Benevento-Südtirol, Possanzini: “Non vogliamo subire la partita, dobbiamo cercare di farla”
venerdì 28 Agosto 2026 - Ore 12:30 - Autore: Andrea Busetto
Alla vigilia della seconda giornata di Serie B, il Südtirol si prepara alla trasferta sul campo del Benevento. La squadra di Davide Possanzini arriva all’appuntamento forte della vittoria ottenuta all’esordio contro la Virtus Entella e si prepara ad affrontare una formazione reduce dalla sconfitta nella prima giornata. Il tecnico biancorosso ha presentato la sfida, soffermandosi sulla settimana di lavoro, sulle condizioni del gruppo, sul mercato e sul suo passato a Benevento.
Com’è stata questa settimana di lavoro con i ragazzi?
“È stata una buona settimana, intensa. Abbiamo lavorato parecchio e analizzato quello che è successo settimana scorsa. Abbiamo cercato di lavorare su alcuni dettagli sui quali non abbiamo lavorato bene durante la partita. Sono soddisfatto della settimana. Arriviamo a una partita pronti, abbiamo lavorato bene. Adesso ci saranno ancora questi due giorni di allenamento, dove capiremo meglio quale strategia utilizzare durante la partita”.
Sarà una partita sicuramente molto intensa. Il Benevento ha perso la prima giornata e giocherà la seconda gara consecutiva in casa. Che partita si aspetta?
“Sì, è una partita sicuramente complicata. Andiamo in un campo che conosco bene, dove c’è entusiasmo. Dopo la vittoria dello scorso anno, comunque, se lo portano dietro. Secondo me, nonostante la sconfitta della prima giornata, che a mio avviso è stata anche immeritata, il Benevento è una squadra che propone calcio.
Sotto certi aspetti credo che sarà una partita diversa da quella che abbiamo affrontato contro la Virtus Entella, perché è una squadra a cui piace giocare con il pallone, provare a dominare la partita. Sarà quindi, sotto questo punto di vista, una gara diversa. Poi ovviamente giocheremo fuori casa e sarà un bell’ambiente. È una cosa che a noi fa piacere, perché ci piacciono queste situazioni.
Spero che la mia squadra, a livello di mentalità, abbia la stessa che ha mostrato nelle difficoltà incontrate contro la Virtus Entella. E poi spero di migliorare sotto altri punti di vista, soprattutto sulla gestione della palla. Chiaro che quella partita è stata condizionata anche dall’inferiorità numerica, però stiamo lavorando su questo. Inizialmente dovremo fare affidamento proprio sulla mentalità, per andare lì e non subire la partita, ma cercare di farla”.
Come sta il gruppo? Varnier sarà a disposizione?
“No, non credo. Sta lavorando, ma per rientrare è ancora un pochino indietro. Adesso lo valuteremo in questi due giorni. Secondo me non è ancora pronto, vedremo. Cercheremo fino all’ultimo di recuperarlo. Per gli altri stiamo tutti bene. Cercheremo di capire in questi giorni chi starà meglio per poter scegliere e mandare in campo”.
Per vincere cosa bisognerà fare? Riproporrà lo stesso schema offensivo visto contro l’Entella oppure pensa a qualche soluzione diversa?
“Sto valutando alcune soluzioni e alcune varianti, sia per quanto riguarda gli uomini sia per la disposizione tattica davanti. Lo stiamo facendo in virtù di un percorso che vogliamo fare, non tanto per la partita a livello strategico che faremo contro il Benevento.
È chiaro che secondo me abbiamo fatto bene, ma non benissimo. Possiamo migliorare e fare alcune cose meglio, soprattutto per quanto riguarda alcuni singoli. Mi aspetto quella predisposizione a capire i momenti della partita. La cosa che ci ha dato tanto nell’ultima gara è stata proprio capire i momenti e avere attenzione nelle fasi cruciali. Questo non deve mancare.
Poi, chiaramente, spero di migliorare su tante cose sulle quali stiamo lavorando in questi giorni. Lo schema offensivo credo che più o meno sia quello e vogliamo portare avanti i nostri principi. In futuro mi piacerà vedere i giocatori adattarsi un po’ alla situazione che incontreranno in campo”.
Quella di Benevento sarà anche l’ultima partita con il mercato aperto. La squadra è riuscita a non farsi influenzare dalle voci?
“Credo che i ragazzi, parlando di mercato, si siano comportati da professionisti veri. È un periodo complicato e anomalo, perché per quanto uno si imponga di stare sereno, non lo è fino in fondo: vale per l’allenatore, per la società e per il giocatore che magari ha qualche richiesta.
Credo che siamo stati bravi un po’ tutti a gestire questa situazione. I ragazzi hanno sempre dimostrato professionalità e questo è stato un valore aggiunto. Adesso rimangono gli ultimi giorni. Quello che chiedo, ma so che è quasi superfluo perché i ragazzi lo stanno dimostrando, è di dare tutto indipendentemente da quello che succederà, dalle entrate e dalle uscite.
Non ho dubbi perché in questi 40 e passa giorni mi hanno dimostrato veramente tanta professionalità. Dal mio punto di vista è una cosa normale, perché siamo professionisti, ma non è così scontato in questo momento. È quindi una nota di merito e spero che il mercato si concluda con la stessa serenità con cui abbiamo affrontato questo periodo non facile”.
Anche lei preferirebbe iniziare il campionato con il mercato già chiuso?
“Chiaramente devi adattarti alle situazioni. Mi piacerebbe iniziare il primo giorno di ritiro con la rosa sempre quella, senza entrate e senza uscite. Mi piacerebbe. Probabilmente è un sogno.
Crescendo e facendo esperienza, però, devi capire che questa deve diventare una componente che c’è e che non si può cambiare, quindi bisogna cercare di gestirla. Non tanto sperare che tutto si svolga in un certo modo, ma cercare di modellarsi in base agli eventi che succedono.
Quest’anno ho provato a fare così e secondo me ci siamo riusciti bene, perché si è creato un clima disteso rispetto al nervosismo e alla frenesia che porta il mercato. Tanto questa situazione c’è e fa parte ormai del campionato, come il calendario fa parte di questo periodo dell’anno in cui devi cercare di tirare fuori il meglio”.
Lei ha avuto un’esperienza a Benevento. Che ricordo conserva di quella stagione?
“È stata una bella esperienza, seppur conclusa con la retrocessione, perché eravamo arrivati quando la squadra veniva da nove sconfitte consecutive. Però è stato un anno in cui abbiamo ricevuto tanto affetto e tanto entusiasmo. La tifoseria e la piazza ci sono sempre state dietro con molta positività.
La ricordo con piacere perché, nonostante la retrocessione, quell’anno finimmo l’ultima partita in casa contro il Genoa tra gli applausi e i cori del pubblico. Quella è un’esperienza che mi porto dentro. È stato bellissimo. Mi sono trovato bene. Benevento è una piazza che ricordo con molto piacere”.
Possiamo considerarlo anche un punto di partenza della sua carriera?
“Sì, in realtà sì. Era stato Palermo prima, poi Benevento. Però a Benevento secondo me avevamo fatto buone cose, nonostante poi il risultato sportivo in campo. Si era creato un bel contesto, un bel rapporto anche con la società e si era lavorato bene. Benevento è una parentesi della mia vita calcistica che mi porto dietro con molto affetto”.
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