Verona, Vicenza, Treviso e Triestina: i piani per il futuro. Venezia, c’è ancora da soffrire (ma con un vantaggio). Padova, sei spallate per salvarsi. Trento, sei la vera mina vagante dei playoff
mercoledì 22 Aprile 2026 - Ore 21:44 - Autore: Dimitri Canello
L’anomalia di una stagione la vedi attraverso quello che succede in quattro categorie diverse. Dove ci sono squadre che con largo anticipo (forse sin troppo) hanno già deciso il proprio futuro: sono settimane che il Verona sa che retrocederà in Serie B anche se manca ancora la matematica, così come sono settimane che il Vicenza ha festeggiato la promozione, al pari della certezza della Triestina di dover ripartire dalla D, senza dimenticare il Treviso già certo della Serie C o l’Udinese che viaggia a fari spenti senza obiettivi ormai da due mesi abbondanti. Anomalie vere quando devi costruire un futuro ma nel frattempo devi chiudere la stagione cercando di tenere la barra dritta senza deragliare. A Verona, dove tocca ad assistere a spettacoli deprimenti come quello di Orban che si scaglia contro un tifoso, si deciderà entro fine mese il futuro di Sean Sogliano, che sta riflettendo su cosa fare. Oggi il suo nome è stato accostato a Roma, Lazio e Napoli ma da nessuno di questi tre club è arrivata una vera e propria offerta. Il problema è quali stimoli possa avere il dirigente piemontese a rimanere in Serie B in quello che non è certo il suo habitat ottimale. Presidio ha già individuato la prima scelta in una rosa di tre nomi e, in caso di addio, non si farà trovare impreparata. A Vicenza Gallo e la società discutono di programmi: il vero nodo è quello, non è certo economico, perché il tecnico vorrebbe un progetto ambizioso e non tirare a campare sopravvalutando la pur buona squadra che ha appena vinto il campionato. La partita si gioca su budget e linee guida per il futuro e presto si saprà se le parti proseguiranno assieme oppure se salterà il banco. A Treviso Alessandro Botter deve decidere cosa fare nella prossima stagione. Il budget, certo, ma non solo. Se l’obiettivo può essere quello di rilanciare in modo pesante, allora hanno un senso le voci che danno la Triestina interessata a Edoardo Gorini e Attilio Tesser papabile per un’eventuale successione nella Marca. Se l’obiettivo è quello di consolidare la categoria, ecco che Gorini, che ha un altro anno di contratto, potrebbe decidere di declinare le lusinghe triestine. Perché bisogna capire innanzitutto se i programmi della proprietà alabardata saranno quelli ventilati, ossia risalire subito con budget importante dopo aver risanato. Giuseppe D’Aniello non ha ancora firmato, ma sembra l’uomo scelto come dg e come collante fra città e club. Poi ci sono le trattative sul Rocco, ma bisognerebbe prima capire chi è il Mister X scelto per ricoprire il ruolo di direttore sportivo della ripartenza. Insomma, tanti pezzi di un puzzle complesso devono ancora andare al proprio posto. La notizia della settimana è che la Virtus Verona saluta la Serie C. Difficile negare che Gigi Fresco negli ultimi anni abbia compiuto un vero capolavoro a portare i rossoblù fra le prime posizioni del girone A, ma evidentemente anche le storie belle, prima o dopo, finiscono. Giusto pochi minuti dopo il verdetto della matematica retrocessione, Fresco ha già parlato di riammissione, evidentemente sapendo di avere possibilità concrete di ottenerla. Staremo a vedere.
Ma ci sono ancora tanti verdetti da scrivere. Il primo è quello della volata per la A. A Venezia un altro passo è stato compiuto. Perché vincere a Bari non era affatto scontato, così come non sarà scontato battere l’Empoli. Stroppa ruggisce, la concorrenza non molla nonostante un Haps versione locomotiva sulla fascia sinistra e una squadra che gioca a memoria. Vincono tutte, nessuno molla di un un centimetro e tocca a stringere i denti e sbagliando praticamente nulla. Incredibile che con 75 punti all’attivo e un campionato possibile sopra gli 80 per la promozione si debba ancora sudare fino alla fine. Anche nel prossimo turno non sarebbe sorprendente vedere Frosinone e Monza ancora vincitrici, ragion per cui il Venezia deve vincere ancora per mettersi al riparo da sorprese. Può steccare una volta perché ha tre preziosissimi punti di vantaggio e lo scontro diretto a favore con le due rivali, ma è meglio non scherzare con il fuoco perché la promozione si gioca sul filo e Stroppa lo sa benissimo: e sa come si fa. Il tecnico ha saputo gestire situazioni difficilissime in passato, dove una promozione si è giocata in una manciata di minuti con una pressione sulle spalle enorme. Anche stavolta la nave può arrivare in porto, ma c’è ancora da soffrire.
Altri verdetti in zona salvezza. Il Padova ha messo altri tre punti in cassaforte battendo anche la Reggiana. Ha giocato peggio che con l’Empoli, ma ancora una volta ha segnato nei minuti finali, ancora una volta sotto la Curva Sud. Ha saputo difendersi, è stato assistito da un pizzico di buona sorte, ma oggi è davvero a un passo dalla salvezza. Per la seconda settimana consecutiva 7/11 della rosa dello scorso campionato hanno iniziato la partita. I cambi di Breda sotto stati indovinati, ma piano col trasformare Di Maggio, Caprari e Seghetti in acquisti indovinati. Tutti e tre hanno inciso domenica scorsa, innegabile che sia così, ma c’è tutto il pregresso che va messo nel calderone dei giudizi di fine anno. Nel frattempo dei spallate alla zona calda in sette giorni dovrebbero essere un’ottima base per evitare cataclismi. Dovesse pareggiare sabato a Chiavari il Padovasarebbe quasi in porto, una vittoria chiuderebbe tutti i giochi, mentre una sconfitta rimetterebbe tutto in gioco. Per salvarsi potrebbero bastare 42 punti, forse 41 se dietro correranno meno, staremo a vedere. S’è messo nei guai pure il Südtirol, perdendo addirittura 6-1 a La Spezia e facendo infuriare il suo direttore sportivo Paolo Bravo, che bene ha fatto a cancellare il giorno di riposo strigliando la squadra: “Se giochiamo così punti non ne facciamo più e non ci salviamo”. Parole forti, ma più che giustificate per evitare pericolosi tracolli proprio a un passo dal traguardo.
Cosa resta? Il Trento che guerreggia pareggiando 3-3 col Renate in una delle partite più belle dell’anno. Probabilmente meritava di perdere, ma è rimasto aggrappato alla partita pur essendo andato sotto due volte. Le note liete sono tante: Chinetti è uno degli astri nascenti della categoria, Rigione sta arrivando e oggi rappresenta una certezza in più, Sangalli doveva andarsene l’estate scorsa ma è diventato quasi un punto fermo, Capone sta vivendo forse la sua stagione migliore da professionista. Ai playoff il Trento, già certo del quinto posto, può essere una mina vagante e non è la solita frase fatta ma una vera e propria realtà con cui fare i conti. Il Cittadella viaggia sull’altalena ma ad oggi non ha dato alcuna garanzia in chiave playoff ed è difficile essere ottimisti sulle chance dei granata per quell’unico posto fra le elette. L’Arzignano può agguantare i playoff all’ultimo tuffo, là Dolomiti Bellunesi dopo la salvezza matematica ha mollato la presa e non sta chiudendo la stagione bene. Nonostante il traguardo raggiunto, tre sconfitte consecutive lascerebbero l’amaro in bocca e sporcherebbero un po’ una salvezza che tutto era fuorché scontata.
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