Palermo-Vicenza 3-1, il Lane cade nella ripresa: Vavassori in formato Nazionale, per i biancorossi è il secondo ko consecutivo e la quinta rimonta subita
domenica 1 Novembre 2026 - Ore 21:27 - Autore: Giulio Pavan
PALERMO – A volte la favola di Davide contro Golia sembra davvero sul punto di compiersi, ma poi la realtà prende il sopravvento. Al Barbera va in scena proprio questo copione: il Vicenza, protagonista di un ottimo primo tempo e capace di portarsi in vantaggio, si arrende nella ripresa alla superiorità di un grande Palermo, trascinato da un autentico fuoriclasse come Vavassori, un talento che, per qualità e prospettive, potrebbe persino ambire a una convocazione nella Nazionale di Mancini. I biancorossi escono sconfitti per 3-1, al termine di una gara che lascia inevitabilmente un po’ di amaro in bocca, soprattutto per quanto mostrato nella prima frazione. Il Vicenza parte con grande aggressività e al 2′ conquista subito un calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner, Brighenti è il più lesto di tutti ad anticipare la difesa rosanero e a gonfiare la rete, firmando il clamoroso vantaggio biancorosso. Un inizio da applausi per la squadra di Gallo, capace di sorprendere il Palermo di Inzaghi con intensità, coraggio e personalità. I padroni di casa accusano il colpo e faticano inizialmente a trovare le giuste trame offensive, mentre il Lane dimostra di poter giocare alla pari, almeno sul piano dell’atteggiamento, con una formazione di grande valore. Al 14′ Morra rimedia un’ammonizione per un fallo su Vavassori. Un minuto più tardi, però, è proprio l’attaccante biancorosso ad approfittare di un errore di Segre, ma Carraro rallenta eccessivamente la manovra e il possibile contropiede sfuma. Un’occasione che avrebbe meritato maggiore concretezza. Dall’altra parte, il Palermo cerca soprattutto di sfruttare le iniziative di Johnsen, costringendo Papetti a un lavoro attento e dispendioso per contenere le incursioni dell’esterno rosanero. Il Vicenza, tuttavia, non si limita a difendersi e prova a mettere in mostra anche qualità e personalità. Valoti e Bellemo dettano tempi e geometrie a centrocampo, favorendo una manovra coraggiosa e un baricentro piuttosto alto. È proprio questo l’aspetto più interessante della prima parte di gara: il Lane non si accontenta di contenere l’avversario, ma prova a giocare, a costruire e a mettere in difficoltà una squadra sulla carta superiore. Al 31′ si verifica uno scontro in area tra Costa e Marchizza: il Palermo non replica il gesto di fair play mostrato da Valoti contro il Modena e prosegue l’azione nei pressi della porta difesa da Gagno. Al 32′ i rosanero provano ad alzare il ritmo: Johnsen crossa al centro per Pohjanpalo, ma Brighenti legge perfettamente la situazione e anticipa l’attaccante. La squadra di Gallo continua comunque a farsi apprezzare e al 35′ costruisce una clamorosa occasione per il raddoppio. Pietrelli salta prima Segre e poi Augello, si presenta al tiro da posizione ravvicinata, ma Perin è provvidenziale e salva il risultato con un intervento di piede. È un episodio che avrebbe potuto cambiare il volto della partita: contro avversari di questo livello, le occasioni importanti devono essere sfruttate, perché difficilmente se ne presentano molte. Il Palermo prova a reagire al 37′, quando Johnsen trova la rete con una conclusione al volo che supera Gagno. L’esultanza rosanero viene però subito interrotta dall’arbitro, che annulla per posizione di fuorigioco. La prima frazione sembra destinata a chiudersi con il Vicenza avanti e pienamente in controllo della situazione. Al 44′, tuttavia, arriva la doccia fredda: Pohjanpalo e Hernani confezionano l’azione che porta Vavassori davanti a Gagno. Dopo una serie di rimpalli, il pallone arriva a Johnsen che, con una conclusione di prima intenzione, firma il pareggio. Una rete pesantissima, arrivata proprio quando il Vicenza sembrava ormai vicino a portare negli spogliatoi un vantaggio meritato. Il gol subito pesa soprattutto per il momento in cui arriva e rappresenta probabilmente il primo vero rimpianto della serata biancorossa. Le squadre rientrano negli spogliatoi sull’1-1, ma il Vicenza può comunque essere soddisfatto della propria prestazione. I biancorossi hanno sorpreso il Palermo per intensità, organizzazione e personalità, trovando in Valoti, Bellemo e Brighenti alcuni dei protagonisti più convincenti del primo tempo. La ripresa, però, racconta una storia completamente diversa. Il Palermo rientra in campo con maggiore convinzione e qualità, aumentando immediatamente la pressione. Al 51′ Vavassori si rende già pericoloso e, appena due minuti più tardi, trova il guizzo che cambia definitivamente l’inerzia della partita. Servito da Segre, il talento rosanero supera Brighenti e Marchizza con una giocata di grande classe e lascia partire una conclusione micidiale che non lascia scampo a Gagno. È il gol del 2-1, quello che completa la rimonta dei padroni di casa. Una giocata da categoria superiore, che certifica quanto possa essere determinante avere in squadra un giocatore capace di inventare la giocata decisiva anche quando gli spazi sembrano chiusi. Il Vicenza accusa il colpo, mentre Vavassori diventa sempre più incontenibile. Al 61′ Gallo prova a cambiare l’inerzia della gara con una doppia sostituzione: fuori Morra e Pietrelli, dentro Rauti e Caferri. È però ancora il Palermo a sfiorare la rete. Vavassori approfitta di un errore di Brighenti, si presenta davanti a Gagno e calcia, ma la conclusione termina alta sopra la traversa. Passa appena un minuto e Johnsen ha un’altra grande opportunità, senza però riuscire a inquadrare lo specchio della porta. Il Lane fatica a ritrovare le certezze mostrate nel primo tempo e appare sempre più in difficoltà nel contenere le iniziative offensive dei padroni di casa. Il tempo scorre e il Vicenza continua a coltivare la speranza di strappare almeno un pareggio al Barbera. Al 72′ Gallo interviene nuovamente dalla panchina, richiamando Merkaj e Costa per inserire Moncini e Corazza. Tre minuti più tardi è ancora il Palermo a rendersi pericoloso: Gabrielloni serve Vavassori, ma Corazza è attento e interviene con precisione, evitando guai peggiori. All’82’ Gallo si gioca anche l’ultima carta a disposizione, inserendo Alessio al posto di Carraro. Ma all’85’ arriva il colpo del definitivo ko. A firmarlo è ancora una volta Vavassori, protagonista di un’altra giocata straordinaria: il talento rosanero supera la difesa biancorossa e deposita il pallone nell’angolino, battendo Gagno e siglando la personale doppietta, oltre al definitivo 3-1. Una prodezza che chiude definitivamente i conti e lascia al Vicenza la consapevolezza di aver affrontato un avversario di grande spessore, ma anche la sensazione di aver sprecato un’occasione importante. Per il Lane resta una prestazione generosa, soprattutto nella prima frazione, quando la squadra di Gallo ha saputo mettere in difficoltà un Palermo che, almeno inizialmente, non sembrava avere risposte al gioco biancorosso. Tuttavia, non si può ignorare la fragilità emersa nella ripresa e, soprattutto, la difficoltà nel gestire i momenti decisivi della partita. Ancora una volta il Vicenza subisce una rimonta: è la quinta della stagione, un dato che comincia a diventare preoccupante e sul quale sarà necessario riflettere. Non basta giocare un buon primo tempo, né mettere in difficoltà una grande squadra per una frazione di gara: serve continuità, lucidità e soprattutto la capacità di mantenere alta la concentrazione quando l’avversario aumenta la pressione. Il Palermo ha dimostrato di avere qualità, esperienza e individualità capaci di risolvere le partite, mentre al Vicenza resta il rammarico per un risultato che, alla luce dei primi 45 minuti, avrebbe potuto essere diverso. La seconda sconfitta consecutiva deve far riflettere, perché il Lane non può continuare a disperdere quanto di buono riesce a costruire. La favola di Davide, questa volta, si interrompe davanti alla superiorità di Golia. Ma la lezione più importante per i biancorossi è un’altra: il coraggio mostrato al Barbera deve diventare una costante per tutti i novanta minuti, non soltanto una bella parentesi.
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