Cittadella-Lumezzane, Iori: “Guardo solo a ciò che ci aspetta: ci vuole determinazione e un po’ di rabbia agonistica”
martedì 5 Maggio 2026 - Ore 14:11 - Autore: Staff Trivenetogoal
Vigilia intensa in casa Cittadella, con Manuel Iori che fa il punto prima della sfida playoff contro il Lumezzane. Il tecnico granata parte dall’infermeria e dalle condizioni del gruppo, ancora alle prese con tempi di recupero strettissimi dopo l’ultima gara: «La situazione è sostanzialmente la stessa di domenica. Amatucci ha solo un’infiammazione, niente di grave, ed è stato convocato. Per il resto valuteremo tutto fino all’ultimo, perché abbiamo avuto poco tempo per lavorare e il recupero fisico è la priorità».
Allenamenti leggeri, dunque, più orientati a smaltire le fatiche che a caricare: «Abbiamo provato qualcosa, ma senza forzare. In questo momento conta arrivare alla partita nelle migliori condizioni possibili».
Sulla prova contro l’Arzignano, Iori mantiene la barra dritta: «Non guardo al passato, penso solo a ciò che ci aspetta. È chiaro che sul 2-0 dovevamo gestire meglio alcuni momenti, soprattutto sui cross e sulle situazioni difensive. Abbiamo creato tanto, sette-otto occasioni vere, ma dobbiamo essere più concreti per chiudere le partite».
Di fronte ci sarà un Lumezzane in grande fiducia: «È una squadra che gioca bene, con intensità e continuità. Non perde da tempo e arriva con entusiasmo. Sarà una gara dura, come lo sono state le precedenti. Il fattore campo può aiutarci, ma non basta: dobbiamo giocare per vincere, senza fare calcoli».
Sul piano tattico, tutto resta aperto: «Valuteremo fino all’ultimo. Dovremo considerare le loro caratteristiche, ma anche le nostre condizioni. Abbiamo più soluzioni e più piani gara, sarà fondamentale leggere bene i momenti della partita».
Un passaggio chiave riguarda la gestione mentale, soprattutto dopo le difficoltà emerse nell’ultima uscita: «Dopo aver subito gol dobbiamo reagire meglio. Serve resettare subito, restare dentro la partita e mantenere il piano di gioco. Non possiamo permetterci di abbassare la testa: il linguaggio del corpo deve essere diverso».
Infine, il messaggio alla squadra è chiaro: «Ci vuole determinazione, anche un po’ di rabbia agonistica. Ma soprattutto equilibrio: niente euforia e niente paura. Dobbiamo ritrovare l’approccio del primo tempo visto domenica e giocare con lucidità. È questo che può fare la differenza».
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