Il calciomercato è finito: i nostri voti
mercoledì 2 Settembre 2026 - Ore 23:06 - Autore: Dimitri Canello
Una lunghissima sessione di mercato è terminata e il marasma mediatico dei social che rende difficile distinguere ciò che è vero da ciò che non è vero finalmente avrà un po’ di freno. Tempo di chiusura di sipario, tempo di voti, per capire cosa è andato e cosa no. Una precisazione doverosa: i nostri voti tengono conto anche del budget impiegato, delle prospettive di classifica, degli obiettivi. Insomma, nel calderone ci finisce un po’ tutto.
Udinese (voto 6,5) – un mercato decisamente convincente, sia in uscita, dove la cessione di Atta è stata capitalizzata al massimo e quella di Kristensen pure, sia per le conferme (tenere Zaniolo, Davis e Solet non era certo scontato). In entrata Jovanovic è un talento puro, Vojvoda è l’usato sicuro, Unai Gomez potrebbe essere la sorpresa. I più: Una squadra in larga parte confermata e un impianto di gioco solido e con buone individualità. L’incognita: gli alti e bassi di Okoye, che deve trovare maggiore continuità. L’imprevedibilità, anche in negativo, di Zaniolo
Venezia (voto 7,5) – Una cessione stratosferica, quella di Doumbia allo Sporting Lisbona, un attaccante sulla carta da Serie A (Adams). E tante operazioni interessanti. Sulla carta tanti investimenti e un buon mercato, quello di Antonelli, che punta a tenere il Venezia in Serie A in quello che dovrebbe essere l’ultimo anno al Penzo della squadra. I più: il centrocampo, che ha doti indiscutibili di palleggio, di tiro e di inserimento. L’incognita: la ricerca di una leadership mancante in difesa dopo la partenza di Svoboda. Può esserlo Juan Jesus, può esserlo Halhal ma solo dopo aver capito l’ambiente e imparato la lingua, non può esserlo Bella Kotchap. Le partenze lente di Stroppa, perché la Serie A non aspetta. Bisogna virare in fretta
Verona (voto 6) – Tante scommesse, qualche certezza, tante cessioni, la vera incognita legata alle motivazioni di chi è rimasto. Ekuban è una toppa, che può funzionare come no, Le Borgne è partito bene, Edmundsson sembra spaesato. I più: Compagnon ha una marcia da Serie B, Mulattieri sulla carta è ok, ma reggerà Verona? Zappa, senza alcun dubbio un innesto di spessore. L’incognita: le motivazioni di chi rimane. Su tutti Suslov, se non andrà via in questi giorni di mercati esteri aperti, ma anche Serdar, Sarr, Edmundsson, Bradaric. Tutti dovranno dimostrare di essersi calati nella nuova categoria
Padova (voto 7,5) – Un mercato pirotecnico, con investimenti pesantissimi (su tutti Artistico), quasi al livello dei top club di categoria. Tante buone operazioni, ma anche diversi i no incassati (Shpendi, Zanon, Leone, Rispoli, Zeroli) e il solito problema degli esuberi. Non si può sempre andare al muro contro muro. I più: Il centrocampo, che sembra fornito sia sugli esterni che in mezzo. L’identità di squadra, già sulla buona strada dopo pochissime partite. E’ già un merito di Calabro. L’incognita: i giocatori fuori lista, tre, con contratti molto pesanti. Una vecchia abitudine che non approviamo e che può creare problemi
Vicenza (voto 6,5) – L’operazione Merkaj alza il giudizio complessivo. Non è un cecchino sottoporta, ma è un attaccante che fa reparto, che ha sempre l’elmetto addosso e che darà una grossa mano anche a Moncini. Qualche dubbio in più in mezzo. I più: la continuità con lo scorso anno, l’equilibrio fra i reparti, Gallo. L’incognita: il centrocampo, dove forse sarebbe servita un po’ più di qualità
Südtirol (voto 7) – 18 operazioni in entrata, 16 in uscita. E’ stata una rivoluzione, convincente in tutti i reparti. La scommessa Okoro può orientare il campionato, in senso buono o cattivo: se funziona fa dimenticare Merkaj, altrimenti… I più: Il centrocampo, che ha qualità, corsa, dinamismo, palleggio. Un reparto deluxe, anche con buoni ricambi. L’incognita: davanti ci sono tre scommesse: Okoro (in cui personalmente credo), Burnete e Mixtur. Forse una di queste tre avrebbe dovuto essere una certezza
Trento (voto 7) – resta un unico rammarico: con un attaccante di spessore, un altro Di Carmine giusto per capirci, avrebbe potuto competere per la promozione diretta. Così battaglierà per il podio, perché tutto il resto è di spessore. I più: Tabbiani, il centrocampo, la coppia centrale difensiva, gli esterni alti. L’incognita: tre centravanti, zero certezze. Se esplode uno fra Molina e Caia ci si diverte, altrimenti rimarrebbe una mezza incompiuta
Cittadella (voto 7,5) – già è strano vedere Marchetti sbagliare un anno, figuriamoci due… Quest’anno, però, la squadra è completa in tutti i reparti e sulla carta ha pochi punti deboli. I più: Antonucci e Mensah alzano tantissimo il livello in attacco. In cabina di regia ci aspettiamo una super stagione di Barberis. L’incognita: qualche scricchiolio in difesa potrebbe esserci, Musso dovrà dimostrare di essere da Cittadella dopo una buona partenza
Treviso (voto 7) – una buona campagna acquisti, con diversi nomi e con operazioni che hanno un senso preciso. Sulla carta la squadra è esperta e completa e può ambire a un buon piazzamento. I più: giocatori che in categoria possono fare la differenza (Odogwu, Vita se starà bene, Gucher, Nobile, Liotti). L’incognita: la tenuta fisica di alcuni giocatori avanti con gli anni. La fiducia nei confronti di Gorini. Le voci di inizio estate (fondate) qualche dubbio ce lo lasciano
Dolomiti Bellunesi (voto 6,5) – Obiettivo salvezza e missione che può essere compiuta, sia pure con risorse limitate. Di certo non è una corazzata, ma diversi innesti sono interessanti e sugli esterni le qualità ci sono. I più: Mignanelli, la freschezza di Sia e Kowalski potrebbe sorprendere. I meno: una certezza leggerezza in zona gol, il mancato arrivo di un difensore esperto che dietro sarebbe servito
Arzignano (voto 5,5) – La perdita di Boffelli è un duro colpo per la difesa e la sua assenza si farà sentire. La base era già buona, ma ci si sarebbe aspettati qualche innesto di esperienza in più. I più: i giovani (Castegnaro, Penta), il centrocampo. L’incognita: nonostante la buona partenza, il reparto difensivo risentirà della perdita di quello che era il suo leader
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