Südtirol-Catanzaro, Possanzini: “Mi prendo questo spirito, è un tesoro inestimabile”
sabato 5 Settembre 2026 - Ore 19:20 - Autore: Andrea Busetto
Il Südtirol supera 2-0 il Catanzaro e si porta a quota sette punti dopo le prime tre giornate. Al termine della gara, Davide Possanzini ha analizzato la prestazione della squadra, soffermandosi sulla crescita del gruppo, sull’identità di gioco e sull’importanza del contributo arrivato dalla panchina.
Mister, sette punti dopo tre giornate. Come valuta questo inizio e, soprattutto, il modo in cui sono arrivati i risultati?
“Rispetto l’opinione di tutti, ma giocare contro il Catanzaro è difficilissimo perché loro sono cinque anni che fanno questo tipo di calcio. Hanno dominato anche l’anno scorso e hanno fatto la finale. Li abbiamo rispettati alla grande.
Nel primo tempo a calcio ci abbiamo giocato anche bene, molto bene. Ci sono mancati gli ultimi 30 metri e lì ci è mancata qualità. Però abbiamo fatto molto bene alcune fasi di possesso.
Siamo dopo 40 giorni di lavoro e la squadra al completo ce l’ho da due giorni. Si stanno intravedendo delle belle cose. Mi piace lo spirito e tutto quello che stiamo facendo. Mi piacerebbe giocare come nel primo tempo, tenere la palla e dominare, ma questo ha bisogno di tempo.
Allo stesso tempo non voglio perdere quello che ci caratterizza: ordine, compattezza, capacità di capire i momenti della partita e quando c’è da soffrire. Nel calcio non si gioca sempre come vuoi tu, perché ci sono gli avversari. Possiamo migliorare su tantissime cose, ma alla base devono esserci quello spirito, quella mentalità e quell’ordine che ho visto oggi. Questa cosa non voglio perderla, voglio custodirla.
Mi interessa soprattutto la crescita. Nelle prime partite sto iniziando a vedere qualcosa di quello su cui lavoriamo quotidianamente. Dobbiamo alzare quei momenti. Sono tranquillo perché alla base c’è una mentalità importante. Inoltre, in queste tre partite, chi è entrato ha spesso fatto la differenza. È un tesoro inestimabile e spero di riuscire a custodirlo”.
La partita è stata bloccata per larghi tratti. Quando potremo vedere il Südtirol esprimere con maggiore continuità il suo calcio?
“Non lo so, mi piacerebbe saperlo. Oggi quei momenti in cui sembravamo un po’ leziosi erano anche dovuti alla necessità di risparmiare le forze, perché faceva un caldo pazzesco.
Nel primo tempo eravamo più propositivi e aggressivi anche nel recupero palla. Nel secondo loro ci facevano girare, usavano tanto Pigliacelli e ci allungavano le corse. Non volevamo uscire su di lui per non farci infilare e quindi la pressione è saltata, portandoci a indietreggiare.
È stata una scelta tattica, ma anche condizionata dal clima. Piccole dosi di quello che mi piacerebbe le sto già vedendo. Spero di aumentare i minuti in cui riusciamo a gestire la palla come vorrei”.
Con Burnete e due attaccanti puri la squadra sembra più pericolosa. È una soluzione che può diventare importante?
“Siamo diversi. Con Vasco Lopez, Vasic o eventualmente Zeroli siamo più di palleggio. Con Burnete e due punte diventiamo più verticali, perché c’è meno palleggio.
Avere queste varianti è importante e devo capire quando e come utilizzarle. La squadra si è formata in poco tempo, sono arrivati ancora quattro giocatori e alcuni non si sono allenati spesso con le loro precedenti squadre. C’è quindi bisogno anche di aumentare la condizione fisica.
Non abbiamo concesso così tanto da dire che ci è andata bene. Sono vittorie costruite, perché abbiamo capito il momento e ci siamo sporcati le mani quando serviva. Davanti ho caratteristiche diverse e questo mi permette di cambiare”.
Che giudizio dà ad Alvin Okoro, alla sua prima partita da titolare?
“È appena arrivato e sei giorni fa era in panchina in Serie A con il Venezia. Deve ambientarsi e scrollarsi di dosso un po’ di responsabilità. Probabilmente sente di dover essere subito decisivo, ma bisogna aspettare e lavorare.
Su Okoro puntiamo tanto, come su tutti gli altri. Mixtur è entrato benissimo e sono contento di averlo. Sono convinto che farà alla grande”.
Cinque dei sei gol nelle gare ufficiali sono arrivati nel secondo tempo e quattro da subentrati. È una risorsa che può diventare decisiva?
“Non lo so. Sicuramente sbaglierò tante scelte iniziali, perché facendone tante se ne sbagliano anche tante. Credo però che sia soprattutto merito dei giocatori, che dimostrano quanto credono in quello che facciamo.
Quando entrano hanno l’anima e questo è quello che mi interessa di più. Con i cinque cambi le partite spesso vengono determinate dalle sostituzioni, perché diventano quasi due partite diverse.
Oggi serviva freschezza e Burnete, Mixtur, Federico, Davi, Simone e tutti quelli che sono entrati ci hanno dato un cambio di marcia. Sono contento e devo essere bravo io a gestire questi cambi”.
Le ultime reti sono arrivate anche grazie a giocate individuali importanti. Quanto conta la qualità dei singoli?
“È chiaro che i protagonisti principali sono i giocatori. Senza la loro qualità non si va da nessuna parte.
Spero che questi ragazzi continuino a crescere, perché stanno crescendo. Mixtur in questi 50 giorni ha fatto dei salti in avanti clamorosi e deve continuare. Così come Burnete. Sono giocatori forti e spero che mettano la loro qualità al servizio della squadra il più possibile”.
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