Venezia, Bocalon: “La Serie A è sempre un orgoglio. Il Penzo mi mancherà, ma il nuovo stadio è fondamentale per crescere”
mercoledì 24 Giugno 2026 - Ore 20:00 - Autore: Andrea Busetto
Riccardo Bocalon, per tutti il “Doge”, resta uno dei volti più amati della recente storia del Venezia. L’attaccante veneziano è stato uno dei protagonisti della straordinaria cavalcata culminata con la promozione in Serie A nella stagione 2020/21, entrando definitivamente nel cuore dei tifosi grazie al gol decisivo segnato nella finale playoff contro il Cittadella, una rete che riportò gli arancioneroverdi nella massima serie dopo quasi vent’anni di attesa.
Oggi il Venezia si prepara a vivere una nuova avventura in Serie A, con l’obiettivo di consolidarsi stabilmente nel calcio che conta. Con il “Doge” abbiamo ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua esperienza in laguna, analizzando il presente del club, le prospettive future e il legame, mai interrotto, con il mondo arancioneroverde.
Il Venezia sta vivendo un nuovo momento di entusiasmo con il ritorno in Serie A. Da ex protagonista di una delle pagine più belle della storia recente arancioneroverde, che sensazioni provi nel vedere il club tornare ancora una volta nella massima categoria? E che effetto ti fa sapere che i tifosi, ancora oggi, ti ricordano con affetto e continuano a chiamarti “il Doge”?
“Vedere il Venezia in Serie A è sempre un’emozione. Io l’ho vissuta da tifoso, da bambino, ai tempi di Maniero e Recoba, poi da giocatore e adesso nuovamente da tifoso: è sempre motivo di grande orgoglio. Il soprannome ‘Doge’ mi lega ancora di più alla mia città e mi fa sempre piacere quando le persone mi fermano e mi chiamano così. Ormai, in quasi tutte le squadre in cui ho giocato, mi conoscevano con questo soprannome: è un legame ancora più forte con la laguna e ne sono davvero felice.”
Questa sarà l’ultima stagione allo stadio Pier Luigi Penzo prima dell’arrivo del nuovo impianto. Che ricordi ti porti dentro di quel campo? E quanto potrà incidere il nuovo stadio sul futuro e sulla crescita del Venezia?
“Il Penzo è uno degli stadi più affascinanti d’Italia e si trova nella città più bella del mondo. Da un certo punto di vista ci sarà un po’ di malinconia quando si giocherà l’ultima partita e sapremo che il Venezia non giocherà più lì. Probabilmente scenderà anche una lacrima. Però credo sia giusto adattarsi ai tempi: un impianto nuovo era necessario per la crescita della società, soprattutto perché può portare introiti diversi e permettere al club di continuare a svilupparsi. Ho la fortuna di passare spesso accanto allo stadio e il prossimo anno porterò mio figlio a vedere la sua prima partita al Penzo: sono sicuro che sarà una giornata bellissima.”
Quanto è stato importante il lavoro di Giovanni Stroppa in questa stagione? Pensi sia l’allenatore giusto per affrontare la Serie A e cosa servirà, secondo te, per permettere al Venezia di consolidarsi stabilmente nella massima categoria?
“Stroppa è stato sicuramente uno dei principali artefici di questa promozione. È indiscutibile che sia un allenatore molto capace, con una proposta di gioco importante, e i risultati ottenuti negli ultimi anni lo dimostrano. Penso sia fondamentale la sua conferma, perché conosce già l’ambiente e ha un bagaglio di esperienza molto importante. Credo che il primo obiettivo debba essere la salvezza, per poi programmare il futuro, perché il primo anno in Serie A è sempre il più difficile. Ho visto che sono andati via alcuni giocatori importanti, ma sono convinto che verranno sostituiti da profili di valore. I nomi che stanno circolando sono di giocatori che conoscono bene la categoria e credo sia fondamentale portare esperienza, cercando soprattutto elementi che riescano ad ambientarsi velocemente in una realtà che, come primo obiettivo, deve avere la permanenza in Serie A.”
Cosa ne pensi del nuovo progetto societario e delle ambizioni che i soci americani sembrano voler portare al club? Quanto sarà importante dare continuità a un progetto di crescita a lungo termine?
“I nuovi investitori sembrano avere le idee molto chiare e sono sicuro che faranno il bene della squadra e della città. Il progetto è ambizioso e sono convinto che, lavorando con continuità, si potranno ottenere ottimi risultati.”
C’è un giocatore dell’attuale rosa che ti ha colpito particolarmente e che, secondo te, può diventare un protagonista anche in Serie A? E come giudichi la stagione disputata da Adorante? Pensi che meriti una conferma e un’opportunità nella massima serie?
“Yeboah è uno dei giocatori che mi piacciono di più ed è probabilmente quello che spicca maggiormente per qualità. Se riuscirà a essere ancora più incisivo sotto porta, penso possa diventare un vero crack anche in Serie A. Adorante, invece, è il classico bomber di razza: si muove molto bene e credo che Stroppa sia riuscito a metterlo nelle migliori condizioni per esaltare le sue caratteristiche. Ha vinto il premio di MVP della Serie B e, secondo me, ha disputato una stagione straordinaria. Credo meriti un’opportunità nella massima serie e sono sicuro che la sua volontà sia quella di rimanere, perché quando conquisti la Serie A sul campo non vedi l’ora di metterti in gioco e dimostrare il tuo valore.”
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