Vicenza, una B senza padroni: anche il Lane può provarci…a partire da Verona
lunedì 14 Settembre 2026 - Ore 20:58 - Autore: Giulio Pavan
Quattro giornate sono sufficienti per iniziare a capire che questa Serie B non farà sconti a nessuno e il Vicenza lo ha già imparato sulla propria pelle, con una vittoria, una sconfitta e due pareggi che raccontano un avvio tutto sommato positivo, ma anche una squadra che ha ancora parecchio da sistemare. Il successo all’esordio contro un Catanzaro profondamente rinnovato, la pesante sconfitta di Avellino e poi i due pareggi contro Entella e Juve Stabia, formazioni che presumibilmente condivideranno con i biancorossi l’obiettivo della salvezza, consegnano un bilancio che può essere considerato sufficiente, ma che non permette certo di abbassare la guardia. Perché gli otto gol incassati in quattro partite sono un campanello d’allarme che non può essere ignorato, soprattutto per una squadra allenata da Fabio Gallo, che ha sempre costruito le proprie fortune partendo da una fase difensiva solida e organizzata. Ed è proprio da lì che il Vicenza dovrà ripartire, cercando maggiore equilibrio e, soprattutto, trovando nel centrocampo quella protezione che finora è mancata a tratti. Troppi sono stati i varchi lasciati agli avversari, troppe le volte in cui la squadra ha permesso agli avversari di arrivare con facilità dalle parti della propria area, mettendo sotto pressione una retroguardia che, almeno individualmente, sembra aver trovato in Brighenti il leader di cui aveva bisogno. Il problema, però, non può essere soltanto della difesa: se gli avversari arrivano con troppa facilità negli ultimi trenta metri, significa che qualcosa deve funzionare meglio anche davanti alla linea arretrata. In questo senso la sosta potrà essere utile anche per Valoti, ancora alla ricerca della condizione migliore, mentre Bellemo può rappresentare una soluzione importante per dare maggiore sostanza alla mediana, poi c’è Pellizzari, uno dei giocatori che in questo avvio ha dimostrato di poter stare in Serie B con personalità, adattandosi rapidamente a una categoria che non concede molto tempo per ambientarsi. Così come si è rivelato azzeccato l’investimento su Merkaj, che era stato individuato come il primo obiettivo del mercato e del quale si è presto capito il motivo: l’attaccante ha la capacità di fare reparto da solo, di tenere alta la squadra e di creare spazi per i compagni: se riuscirà ad aggiungere anche una maggiore continuità sotto porta potrà diventare un’arma importante nella corsa alla salvezza. Ma al di là dei singoli, il dato più importante emerso da queste prime quattro giornate riguarda proprio la natura del campionato, in Serie B non ci sono partite già scritte, non esistono risultati impossibili e chiunque può battere chiunque. Una caratteristica che può rappresentare un pericolo, ma anche una grande opportunità per il Vicenza, perché se è vero che ogni partita nasconde delle insidie, è altrettanto vero che nessuno deve essere affrontato con la convinzione di partire già battuto: nemmeno il Verona. E sarà proprio il Bentegodi il prossimo banco di prova, in un derby che torna a distanza di nove anni e che mette di fronte una squadra, quella gialloblù, appena retrocessa dalla Serie A e con l’ambizione di tornarci immediatamente. L’Hellas arriverà alla sfida dopo la sconfitta di Benevento e avrà quindi tutta la voglia di reagire davanti al proprio pubblico. Il Vicenza, però, dovrà avere un altro tipo di ambizione: quella di giocarsela senza timori reverenziali, senza pensare alla differenza di categoria da cui arrivano le due squadre e soprattutto senza accontentarsi in partenza perché uscire dal Bentegodi con un risultato positivo significherebbe mettere altro fieno in cascina prima della sosta e dare continuità a un percorso che, pur con qualche difetto, ha già mostrato segnali interessanti. Poi, al rientro, al Menti arriverà il Pisa e ci sarà un’altra sfida complicata, ma quella sarà un’altra storia. Oggi il Vicenza deve semplicemente prendere atto di una realtà: questa Serie B non mette paletti e non regala certezze e proprio per questo, se davvero tutti possono vincere contro tutti, allora anche i biancorossi devono avere il diritto, e il dovere, di ambire sempre al massimo risultato.
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