Venezia, in A per restarci (e con un grande colpo in vista). Padova: salvezza e rilancio, Banzato guarda in alto. Trento, delusione cocente: futuro senza Tabbiani? Vicenza, un altro strappo per una stagione da sogno
martedì 5 Maggio 2026 - Ore 00:19 - Autore: Dimitri Canello
Il Venezia festeggia la promozione in Serie A, una promozione in discussione fino all’ultimo per via di una scriteriata gestione dei minuti finali in undici contro dieci a La Spezia. Se non fosse che è arrivato finalmente il risultato tanto sperato, ci sarebbe da arrabbiarsi e non poco per quell’assurdo spezzone che ha rischiato di rovinare tutto. Ma il risultato tanto agognato è arrivato, con pieno merito, dopo una stagione straordinaria. Giovanni Stroppa centra la quinta promozione della sua carriera e si prepara a dare l’assalto alla massima serie. Verrà confermato, anche se entro il 15 giugno può liberarsi per una clausola inserita da contratto, ma il tecnico non ha alcuna intenzione di tentare un’altra avventura da specialista della B. Ritiene di essersi meritato una chance importante in Serie A e perché non finisca come in passato la società ha intenzione di tendergli la mano. L’obiettivo, infatti, è quello di costruire una squadra competitiva, perché stavolta il Venezia è in Serie A per rimanerci. Il direttore sportivo Filippo Antonelli, l’altro demiurgo di una scalata straordinaria, è pronto a metterci anima e corpo per costruire una squadra all’altezza. Cosa importante, stavolta la proprietà sembra proprio che gli metterà a disposizione un budget all’altezza e c’è di più. C’è la volontà di un grande colpo, un big da portare in laguna, un grande nome per la campagna abbonamenti. Insomma, Venezia può sognare, con un nuovo stadio che lentamente (ma non troppo) prende forma, con una squadra che arriva molto più pronta per il salto e con giocatori che sul mercato valgono milioni. Il caso più eclatante è quello di Issa Doumbia: pagato appena un milione, oggi il Venezia per cederlo ne chiede venticinque (!). Magari quella cifra non la prenderà, ma non ci andrà molto distante. Doumbia potenzialmente è un giocatore che può finire in Nazionale nello spazio di due anni, ha tutto, ma proprio tutto, per spiccare il volo. L’altro gioiello è Stankovic e anche qui, se mai si dovesse procedere a una cessione, arriverà un lauto compenso che poi verrà reinvestito. Ma anche il valore di Adorante si è impennato, così come quelli di Busio e Kike Perez, senza parlare di Hainaut. Ora c’è un ultimo tassello che deve andare al proprio posto: il Venezia vuole battere il Palermo al Penzo perché vuole concludere la stagione davanti a tutti. Vedendo quello che ha fatto nel corso del campionato, lo merita pienamente.
Ride Venezia, ma ride anche Padova. La salvezza è arrivata con una giornata da film all’Euganeo contro il Pescara. E’ successo veramente di tutto e, se alla squadra vanno fatti i complimenti per le tre vittorie che significano permanenza in Serie B, chi ha visto le ultime partite non potrà che concordare che gli dei del calcio stavolta hanno deciso in modo chiaro da che parte stare. Fra Empoli, Reggiana e Pescara, tutti gli episodi sono andati a favore, portando in dote nove punti di platino che, sommati ai 34 conquistati da Andreoletti, hanno reso onore alla missione che Roberto Breda ha completato. Non era affatto scontato riuscirci e Breda ha fatto ampiamente il suo dovere. Non aveva e non ha un’opzione di rinnovo in caso di salvezza e probabilmente non sarà lui il prescelto. Fra le opzioni più calde per il futuro della panchina biancoscudata ci sono Ignazio Abate e Guido Pagliuca, anche se su quest’ultimo c’è da verificare che effetto ha lasciato il rifiuto recapitato al momento dell’esonero di Andreoletti. Il resto è un tributo doveroso alla nuova curva, perché se all’Euganeo è cambiata completamente l’atmosfera è grazie alla nuova struttura che il sindaco di Padova Sergio Giordani e l’assessore allo sport Diego Bonavina sono riusciti a regalare, sia pure in fortissimo ritardo, alla città. Una fetta di salvezza, lo diciamo senza timore di smentita, è stata favorita anche dall’inaugurazione del nuovo settore. E in quel gol di Pastina al 94′ (mentre Insigne dovrà convivere d’ora in avanti con una macchia indelebile della sua carriera per non aver calciato il rigore del possibile 1-0) c’è probabilmente una generazione di tifosi guadagnata, con un’affluenza allo stadio che si annuncia sempre più massiccia. Banzato ha intenzione di costruire una squadra almeno da playoff, in attesa di dare l’assalto alla Serie A quando i tempi saranno maturi e si affiderà ancora una volta al contestatissimo direttore sportivo Massimiliano Mirabelli. Un dirigente divisivo che ha spaccato la piazza e che è inviso a molte persone in città, ma che può portare dalla sua parte i risultati. Prima la promozione in Serie B, poi la salvezza, sia pure in mezzo a diversi errori, ma anche a qualche buona intuizione. Ci sarebbe molto da dire e da discutere se davvero possa contare solo quello nella conferma o meno di un dirigente, ma di fronte a un contratto elevatissimo lasciato in eredità dalla vecchia proprietà, possiamo capire la scelta di Banzato di andare avanti con l’ex Milan. Già c’è sulle spalle il contratto ad Andreoletti e al suo staff che rimarrà a bilancio per i prossimi due anni, aggiungere un altro maxi contratto alle casse del club evidentemente al patron è parso troppo.
Il weekend ha portato una delusione cocente a Trento, con la bruciante eliminazione dei gialloblù per mano della Giana Erminio. Per il terzo anno consecutivo il Trento esce ai playoff al primo turno, evidentemente qualcosa che non funziona e che va rivisto c’è per forza. D’accordo il quinto posto e pochi dubbi su un’ottima regular season, tuttavia il finale lascia un retrogusto amaro su cui sarà il caso di riflettere. Tabbiani ha un contratto in scadenza e, se qualche big busserà davvero alla sua porta, il Trento non si opporrà alla sua partenza, lasciando che il tecnico rincorra giustamente le sue ambizioni. Detto questo, non si può non sottolineare che nelle ultime settimane il Trento è parso boccheggiare, che almeno da tre partite raccoglieva più di quanto meritasse, che con la Giana Erminio ha subito una sconfitta sacrosanta, che non si può non parlare di delusione di fronte a un ko così netto, nella sostanza più che nel punteggio. Dal punto di vista dirigenziale si andrà avanti con Luca Piazzi e Moreno Zocchi, dal punto di vista societario a breve ci saranno nuovi ingressi che permetteranno di ritoccare un po’ verso l’alto il budget stagionale. La base di squadra è buona, qualche giocatore chiederà sicuramente di andarsene dopo una stagione scintillante, altri ne arriveranno. Ma Trento meritava un altro finale, su questo pochi dubbi.
Il Cittadella ha strappato il pass per il secondo turno dei playoff con le unghie e con i denti, ma di certo non mi ha fatto una grande impressione. Ancora una volta ha mostrato tutti i limiti già evidenziati nel corso della stagione, è partito a razzo e aveva la partita in mano, ma si è seduto troppo presto, convinto di averla spuntata. L’Arzignano esce di scena a testa altissima, dopo aver fallito per tre volte nel finale (incredibile la chance buttata da Minesso) il gol del clamoroso 3-2. Che, viste la tenacia, la rimonta e la qualità del gioco offerto, probabilmente i giallocelesti avrebbero meritato. Il Cittadella avanza e mercoledì affronterà il Lumezzane in un’altra partita alla portata, ma onestamente non sono molto ottimista sui granata per questa appendice stagionale. Mancano troppe cose, almeno per quanto visto sinora, per poter immaginare un rush finale da urlo. Se è vero che nel calcio tutto può accadere, non ci sono grandi segnali che inducano alla fiducia, soprattutto quando ci sarà da affrontare squadre più attrezzate e più forti del pur lodevole Arzignano.
Il Vicenza ha bastonato l’Arezzo, regalando un’altra gioia ai propri tifosi. Potrebbe vincere la Supercoppa, in attesa dell’ultima uscita stagionale col Benevento e un altro trofeo non dispiacerebbe affatto a una piazza che ha fame di vittorie e di lasciarsi alle spalle quattro anni bui. Ci sono giocatori, come Armand Rada, che hanno capito perfettamente l’occasione che viene offerta in questo finale di stagione. Dopo aver giocato poco nel corso della regular season, l’allenatore ha concesso adesso spazio e io un giocatore come Rada me lo terrei eccome nella batteria di centrocampisti in Serie B. Ha qualità per giocare da regista e pure da mezzala, ha i mezzi per salire di categoria e l’unico vero freno al suo decollo è rappresentato dai frequenti infortuni, che ne disturbano l’ascesa. Guardando in prospettiva futura, l’attacco è il reparto che cambierà di più. David Stückler si allontana molto dalla conferma, perché la Cremonese in B punterebbe su di lui, mentre il ds Giorgio Zamuner sta cominciando a imbastire le prime bozze di trattative. Anche il Vicenza, come il Padova, avrà un budget adeguato alla categoria, sia pure non faraonico e questo lascia ben sperare per un campionato di livello.
Nel frattempo il Verona ha giocato un brutto scherzo alla Juventus, andando a togliere due punti molto pesanti alla Vecchia Signora in chiave Champions League. L’1-1 dello Stadium, con il terzo gol in trasferta segnato da Kieron Bowie, è un segnale di grande correttezza da parte della squadra in una stagione balorda. Per quanto riguarda il futuro, è probabile che Sean Sogliano dica sì al prolungamento di contratto, ma da quello che ci risulta il ds è tutt’altro che convinto della scelta. In realtà spera in una chiamata da una piazza di A, dove andrebbe di corsa, pur essendo legato a Verona. L’anno prossimo non sarà semplice, perché i soldi del paracadute sono già stati usati per pagare gli stipendi, il budget sarà condizionato dalla vendita di almeno due o tre gioielli di famiglia e Presidio Investors non sembra aver intenzione di fare quello che il suo nome suggerirebbe, ossia investire. L’Udinese ha giocato un’altra grande partita col Torino, dimostrando anche nel suo caso di onorare il campionato. Difficile aspettarsi qualcosa di diverso il prossimo anno, ma anche qui il futuro di Runjaic è in bilico perché cantano diverse sirene, non solo in Italia per il tecnico che ha dimostrato qualità e carisma non indifferenti. A Trieste il primo tassello è Giuseppe D’Aniello nel ruolo di dg, ma gli accordi verbali vanno sottoscritti e messi nero su bianco, altrimenti rimangono chiacchiere, anche perché il diretto interessato deve pure rescindere il contratto con la Ternana. Per il direttore sportivo sembra che si possa andare verso una soluzione interna, da capire però con chi, per il budget, il canone del Rocco, il centro sportivo e i programmi ancora non c’è sufficiente chiarezza. A Treviso il budget per la C sarà di circa 2,5 milioni, si aspetta di capire cosa farà Gorini e poi si deciderà sull’eventuale sostituto (i nomi sono sempre quelli di Tesser e Buscè). Il Pordenone si gioca la promozione in D al Bottecchia in un’ultima partita da brividi, il Südtirol si è messo nei guai con le sue mani e adesso dovrà evitare una catastrofe prendendo almeno un punto con la Juve Stabia, che potrebbe bastare per evitare i playout. Impensabile, fino a qualche settimana fa, immaginare un tracollo del genere. Se davvero si andasse ai playout, i biancorossi, per motivi psicologici, rischierebbero grosso, anche se a nostro avviso la salvezza arriverà, perché di fronte ci sarà una squadra che non ha obiettivi percorribili, nel bene e nel male. E questo conterà sicuramente, nell’ultimo atto della stagione regolare.
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