasione, di stare sempre attento. In base ai movimenti dei difensori cerco di anticipare oppure, se mi viene tanto in avanti, di sfilarmi dietro. È una giocata di un secondo e quindi possiamo decidere di sbagliare. Come ho detto prima, può capitare anche all’inizio del campionato, dopo settimane di tanto lavoro, di non trovare quella lucidità. Però negli ultimi metri cerco comunque di essere sempre pronto per ogni cross e poi attaccare con forza la porta”.
Quando il mister ha effettuato gli ultimi cambi ed è entrato Sartori, cosa ti ha chiesto, considerando la presenza di due punte di peso in avanti?
“Ci ha chiesto di stare un po’ più stretti e aspettare la loro uscita per poi ripartire forte. Ci ha chiesto soprattutto di stare insieme, di lavorare insieme. Mancava poco alla fine, quindi ci ha chiesto questo. Poi abbiamo fatto cambi sulle fasce per cercare di crossare, perché anche Sartori è un giocatore forte sul gioco aereo. Negli ultimi minuti abbiamo cercato più di riempire l’area e quindi è stato un po’ quello che ci ha chiesto il mister”.
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