Inter-Pordenone, standing ovation per la truppa di Colucci: neroverdi eliminati solo dopo i calci di rigore!
martedì 12 Dicembre 2017 - Ore 23:50 - Autore: Gabriele Fusar Poli
INTER-PORDENONE 5-4 dopo i calci di rigore (0-0 dopo i tempi regolamentari e supplementari)
Reti:
ORDINE RIGORI: Misuraca (Pn) parato, Brozovic (In) gol, Burrai (Pn) gol, Perisic (In) gol, Magnaghi (Pn) gol, Skriniar (In) parato, Lulli (Pn) alto, Gagliardini (In) parato, Stefani (Pn) gol, Icardi (In) gol, Ciurria (Pn) gol, Vecino (In) gol, Parodi (Pn) parato, Nagatomo (In) gol
INTER (4-2-3-1): Padelli 8; Nagatomo 6, Skriniar 5.5, Ranocchia 6, Dalbert 5.5 (dal 35′ st Icardi 6,5); Vecino 5.5, Gagliardini 4.5; Cancelo 6, Eder 5, Karamoh 5 (dal 22′ st Perisic 6); Pinamonti 5 (dal 1′ st Brozovic 6). A disposizione: Handanovic, Berni, Borja Valero, Santon, Emmers, Candreva, Lombardoni. All. Spalletti 5.5
PORDENONE (4-3-2-1): Perilli 8; Formiconi 7, Stefani 7, Bassoli 7, Nunzella 7.5 (dal 11′ sts Parodi 6.5); Misuraca 7, Burrai 7, Lulli 7; Sainz-Maza 7 (dal 34′ st De Agostini 7), Berrettoni 7 (dal 7′ pts Ciurria 7); Magnaghi 7.5. A disposizione: Zommers, De Agostini, Buratto, Pellegrini, Visentin, Raffini, Martignago, Silvestro, Danza, Toffolini. All. Colucci 8
Arbitro: Sacchi di Macerata. Assistenti: La Rocca e Raspollini. Quarto ufficiale: Pezzuto. V.A.R.-A.V.A.R.: Chiffi-Pairetto.
Ammoniti: Perilli (Pn)
Note: angoli 17-4 per l’Inter. Recupero: pt 0′, st 3′, pts 2′, sts 1′
Quando la standing ovation è d’obbligo. Perché tener testa per 126 minuti (recupero incluso) alla capolista di serie A, annullando così sul campo le due categorie di differenza, è davvero un’impresa. E vale quanto una vittoria, anche se il risultato dice altro: l’Inter approda ai quarti di finale di Tim Cup battendo solo ai rigori il Pordenone, uscito tra gli applausi non solo degli oltre 4.000 giunti dal capoluogo naoniano ma da tutti i tifosi presenti. Turnover ampio ma non troppo per i nerazzurri, con mister Spalletti che punta sui giovani Karamoh e Pinamonti senza però rinunciare a Eder ed alla coppia di mediani Gagliardini-Vecino, mentre Colucci sceglie il miglior undici neroverde possibile. Ed è una scelta che paga: l’Inter attacca a spron battuto risultando però a dir poco confusionaria negli ultimi venti metri, mentre i ramarri attendono con ordine e giudizio affidandosi soprattutto alle ripartenze di Berrettoni, Sainz-Maza e Magnaghi. Con quest’ultimo che, alla mezz’ora, crea l’occasione più pericolosa di tutto il primo tempo: girata improvvisa all’altezza del limite dell’area, ma la sua botta di sinistra si stampa sul palo grazie alla tanto provvidenziale quanto impercettibile deviazione di Padelli. Nella ripresa Spalletti mette in campo top player del calibro di Brozovic e Perisic, ma i brividi maggiori li procurano Sainz-Maza (diagonale fuori di pochi centimetri) e Misuraca di testa. Il tecnico nerazzurro si gioca dunque quale ultimo cambio il pezzo da novanta Icardi, ma non basta per evitare i tempi supplementari. Durante i quali l’Inter accelera, colpendo il palo proprio con “Maurito”. Si va ai rigori: Misuraca e Skriniar si fanno ipnotizzare, Lulli calcia alto, Gagliardini tira sui piedi di Perilli, Icardi manda ai penalty ad oltranza, Padelli vola sul destro incrociato di Parodi e Yuto Nagatomo regala all’Inter i quarti contro la vincente tra Milan e Verona. La favola del Pordenone, invece, termina qui. Ma tra gli applausi di tutti. Perché se li meritano. Eccome, se se li meritano…

(Foto: Alessio Ros per Pordenone Calcio)
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