Palermo-Vicenza, il CCCB sull’agguato ai tifosi biancorossi: “Chiediamo chiarimenti sulle scelte operative adottate e un’attenta verifica delle eventuali responsabilità organizzative”
martedì 3 Novembre 2026 - Ore 14:06 - Autore: Staff Trivenetogoal
Pubblichiamo il comunicato del CCCB scritto in seguito ai fatti di Palermo contro i tifosi biancorossi giunti in Sicilia per assistere alla sfida con I rosanero
“Il Centro Coordinamento Clubs Biancorossi Vicenza esprime profonda preoccupazione per le carenze emerse nella gestione del servizio di ordine pubblico in occasione dell’incontro
Palermo-Vicenza del 1° novembre e per le conseguenze sulla sicurezza dei tifosi presenti.
Ferma restando la nostra assoluta contrarietà a ogni forma di violenza e il nostro netto e categorico rifiuto di simili episodi, riteniamo doveroso prendere una posizione netta sulle evidenti carenze nella gestione del servizio di ordine pubblico, che hanno esposto famiglie e associati dei nostri club, attenutisi scrupolosamente alle disposizioni delle autorità, a una situazione di concreto e ingiustificabile pericolo.
Circa 150 sostenitori vicentini, prevalentemente famiglie e soci dei club affiliati al nostro Centro Coordinamento, si erano regolarmente presentati in Piazza Francesco Crispi, luogo individuato dalla Questura di Palermo per il servizio di navette diretto allo stadio.
Alla partenza del primo autobus, tuttavia, il personale di Polizia presente lasciava il punto di raccolta per scortare il mezzo, lasciando quasi cento sostenitori vicentini completamente privi di qualsiasi presidio di sicurezza.
Proprio durante tale assenza, i tifosi rimasti sul posto venivano aggrediti da un gruppo di soggetti palermitani muniti di caschi e bastoni.
I sostenitori vicentini non opponevano alcuna reazione, cercando esclusivamente di mettersi in salvo. Durante la fuga, una ragazza riportava una contusione a un piede.
Riteniamo particolarmente grave e difficilmente giustificabile che cittadini attenutisi scrupolosamente alle disposizioni delle autorità siano stati lasciati senza protezione proprio nel luogo individuato dalla Questura quale punto ufficiale di raccolta.
La decisione di lasciare completamente sguarnito il punto di ritrovo, prima che tutti i sostenitori fossero stati trasferiti allo stadio, rappresenta a nostro avviso un errore organizzativo clamoroso, sul quale è doveroso fare piena chiarezza.
Sarebbe probabilmente bastata anche una sola volante, con i lampeggianti accesi, per svolgere un’efficace funzione deterrente e contribuire a evitare quanto accaduto.
Non si tratta di pretendere misure straordinarie, ma di richiedere quelle elementari precauzioni che dovrebbero essere alla base di qualsiasi servizio di ordine pubblico adeguatamente pianificato.
Troviamo inoltre profondamente contraddittorio che, mentre si continuano a imporre divieti e limitazioni alle trasferte per ragioni di sicurezza, proprio in occasione di una trasferta organizzata secondo le indicazioni delle autorità siano emerse carenze di tale gravita.
Non è accettabile che la tutela dell’ordine pubblico si traduca troppo spesso in restrizioni per i tifosi, senza che venga garantita un’organizzazione dei servizi di sicurezza adeguata.
Per queste ragioni abbiamo deciso di rivolgere una formale protesta alla Questura di Palermo, coinvolgendo per conoscenza la Questura di Vicenza, il Comune di Palermo e il Ministero dell’Interno, chiedendo chiarimenti sulle scelte operative adottate e un’attenta verifica delle eventuali responsabilità organizzative.
Ci auguriamo, inoltre, che questo episodio non venga utilizzato come pretesto per adottare provvedimenti di divieto di trasferta nei confronti della tifoseria palermitana, che nulla ha a che vedere con quanto accaduto nel centro cittadino. Sarebbe paradossale e profondamente ingiusto che, ancora una volta, a pagare per le responsabilità di pochi e per le evidenti carenze nella gestione dell’ordine pubblico fossero migliaia di tifosi del tutto estranei ai fatti.
Ribadiamo che la sicurezza non si garantisce soltanto attraverso divieti e restrizioni, ma soprattutto mediante una pianificazione attenta, un coordinamento efficace e una presenza adeguata delle Forze dell’Ordine.
Non chiediamo privilegi né trattamenti di favore. Chiediamo semplicemente che chi rispetta le regole e segue le indicazioni delle autorità possa farlo nella certezza di non essere lasciato senza tutela.”
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