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Venezia-Hellas Verona, Gianfranco Zigoni: “Tiferò sempre per i gialloblu, ma spero che mio figlio segni il gol vittoria! E oggi potrei giocare anche da ubriaco…”
venerdì 19 Ottobre 2018 - Ore 10:40 - Autore: Staff Trivenetogoal
Derby al Venezia, meglio ancora se deciso dal suo erede, e Serie A al Verona. Non è un pronostico ma il giusto compromesso quello auspicato da un Gianfranco Zigoni col cuore a metà, in attesa di gustarsi col fiato sospeso il faccia a faccia di dopodomani ore 15 tra il Venezia di suo figlio, l’attaccante Gianmarco Zigoni, e quel Verona di cui è stato una bandiera negli anni ’70 e tuttora tra le più amate. «Questo derby è un bell’intrigo, un film giallo. Innanzitutto spero che mio figlio giochi, per me è all’altezza di tutti i titolari e sogno che consegni proprio lui i tre punti al Venezia. Venire al Penzo? Mi piacerebbe, ma dovrebbero spostarlo in terraferma (ride, ndr). Escluso domenica io tiferò sempre Hellas e spero risalga subito in A, magari a braccetto col Venezia».
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Lagunari penultimi e scaligeri secondi, entrambi in un momento delicato come dimostra l’arrivo di Walter Zenga al posto di Stefano Vecchi. «Zenga darà una bella spinta emotiva, tutti vorranno mettersi in luce per trovare posto in squadra. Walter l’avevo conosciuto durante un’ospitata in tivù a Controcampo, è attento a tutto e ha grande personalità e intelligenza. Darà carica, ad essere onesti la scossa serviva. In particolare la difesa non è più il muro dell’anno scorso, vedi i due gol da polli di Lecce». La sensazione è che Zenga potrebbe accantonare il 3-5-2 per il 4-3-3. «Le punte ringrazieranno, compreso mio figlio che due anni fa alla Spal aveva realizzato 11 gol proprio perché ben servito dagli esterni. Per quanto si sacrifica non sembra neanche sangue del mio sangue, io non ero così, lui gioca tanto per i compagni e sono il primo a dirgli di essere più egoista. Se mi vedrei in campo al giorno d’oggi? Anche da ubriaco, se mi impegno». Cosa deve fare il Venezia per battere il Verona. «Limitare Pazzini sicuramente, ma la B è strana, puoi chiamarti Verona, Benevento e Crotone che nulla è sicuro. Con la massima determinazione tutti possono battere tutti».
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(Fonte: Gazzettino. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)
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