Udinese, Zanetti: “Legame innegabile con Venezia, ma adesso ho la maglia bianconera tatuata sulla pelle: se perdiamo venerdì non siamo retrocessi”
mercoledì 4 Novembre 2026 - Ore 17:06 - Autore: Staff Trivenetogoal
«Qui gioca chi corre, chi pedala. Se si va in campo senza cuore non si ottiene nulla». Paolo Zanetti mette subito in chiaro la sua filosofia nel giorno della presentazione ufficiale da nuovo allenatore dell’Udinese. Arrivato lunedì sulla panchina friulana, il tecnico ha già trascorso due giornate intense a contatto con la squadra e non nasconde la necessità di cambiare immediatamente passo. «Il potenziale di questo gruppo è qualcosa che non ho mai allenato. La ricetta è una sola: lavoro duro. Sono arrivato fin qui partendo dal basso e porterò questa mentalità in un club che è una macchina, dove tutto è organizzato e si lavora su ogni dettaglio».
Zanetti non intende però cancellare quanto costruito dal predecessore Runjaic. «Non voglio stravolgere il suo lavoro. Questa squadra è stata costruita chiaramente per un determinato sistema e modificarlo sarebbe uno choc tecnico. Per ora consolidiamo il 3-5-2 o il 3-4-2-1, cercando di aggiungere qualcosa di mio». Il tecnico ha individuato soprattutto nella componente mentale una delle chiavi per uscire dalla crisi: «Quando non riesce niente viene a mancare l’autostima. Forse è stato mollato qualcosa e su questo voglio incidere. Non ho trovato ragazzi che non vogliano dare l’anima, tutti vogliono cambiare».
Nessuna gerarchia precostituita, nemmeno per i giocatori più rappresentativi: «Il concetto di squadra viene prima di tutto, nessuno può vincere da solo, nemmeno Zaniolo. Le gerarchie le stabilisce il campo. Sono venuto per un solo motivo: voglio guadagnarmi ogni giorno questa società». Il primo appuntamento sarà la trasferta di Venezia: «Se vinciamo non siamo salvi, se perdiamo non siamo retrocessi. Il percorso è lungo, ma mi aspetto una risposta da tutti i calciatori». Infine il ringraziamento a Gino Pozzo, che aveva già cercato di portarlo in Friuli in passato: «Voglio ripagare la sua fiducia sul campo». Su Venezia: “Innegabile il legame con quella città. Ma ci sono già stato da avversario. Oggi ho la maglia dell’Udinese tatuata sulla pelle. La squadra ha grande potenziale, inespresso. Sarà una partita difficile, conosco bene quello stadio, c’è grande passione. Dobbiamo essere pronti dal punto di vista agonistico a stare dentro questa partita. Il primo step è questo“. E poi cita Poggi: “Ho due persone che sono passate di qui e a cui sono molto legato. Uno è Paolo Poggi, con cui a Venezia abbiamo fatto cose straordinarie in una annata magica. Mi ha spiegato tutto. Era felice per me, mi ha detto di essere me stesso. L’altro è Luca Gotti, che stimo moltissimo, è una persona intelligente. Mi ha detto ‘vai subito’. Il mio obiettivo è un connubio che vada avanti nel tempo”.
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