Juve Stabia-Südtirol, Possanzini: “Dobbiamo mantenere questa mentalità, sono soddisfatto della squadra”
venerdì 16 Ottobre 2026 - Ore 11:37 - Autore: Andrea Busetto
Domenica 18 ottobre, alle ore 15, il Südtirol sarà impegnato allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia contro la Juve Stabia, nella gara valida per la settima giornata di Serie B. All’antivigilia della trasferta, il tecnico biancorosso Davide Possanzini ha fatto il punto sulla settimana di lavoro, sulle condizioni della squadra e sul momento positivo attraversato dai suoi, ancora imbattuti dopo le prime sei giornate di campionato.
Come si è svolta la settimana di lavoro in vista della trasferta contro la Juve Stabia?
“È stata una settimana buona e positiva. I ragazzi hanno lavorato e abbiamo analizzato la partita precedente. Secondo me stiamo facendo buone cose e c’è entusiasmo. Spero che nei prossimi giorni questo entusiasmo possa trasformarsi in una buona prestazione”.
La Juve Stabia è una squadra organizzata, con valori importanti, che finora non è riuscita a raccogliere i punti che avrebbe meritato. Che partita si aspetta?
“Sarà sicuramente una partita molto complicata. Per la prima volta in stagione giocheremo su una superficie diversa dalla nostra e affronteremo una squadra che, a mio avviso, è forte e ha valori importanti. Sarà una partita dura: abbiamo analizzato la Juve Stabia e sappiamo che è una formazione che gioca a calcio e cerca di imporre il proprio gioco. È ben messa in campo, organizzata e con qualità, soprattutto in alcuni ruoli.
Per noi, però, sarà importante anche capire quanto riusciremo a mantenere la mentalità che stiamo portando avanti in questo periodo. La concentrazione e l’attenzione sono aspetti sui quali insisto molto e spero che riusciremo a dare continuità anche sotto questo punto di vista.
Il fattore determinante sarà la capacità di mantenere l’attenzione nei diversi momenti della partita. In questo campionato, anche con le nuove regole e le minori perdite di tempo, ci sono più situazioni da gestire e bisogna essere bravi a riconoscerle. Stiamo lavorando molto su questi aspetti e spero che la squadra possa esprimere quello che mi sta facendo vedere durante la settimana”.
Qual è la situazione degli indisponibili? Chi potrà recuperare per la trasferta?
“Credo che, rispetto alla settimana scorsa, Federico Davi possa essere disponibile e convocabile. Gli altri hanno ancora bisogno di tempo. Cercheremo di recuperarlo, mentre Bjarkason, Pyyhtia e Zeroli non sono ancora pronti. Tutti gli altri stanno bene e lavorano alla grande. Vedo anche tanti miglioramenti nei giocatori che erano un po’ più indietro quando sono arrivati, quindi sono positivo”.
Ha già individuato un undici titolare in questo avvio di stagione? Quanto è importante trovare continuità per sviluppare automatismi e intesa?
“È chiaro che un equilibrio si crea e le gerarchie si formano naturalmente. Io, però, non cerco negli undici titolari automatismi o giocate predefinite. Alleno tutti allo stesso modo e cerchiamo di lavorare sui principi di gioco.
Credo che nel calcio siano importanti le situazioni: i giocatori devono essere bravi a riconoscere quello che succede in campo, non soltanto quello che penso o dico io. Cerco di trasmettere la mia idea e i miei concetti, ma poi sono loro a scendere in campo.
Tutti si allenano molto bene e hanno gli stessi strumenti. In questo momento il campo dice che giocano determinati giocatori, ma le gerarchie possono cambiare in base agli impegni, alla condizione fisica e agli avversari.
La squadra mi ha dimostrato, sia in Coppa Italia sia nelle amichevoli in cui hanno giocato quelli meno impiegati, di avere una mentalità e un’identità abbastanza chiare. Spero di proseguire su questa strada. Non ho preclusioni nei confronti di nessuno e mi dispiace lasciare fuori giocatori che meriterebbero di giocare. Le mie scelte non sono legate al fatto che qualcuno meriti più o meno degli altri, ma alle caratteristiche che ritengo utili in determinati momenti. Tutti meriterebbero di giocare, ma purtroppo, o per fortuna, in campo vanno undici giocatori”.
Dopo sei giornate il Südtirol è ancora imbattuto, insieme a Palermo e Mantova, e ha una delle migliori difese del campionato. Come valuta questo avvio?
“Credo che stiamo facendo bene perché curiamo tanti aspetti con la stessa attenzione. Dopo sei partite, però, ci sono ancora tante componenti da considerare ed è presto per stabilire quale sarà il nostro percorso e dove potremo arrivare.
Sono soddisfatto: la squadra sta facendo buone cose. In alcune partite siamo stati più dentro la gara che in altre, ma con la testa siamo sempre rimasti concentrati e abbiamo saputo gestire i diversi momenti.
A volte siamo stati anche fortunati. Penso alla prima partita, quando ho fatto un cambio per cercare di evitare i cross degli avversari e il giocatore che doveva occuparsi di quella situazione ha poi segnato, regalandoci la vittoria. Credo però che la fortuna premi anche chi ci crede fino in fondo.
Noi cerchiamo di controllare tutto quello che è controllabile, sperando che poi gli episodi possano girare dalla nostra parte. Sono contento di quello che sta facendo la squadra, perché vedo il lavoro quotidiano e non mi baso soltanto sui risultati”.
È sorpreso dalla posizione in classifica oppure si aspettava una partenza di questo tipo?
“Sono sorpreso probabilmente dalla classifica, ma non da tutto il resto. So che il direttore ha lavorato bene durante l’estate, cercando di consegnarmi un gruppo con voglia, formato da ragazzi curiosi e con potenzialità, insieme a giocatori che hanno già esperienza e ancora tanta fame.
Sono soddisfatto. Adesso devo cercare di non rovinare questo tesoro che ho a disposizione”.
In quali reparti vede i maggiori margini di miglioramento? L’attacco è quello che può crescere maggiormente?
“Credo che ci siano margini di miglioramento in tutti i reparti, perché abbiamo giocatori giovani con potenzialità. La caratteristica dei giovani è spesso la discontinuità, non per negligenza, ma perché fa parte del percorso di crescita.
Bisogna fare esperienza, affrontare le difficoltà e imparare anche dagli errori. Spero che i ragazzi riescano a trovare continuità nella mentalità e nella capacità di rimanere sempre concentrati. Fino a questo momento lo stanno dimostrando, ma siamo soltanto all’inizio e dobbiamo continuare a spingere fino alla fine”.
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