Triestina, Fontana si presenta: “La società fa bene a mantenere un profilo basso, ma io voglio vivere un’esperienza vincente”
venerdì 17 Luglio 2026 - Ore 13:41 - Autore: Staff Trivenetogoal
La Triestina riparte da Gaetano Fontana. Il nuovo allenatore alabardato è stato presentato oggi nella sala stampa dello stadio Rocco, nel corso di una conferenza che ha segnato ufficialmente l’inizio della nuova stagione. Ad aprire gli interventi è stato il direttore generale Giuseppe D’Aniello, che ha voluto ricordare Giorgio Rossi nel giorno dell’ultimo saluto all’ex assessore comunale, prima di spiegare la filosofia che guiderà il club.
«La scelta di Fontana rientra nella politica di sostenibilità che stiamo portando avanti. Questo non significa necessariamente spendere poco, ma farlo con intelligenza e oculatezza, nel rispetto degli investitori e dei creditori», ha sottolineato D’Aniello. «Lo stesso principio vale per la nomina del direttore sportivo e per la sede del ritiro. Arriviamo da una retrocessione e da un’importante situazione debitoria, ma stiamo lavorando per raggiungere obiettivi sia amministrativi sia sportivi. Per quanto mi riguarda, vincere significa riportare la società all’equilibrio economico».
Sulla stessa linea il direttore sportivo Daniele Delli Carri, che ha spiegato le ragioni della scelta del nuovo tecnico. «Abbiamo individuato un allenatore con un’idea di gioco ben precisa, che condivido pienamente. Fontana ha sposato il nostro progetto e ci aiuterà anche nella costruzione di una squadra competitiva, senza fare proclami. È arrivato con entusiasmo, al di là della categoria e del momento di ricostruzione. Il mercato sta rispettando i parametri fissati dalla società: dalla prossima settimana inizieremo ad annunciare i nuovi calciatori e puntiamo a presentarci al raduno con l’80% della rosa già definita, per poi completarla cogliendo le opportunità che offrirà il mercato».
Emozionato ma determinato, Fontana ha ringraziato il club per la fiducia ricevuta. «Ringrazio la società e il direttore per aver voluto che condividessi questa esperienza. Trieste è una piazza importante, la Triestina è un grande club e sono felice che abbiano scelto me. Ricostruire non è mai semplice, ma nella mia carriera ho spesso accettato sfide complicate per rilanciare situazioni difficili. Questa occasione non rappresenta un declassamento, anzi è motivo di orgoglio».
Da catanzarese, il tecnico ha ricordato anche il primo incrocio con i colori alabardati: «Il mio primo ricordo della Triestina risale a Catanzaro, quando Palanca colpì il palo su rigore con Costantini in porta dopo l’espulsione di Gandini».
Sul futuro, Fontana non nasconde le proprie ambizioni. «La società fa bene a mantenere un profilo basso, ma io voglio vivere un’esperienza vincente. Pretendo che chi arriverà qui abbia la voglia di compiere un’impresa. A Trieste non si viene per trascorrere un anno di vacanza: bisogna avere la mentalità di chi vuole vincere».
La scelta di ripartire dalla Serie D non viene vissuta come un passo indietro. «Dopo tanti anni di Serie C ho accettato questa sfida perché sono convinto di essere nella migliore squadra possibile. Non accetterò alibi da nessuno: i risultati si conquistano perché li si vuole conquistare. La ricostruzione rappresenta uno stimolo enorme e sono convinto che tutto passerà dal lavoro e dalla motivazione dei ragazzi. Prima di chiudere la valigia per venire a Trieste dovranno metterci dentro voglia e determinazione».
Sul piano tattico, Fontana ha ribadito la propria identità calcistica. «Mi piace un calcio propositivo, che crei gioco e si assuma dei rischi. Non amo le squadre che giocano solo per non sbagliare. All’inizio potremo incontrare qualche difficoltà, ma quando assimileremo il giusto atteggiamento ciò che verrà imparato resterà nel tempo. Non voglio affidarmi al caso, ma a un’idea condivisa da tutti. Saranno il campo e il lavoro a dire fin dove potremo arrivare».
Il 4-3-3 resta un punto di riferimento, ma non una regola immutabile. «Ho cambiato spesso pelle alle mie squadre per adattarle alle caratteristiche dei giocatori. Il calcio è lo stesso a qualsiasi livello e in qualsiasi categoria: non bisogna essere prigionieri di principi tattici rigidi. Anche in Serie D c’è qualità e noi cercheremo soprattutto giocatori con grande determinazione. Se qualcuno vorrà scendere dai professionisti sarà il benvenuto, altrimenti costruiremo la squadra con altri elementi. Serve elasticità per essere meno prevedibili. In queste settimane ho visto tante partite e non ho notato una differenza così marcata tra Serie C e Serie D».
Sul mercato il tecnico invita alla pazienza. «Mi piacerebbe avere la rosa completa il prima possibile, ma non voglio mettere fretta perché si rischia di perdere occasioni importanti».
Particolare attenzione sarà dedicata anche ai giovani. «Il regolamento impone il loro impiego e noi vogliamo scegliere quelli più pronti e più adatti alla nostra idea di calcio. Se dimostreranno di meritarselo giocheranno a prescindere. Mi piace lavorare con i ragazzi: sono delle spugne nell’apprendere, anche se bisogna concedere loro qualche errore».
Infine, un messaggio alla tifoseria, chiamata a ritrovare entusiasmo dopo una stagione difficile. «So che dobbiamo restituire identità e passione a questa piazza. Sono valori che sento miei e che voglio trasmettere per riportare la Triestina nel calcio professionistico».
Fontana ha infine confermato la composizione del proprio staff, annunciando la presenza di Kevin Strukelj come preparatore dei portieri. «Ho sempre cambiato collaboratori quasi ogni anno. Chi è arrivato con me a Trieste ha condiviso questo periodo in cui sono rimasto fermo e conosce perfettamente le mie idee. Cambiare è stimolante: ogni società ha le proprie figure e confrontarsi con persone nuove permette di crescere e acquisire competenze che prima non avevo».
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