Cittadella-Albinoleffe, Musso: “Non siamo stati i soliti: se non sei al 100% puoi perdere contro chiunque”
sabato 3 Ottobre 2026 - Ore 17:19 - Autore: Staff Trivenetogoal
La prima sconfitta stagionale è arrivata e, con essa, anche le prime riflessioni. Il Cittadella si ferma contro l’AlbinoLeffe al termine di una partita in cui i granata non sono riusciti a esprimere la consueta brillantezza, pagando a caro prezzo alcune ingenuità difensive e una fase offensiva meno incisiva del solito. Roberto Musso non cerca alibi e analizza con lucidità un pomeriggio nel quale, pur riconoscendo i meriti degli avversari, individua soprattutto ciò che il Cittadella dovrà correggere.
«Sapevamo che la partita sarebbe stata complicata, perché loro ci aspettavano sotto la linea della palla per poi ripartire. Infatti è stata la partita che ci aspettavamo. Siamo partiti bene nei primi dieci minuti, poi abbiamo preso due ripartenze e lì abbiamo mollato un attimo, soprattutto in un paio di situazioni sulle marcature preventive. A campo aperto Desogus lo conosciamo bene: è un giocatore che ha tecnica e gamba e ci ha messo in difficoltà».
Ancora più severo il giudizio sull’azione che ha portato al secondo gol dell’AlbinoLeffe. «Siamo stati doppiamente ingenui. Abbiamo regalato un calcio di punizione che, dal mio punto di vista, era evitabilissimo: il giocatore era girato di spalle, potevamo tranquillamente temporeggiare e aspettare. Poi sulla battuta siamo stati praticamente tutti fermi. Nessuno è saltato».
Anche davanti, però, il Cittadella ha faticato più del consueto. «Siamo stati un po’ più sterili. Avevo chiesto di avere più pazienza, perché non è facile attaccare una squadra che sta tutta sotto la linea della palla nella propria metà campo. Nel primo tempo abbiamo forzato tante volte la giocata e anche il primo gol loro è nato da una nostra giocata forzata in mezzo al campo, dalla quale abbiamo preso ripartenza».
Musso salva però la reazione della squadra: «La prestazione secondo me l’abbiamo fatta, abbiamo reagito bene nel secondo tempo e abbiamo avuto anche l’occasione per pareggiarla con Falcinelli. Oggi non è stato il solito Cittadella. L’atteggiamento è stato buono, i ragazzi ce l’hanno messa tutta e sono andati forte. Però tante volte ci sono anche gli avversari e loro, nelle poche situazioni che hanno avuto, sono stati più bravi di noi e hanno vinto la partita».
La posizione di vertice può avere inciso? «Essere primi in classifica non influisce. È il modo in cui siamo arrivati primi che ha creato tanto entusiasmo in tutto l’ambiente e questo fa benissimo, perché abbiamo fatto un percorso molto importante. Però inconsciamente questo può aver portato a un piccolo calo di tensione. Questo è un campionato molto complicato: se non sei sul pezzo al cento per cento, dal punto di vista della concentrazione, della testa e del fisico, tutte le partite possono finire in qualsiasi modo. Dobbiamo subito tornare a lavorare e capire che non possiamo mollare di un centimetro».
Il tecnico individua anche un problema nella distanza tra i reparti: «Eravamo un po’ più staccati del solito dagli avversari, soprattutto su Desogus, che fisicamente riesce a tenere palla e ripartire. Eravamo più lunghi del solito e questo ci ha messo in difficoltà».
Infine, un aspetto da migliorare: i tiri dalla distanza. «Siamo una squadra che anche nelle partite precedenti calcia poco da fuori area. È una cosa sulla quale stiamo lavorando, perché tante volte, invece di chiudere l’azione, vogliamo fare una giocata in più. Contro squadre così basse, però, il tiro da fuori può essere una soluzione. Dovevamo anche aprire di più il gioco e fare meglio i cross. Se fossimo stati più puliti nell’ultima giocata, qualche occasione in più avremmo potuto crearla».
Nessun timore, invece, per la reazione dopo il primo ko: «Non mi spaventa niente. Solo chi è presuntuoso poteva pensare di fare tutto il campionato senza mai perdere. Speravamo che arrivasse il più tardi possibile, è arrivata oggi. Questa partita può anche farci bene, perché ci mette in testa che non si può mollare da nessun punto di vista. Da oggi possiamo ripartire e continuare a fare quello che facciamo da due mesi».
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