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Union Clodiense-Mestre, Vecchiato: “Squadra unita e di cuore, anche in dieci”
domenica 29 Marzo 2026 - Ore 10:03 - Autore: Andrea Busetto
Al termine dello 0-0 tra Union Clodiense e Mestre, il tecnico granata Roberto Vecchiato analizza una gara intensa ma povera di occasioni, segnata da episodi chiave come due gol annullati e un’espulsione.
Un primo tempo senza grandi emozioni e una ripresa più movimentata. Che partita è stata?
“Nel primo tempo siamo stati troppo timidi nei primi 20 minuti, poi abbiamo alzato il baricentro. Loro palleggiano molto bene e se sbagli qualche uscita ti infilano, quindi serviva attenzione. È stata una prima frazione molto tattica e poco spettacolare. Nel secondo tempo invece c’è stato più ritmo, anche per via della stanchezza che ha allargato gli spazi. Abbiamo rischiato poco, abbiamo segnato due gol poi annullati: il primo credo fosse fuorigioco, sul secondo non è chiarissimo ma cambia poco. Dopo l’espulsione abbiamo giocato 20-25 minuti in inferiorità contro una squadra che muove bene la palla, ma la squadra ha dimostrato cuore e unità.”
I due gol erano arrivati proprio quando eravate in inferiorità numerica.
“Sì, significa che c’era lo spirito di attaccare anche in dieci. Poi il fuorigioco può essere di mezzo metro o di un centimetro, ma il segnale è che la squadra ha continuato a cercare la porta.”
Come avete gestito l’inferiorità numerica?
“Ci siamo messi con un 4-3-2. Quando sei in uno in meno devi correre anche per chi manca: serve corsa, cuore e grande attenzione. I ragazzi sono allenati per questo e hanno dato tutto per portare a casa la partita.”
In mezzo al campo si è vista molta aggressività, a tratti anche un po’ di confusione.
“Sembrava una partita lenta da fuori, ma era molto intensa. C’era grande aggressione da entrambe le squadre, che volevano vincere. Non è nervosismo, è essere sempre sul pezzo. Quando c’è tanta pressione, l’errore può arrivare.”
Alla fine però avete rischiato poco.
“Sì, ricordo un colpo di testa di Bangal finito alto e una palla salvata in scivolata da Trolese. Noi invece abbiamo avuto un’occasione all’inizio con la palla dentro di Gnago che non siamo andati dentro… Poche occasioni, ma dal punto di vista tattico è stata una partita interessante.”
Due 0-0 tra andata e ritorno: le due squadre si equivalgono?
“Sì, e spero che la classifica resti così. Loro hanno una rosa di altissimo livello, quindi essere davanti a squadre del genere è una soddisfazione per noi.”
Che atmosfera si è respirata oggi?
“Bellissima. Il pubblico, soprattutto nel secondo tempo, è stato straordinario. Anche se la partita non offriva tante occasioni, era comunque emozionante per chi era dentro al campo.”
L’espulsione di Trolese si poteva evitare?
“È chiaro che sì. Aveva fatto due falli in tutta la partita, ma se sei ammonito non puoi entrare così a centrocampo. Sono cose che capitano, soprattutto a un ragazzo giovane: gli servirà da esperienza.”
Buone indicazioni anche da chi è subentrato.
“Io lo dico sempre: chi sta fuori non è scarso. Ho una rosa con ottimi giocatori e la panchina è una risorsa. Tutti devono sentirsi importanti, e lo stanno dimostrando.”
Come sta Gnago?
“Ha preso una botta, una piccola distorsione al ginocchio all’inizio. Se l’è portata avanti, ma probabilmente dovevamo toglierlo prima.”
Un punto che vi mantiene al secondo posto, ma con il Legnago in crescita.
“C’è ancora tanta strada da fare. Anche se mancano poche partite, bisogna sudare per arrivare secondi. Oggi era una gara complicata: non è una vittoria, ma siamo lì e continuiamo il nostro percorso.”
Più soddisfazione o rammarico?
“Rammarico per l’espulsione, perché avevamo iniziato meglio il secondo tempo. In undici potevamo fare qualcosa in più.”
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