Vicenza, Brighenti: “Questa piazza l’unica che poteva farmi spostare da Catanzaro: vengo per giocare”
mercoledì 15 Luglio 2026 - Ore 13:27 - Autore: Staff Trivenetogoal
Certe storie sembrano destinate a ritrovarsi. Nicolò Brighenti e il Vicenza si sono rincorsi per anni, fino a ritrovarsi ancora una volta. L’abbraccio dei tifosi, l’affetto mai svanito e una scelta che il difensore definisce quasi inevitabile: «Vicenza penso sia l’unica piazza che è riuscita a farmi spostare da Catanzaro». Un ritorno accolto con entusiasmo, quello del centrale, che torna in biancorosso con un contratto biennale e con l’obiettivo di essere un punto di riferimento dentro e fuori dal campo.
«Sono contentissimo di essere tornato – ha spiegato Brighenti –. Arrivo con motivazioni altissime e con la voglia di dare ancora una grande mano». Un legame che non si è mai spezzato, tanto che il difensore ha confessato di aver continuato a seguire il Lane anche durante gli anni trascorsi lontano dal Menti.
Nei primi giorni di ritiro ha trovato «un gruppo molto affiatato», reduce dalla promozione in Serie B e paragonabile, per entusiasmo e solidità, al Catanzaro che lui stesso contribuì a portare in cadetteria. «Sto entrando con la giusta umiltà in uno spogliatoio che ha vinto. C’è una base importante che ci può permettere di fare bene».
Brighenti conosce bene le difficoltà della Serie B, categoria affrontata nelle ultime stagioni, e invita a mantenere i piedi per terra. «Il primo obiettivo è conquistare la salvezza il prima possibile. Poi vedremo dove potremo arrivare. Serviranno entusiasmo, sacrificio e tanta voglia di lavorare».
A quasi 37 anni non pensa però a un ruolo da semplice guida per i più giovani. «Io vengo per giocare. L’obiettivo di ogni calciatore è mettere in difficoltà l’allenatore. So che potrò essere utile anche fuori dal campo, ma voglio dare il massimo soprattutto sul terreno di gioco».
Rispetto alla sua precedente esperienza ha trovato una realtà profondamente cambiata dal punto di vista societario. «La tifoseria è rimasta la stessa, così come l’affetto della piazza. È cambiato tutto il resto, ma in positivo. Oggi Vicenza ha una proprietà solida e ci sono tutti i presupposti per costruire qualcosa di importante».
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