Vicenza, Bellemo: “Con il Palermo una sfida che ogni giocatore sogna da bambino: vale tre punti come tutte le altre”
giovedì 29 Ottobre 2026 - Ore 19:36 - Autore: Giulio Pavan
Queste le parole di Alessandro Bellemo ospite di “E’ solo calcio”: “La sconfitta brucia ancora? C’è stata delusione, abbiamo avuto modo di parlare ma solo una cosa veloce perchè non abbiamo tempo. Vanno analizzate le partite ma noi abbiamo la testa a Palermo, la partita ci ha lasciato l’amaro in bocca ma anche spunti positivi. Cosa ne pensi della nuova linea arbitrale? Ogni squadra ha le sue caratteristiche, se questa è la linea noi dobbiamo prendere delle contromisure per non trovarci sempre in difficoltà, purtroppo capita che anche un arbitro come i giocatori abbiamo delle giornate storte, martedì ha lasciato correre parecchio ma non mi va di criticarlo. Ti piace questa nuova linea o preferivi prima? Secondo me bisogna essere chiari su cosa sia, accetto se si intende di far correre di più, ma se sembra un altro sport non lo condivido. Da cosa dipendono gli errori individuali fatti fino adesso? Ogni gol dipende da un susseguirsi di errori perchè ognuno può metterci la pezza. Ovviamente si deve migliorare, ad esempio io tecnicamente. Non mi va di puntare il dito, anche se io riconosco il mio errore. C’è anche da dire che noi abbiamo accettato di giocarcela a viso aperto e così abbiamo rischiato, però possiamo dire di aver perso a testa alta. Come si va a Palermo? La vivo come un’opportunità, un giocatore sogna partite del genere sin da bambino, conta tre punti come tutte le altre partite. Sarà contro una squadra forte nel campo più difficile della serie B. E’ un premio per i ragazzi che hanno vinto il campionato dell’anno scorso. Da cosa pensi che il Vicenza farà un gran campionato? Da quello che vedo negli allenamenti e da ciò che percepisco nello spogliatoio, poi in campo si ha la percezione che la squadra sa quello che fa e dà l’anima. Quando è così si viene premiati e il risultato arriva. Per assurdo la partita con il Modena ci ha lasciato più certezze di altre sfide in cui abbiamo fatto punti, bisogna cavalcare questo entusiasmo. E’ un campionato indecifrabile e quello che vedo mi lascia ottimista. Cosa è successo nel secondo tempo di Benevento? Ci siamo guardati in faccia, non sembravamo minimamente una squadra, ci siamo chiesti se volessimo affrontare la partita da molli come se fosse una gita o se volevamo riprenderci. Poi abbiamo fatto due gol molto belli e c’è stata una reazione. Con il Modena meritavamo i punti, almeno uno, non avevamo rubato nulla. Che impressione ti hanno fatto i giovani? Fanno parte di quello che mi dà positività, mi hanno impressionato, vedo in loro ampi margini di miglioramento. Sono tutti gran lavoratori e hanno cura del dettaglio. Mi hanno detto che l’anno scorso Vescovi era molo più magro mentre ora ha i muscoli perchè è sempre in palestra. Il nuovo assetto del centrocampo? Vedendo le prestazioni ha aiutato ma la differenza è semplicemente questione di atteggiamento nell’esser più vicini ai compagni. Le cose possono cambiare molto in fretta, adesso la situazione è questa posso allenarmi e lavorare oltre che isolarmi dai tifosi che criticano, perchè è il calcio e funziona così. Ora il centrocampo sta trovando equilibrio, Zonta ad Empoli ha fatto molto bene in dieci minuti, potrei fare anche l’esempio di Carraro, quando entrano sono tranquillo perchè so che muoiono per la squadra. Ora sono in secondo piano però il loro ruolo è questo. Le critiche? Mi sono fatto le ossa a Genova, ora io mi sono completamente isolato e non guardo niente perchè penso che aiuti a vivere meglio però in tanti guardano i commenti e un po’ tocca. L’atmosfera del Menti? E’ bellissima, avevo voglia di una serata del genere e non vedo l’ora di riviverla. A fine partita ho visto lo stadio applaudirci e questo è il vero tifo e ci dà una grossa mano. Leverbe? Lo conoscete meglio di me, mi sembra che si veda che è puro. E’ veramente una famiglia, l’anno scorso hanno stravinto il campionato perchè è così, io sono stato accolto da loro proprio così. Cosa può rappresentare per te Vicenza? Un’opportunità per rimettermi in gioco, io voglio coglierla e giocarla al meglio perchè arrivo da due anni in cui ho sofferto. A Genova era una situazione pesantina e avevo voglia di cambiare aria e ricominciare. Che persona sei fuori dal campo? Sono molto tranquillo, sto molto in famiglia, il tempo libero lo passo con mio figlio di un anno e mezzo. Non ho grandissime passioni, mi dedico alla famiglia e al calcio. Cosa direbbero i tuoi amici di te? Che sono generoso, pensante, buono e bravo.
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