Congo, Mondiali a rischio per l’epidemia di ebola: gli aggiornamenti
giovedì 21 Maggio 2026 - Ore 13:58 - Autore: Staff Trivenetogoal
La Repubblica Democratica del Congo si appresta a scrivere una pagina storica del proprio calcio con la qualificazione al Mondiale 2026, la prima da quando il Paese ha assunto l’attuale denominazione dopo l’esperienza del 1974 sotto il nome di Zaire. Eppure, a pochi mesi dalla competizione, l’entusiasmo nazionale è stato oscurato da una minaccia ben più grave di qualsiasi avversario sul campo: l’epidemia di Ebola che sta colpendo il Paese africano. Il focolaio, causato dal raro ceppo Bundibugyo, ha già provocato oltre 130 vittime e centinaia di casi sospetti, secondo i dati diffusi dal ministero della Salute congolese. Una situazione che ha spinto le autorità sportive a rivedere completamente i piani di preparazione della nazionale: il ritiro previsto a Kinshasa è stato cancellato e la squadra svolgerà gli allenamenti in Belgio, lontano dal territorio nazionale, nel tentativo di garantire maggiore sicurezza sanitaria e ridurre i rischi legati agli spostamenti internazionali. La scelta non è casuale: gli Stati Uniti, che ospiteranno il Mondiale insieme a Canada e Messico, hanno introdotto restrizioni molto rigide per i viaggiatori provenienti da Congo, Uganda e Sud Sudan, con controlli severi e limitazioni per chiunque abbia soggiornato in quei Paesi nelle tre settimane precedenti all’ingresso sul territorio americano. La decisione è arrivata dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’emergenza sanitaria internazionale per il nuovo focolaio. Per il momento la presenza della nazionale congolese al torneo non sembra essere a rischio, e secondo fonti vicine al Dipartimento di Stato statunitense la selezione africana dovrebbe ottenere una deroga speciale, anche perché molti calciatori militano già in club europei e trascorrono gran parte della stagione fuori dal Congo. Restano però forti preoccupazioni all’interno dello staff tecnico e organizzativo, timoroso che eventuali irrigidimenti delle norme possano complicare la trasferta verso gli Stati Uniti. Le difficoltà maggiori riguardano soprattutto dirigenti, collaboratori e tifosi provenienti direttamente dal Paese africano, per i quali potrebbero scattare controlli sanitari rafforzati, periodi di monitoraggio o persino il divieto di ingresso, uno scenario che rischia di limitare fortemente la presenza dei sostenitori congolesi sugli spalti proprio durante il momento più importante della storia calcistica nazionale. L’emergenza ha inoltre cancellato quello che avrebbe dovuto essere un grande evento di orgoglio collettivo: a Kinshasa erano già in programma celebrazioni pubbliche, incontri con i tifosi e una cerimonia ufficiale di saluto alla squadra alla presenza del presidente Félix Tshisekedi, tutto sospeso. In un Paese che sognava di vivere il Mondiale come simbolo di rinascita e unità nazionale, l’attenzione è ora concentrata soprattutto sul contenimento del virus e sulla gestione di una crisi che rischia di trasformare una storica avventura sportiva in un delicato caso sanitario e diplomatico internazionale.
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