Udinese, Reja: “Pozzo ha fatto un grande colpo con Iachini, è l’uomo giusto!”
lunedì 8 Agosto 2016 - Ore 11:30 - Autore: Gabriele Fusar Poli
Qualche giorno a Grado, poi una puntatina in Campania, il ritorno a casa giusto in tempo per organizzare una gita in barca. È un’estate di relax quella di Edy Reja. Del resto il tecnico di Lucinico se lo può permettere. Il richiamo del pallone è ancora forte (se qualcuno lo chiamerà e l’offerta sarà interessante non dirà di no), ma adesso è il momento di godersi le cose belle della vita. Eppure se c’è da parlare di calcio il buon Edy non si tira indietro, anzi. Reja, ma come mai non è stato confermato dall’Atalanta? «Si è trattato di una mia scelta. Già due mesi prima della fine della stagione avevo detto al presidente Percassi che non me la sentivo di continuare. Tra gennaio e febbraio abbiamo fatto appena sei punti in quattordici partite, non avevo mai vissuto un momento così nella mia carriera e ho preferito fermarmi». E la voce che la dà candidato alla panchina della Slovenia? «Roba di due anni fa. Poi quando di recente a una domanda l’attuale ct Katanec ha risposto “tanto viene Reja a risolvere i problemi” si è tornato a parlarne. Ma non c’è niente di vero». Sulla panchina dell’Udinese siederà Iachini. «Pozzo ha fatto un grande colpo. Lo conosco, so come lavora e ovunque è andato ha ottenuto il massimo dai giocatori. Ne ha valorizzati tanti alla Sampdoria, ma anche al Palermo. Sono convinto che sia l’uomo giusto per una piazza come Udine. Poi è chiaro che un allenatore ha bisogno di giocatori bravi per fare risultato. I Pozzo si stanno muovendo per fare un organico competitivo, sanno bene che una retrocessione, dopo la costruzione dello stadio nuovo, sarebbe un fallimento per loro». Quest’anno in Friuli i giovani non mancano, vero? «Direi di no. Peñaranda, De Paul, Balic. Quest’ultimo l’ho visto all’opera a Fiume quando stavo ero in trattativa per tornare all’Hajduk. Mi ha fatto una buonissima impressione, anche se va detto che il livello del campionato croato è diverso da quello che c’è in Italia». È la prima stagione dell’Udinese senza Di Natale. «Prima o poi doveva succedere. Totò ha risolto tanti problemi negli ultimi anni, nessuno in serie A aveva la sua abilità nello smarcarsi in area e la velocità d’esecuzione nel calciare in porta. Adesso un po’ tutti dovranno prendersi qualche responsabilità in più. Thereau la passata stagione ha fatto bene, ha qualità importanti, può ripetersi e fare ancora meglio». Il Portogallo ha vinto la finale dell’Europeo senza Cristiano Ronaldo… «Proprio perchè tutti hanno dato qualcosina in più». Mister, cosa ha visto di bello o di nuovo all’Europeo? «Poco e niente. Nessuno ha preso dei rischi, alla fine hanno fatto strada le squadre che erano meglio organizzate nella fase difensiva. Il passaggio da 16 a 24 squadre non ha portato alcun beneficio. Confidavo molto nella qualità della Croazia che, visto il tabellone, poteva arrivare in finale. E invece sono usciti con il Portogallo rispetto al quale erano superiori». In estate c’è stata anche la crisi di Messi che dopo l’ennesima sconfitta ha detto addio alla Nazionale argentina. Che ne pensa? «Che nel Barcellona ha una squadra di palleggiatori che esaltano le sue caratteristiche e che in Nazionale è tutto più complicato per lui». A Udine si è fatto un gran discutere della decisione di dare la fascia di capitano a Danilo, giocatore non graditissimo a una parte della tifoseria. Il suo giudizio? «Io mi rifaccio a quello che ho visto sul campo e dico che Danilo è un buon giocatore, uno sul quale puntare. Appena arrivato in Italia non mi convinceva molto, poi è migliorato». Non crede che insistere sempre sul 3-5-2 sia limitativo? A volte cambiare modulo regala nuovi stimoli ai calciatori… «L’Udinese dietro ha tre giocatori che con questo assetto hanno più sicurezze, cambiare non è mai facile. Io a Napoli giocavo a tre, alla Lazio optai per il 4-3-3, ma perchè avevo i giocatori adatti». Conte, Ranieri, Guidolin, Mazzarri alleneranno tutti in Premier. Gli italiani all’estero sono tornati di moda? «No, semplicemente si sono accorti anche in Inghilterra che gli allenatori italiani sono i più bravi. Sappiamo leggere i valori del gruppo, prepararli a livello tattico. Le squadre inglesi nella fase difensiva non sono mai state impeccabili». Chi dei quattro tecnici italiani rischia di più? «Conte. Lui è un perfezionista e in Inghilterra non sono abituati a certi metodi di lavoro. Ma se il gruppo è predisposto a seguirlo allora farà sicuramente grandi cose». Il Manchester United sta per ufficializzare l’acquisto di Pogba per 110-120 milioni. «Per quanto il giocatore sia straordinario non può valere quella barca di soldi. Nessuno li vale. Mi pare che stiamo andando un po’ oltre ogni limite». La Juve si è rinforzata prendendo Higuain, ovvero il miglior giocatore della seconda in classifica, e Pjanic, uno dei migliori della terza classificata. Il campionato è finito prima di cominciare? «In Italia la Juve è fuori categoria. Non vedo chi possa contrastarla. A meno che i bianconeri non prendano sottogamba il campionato, ma onestamente la vedo dura». Al momento qual è la squadra che potrebbe contrastare i campioni d’Italia? «Le due milanesi sicuramente no. Restano il Napoli e la Roma. Per Sarri senza Higuain sarà onestamente dura, forse quella messa meglio è la Roma ma, ripeto, i giallorossi sono comunque lontani dalla Juve». A Napoli c’è stata una pesante contestazione nei confronti del presidente De Laurentiis per la perdita di Higuain. Il suo giudizio su questa vicenda? «Che colpe si possono imputare a De Laurentiis? Quando mise la clausola nessuno avrebbe immaginato che qualcuno avrebbe pagato 90 milioni per Higuain. E quando un giocatore decide di andare via perchè gli offrono più soldi e vuole andare in una squadra che vincerà lo scudetto e punterà ad arrivare in alto anche in Europa c’è poco da fare». Da un suo ex presidente all’altro. Come giudica l’iniziativa di Lotito che è andato a casa degli undici tifosi della Lazio che hanno sottoscritto l’abbonamento al primo giorno di campagna? «Credo si tratti di un messaggio distensivo da parte sua e infatti, da quello che ho capito i tifosi della curva hanno apprezzato e andranno a sottoscrivere l’abbonamento. Lotito merita un plauso per come si è comportato». Inter e Milan sono state acquistate dai cinesi. Non dica che la cosa le piace… «Assolutamente no. Fino a qualche anno fa eravamo la nazione con il campionato forse non più bella ma competitivo e ricco sì. Adesso, invece, siamo finiti dietro all’Inghilterra, alla Spagna e alla Germania. Non so succederà con l’arrivo dei cinesi. Gli americani a Roma e Venezia per adesso hanno portato poco». Tra Inter e Milan chi sta meglio? «Sicuramente i nerazzurri. La rosa è buona, di valore, ma ci sono altre cose che forse non vanno». Mancini è a un passo dall’esonero. Arriverà Frank De Boer. Come avrebbe visto Capello all’Inter? «Molto bene. E non lo dico perchè è un amico. Fabio è un personaggio di spessore, nella valutazione dei calciatori è bravissimo e sa dare le indicazioni giuste. Sarebbe stato sicuramente un valore aggiunto». All’Inter c’è anche la grana Icardi. Come giudica la presenza della moglie-manager Wanda Nara? «Non è una novità assoluta la compagna che fa gli interessi del calciatore. Diciamo che questa signora è molto più mediatica rispetto alle altre e questo crea attorno a Icardi molto più “rumore”». Reja, sta guardando le Olimpiadi? «Poco e niente. Ma farò tifo per Chiara Cainero: sono amico del papà e dello zio Enzo. Mi ha emozionato di recente vincendo l’Europeo, è dotata di una grande freddezza, è la più brava di tutte». Ci tolga ancora due curiosità: ma in tanti anni non ha mai avuto un contatto con Pozzo per allenare l’Udinese? «Sì, otto-dieci anni fa e in due occasioni diverse, ma poi hanno sempre puntato su un altro allenatore». E se presto dovesse ricevere una chiamata da Zamparini accetterebbe? «Premesso che mi chiamò due stagioni fa quando ero già in parola con l’Atalanta, a priori non dico mai di no a nessuno. Ascolto la proposta e se mi convince l’accetto».
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