Dolomiti Bellunesi, Ba: “Qui mi sento a casa, sintonia totale con Bonatti”
giovedì 1 Ottobre 2026 - Ore 09:59 - Autore: Staff Trivenetogoal
Migliaia di chilometri, due mondi apparentemente lontani, paesaggi e culture che sembrano appartenere a capitoli differenti dello stesso libro: dal Senegal alle Dolomiti. Eppure, per Racine Ba, l’enorme distanza – di natura strettamente geografica – si è accorciata fino quasi a scomparire. Reduce dall’esperienza al Cosenza, il centrocampista di Saint-Louis è una delle note più liete dell’inizio di stagione dolomitico. E, insieme alla sua verve, al suo dinamismo e alle ampie falcate, ha portato con sé le sue radici, il suo vissuto. Ma, soprattutto, ha saputo fare spazio a una nuova appartenenza, costruita attraverso una quotidianità nella quale non si risparmia mai. Sul rettangolo verde, prima di tutto: corre, lotta, accompagna l’azione, si mette a disposizione. È un giocatore che dà. Sempre. E forse proprio questa generosità lo racconta più di qualsiasi statistica.
RESPONSABILITÀ – A 23 anni, però, Racine ha già scolpito un concetto chiave: responsabilità. Perché fuori dal campo c’è Celine, la sua bambina. Una presenza che cambia le prospettive, che spinge a guardare un po’ più lontano. Così il viaggio di Racine Ba non è soltanto quello di un calciatore che dal Senegal è arrivato in Italia. È la storia di un ragazzo che sta costruendo, passo dopo passo, un’identità fatta di radici e nuovi orizzonti. Con il cuore rivolto a una terra che non dimentica e i piedi ben piantati in un’altra che, nel frattempo, ha imparato a sentire vicina: «Qui mi sono subito sentito a casa. Sto benissimo insieme ai compagni, a mister Andrea Bonatti e, in generale, alle persone legate a questo ambiente. Sono davvero contento».
FOCALIZZATI – La Dolomiti Bellunesi è reduce dal pareggio in rimonta conquistato al “Rigamonti” contro la corazzata Union Brescia: «La squadra finora si è espressa su buoni livelli, ma possiamo crescere. Con tanti giovani in rosa, abbiamo ampi margini di miglioramento. È necessario continuare a lavorare e rimanere focalizzati sui nostri obiettivi». Con Bonatti la sintonia è totale: «Il mister è un grande professionista, vuole giustamente che ognuno di noi sia sempre sul pezzo e si concentri sui dettagli. Ha ragione. Perché, in Serie C, sono propio i dettagli a far vincere o perdere una partita. Come è accaduto col Lumezzane: avevamo la gara in mano, ma un errore ci è stato caro».
OSTACOLO – Il prossimo ostacolo all’orizzonte ha le fattezze del Novara, da affrontare domenica 4 ottobre (ore 17.30), allo Zugni Tauro: «Sarà una partita dura, tosta, difficile. Paradossalmente, a volte è meno complicato interpretare le sfide con squadre di alta classifica, che non quelle contro avversari in lotta per la salvezza. Ma, in generale, dipende soprattutto da noi. Se saremo bravi a mettere in pratica quanto preparato in allenamento, potremo toglierci delle soddisfazioni».
MONTAGNE E MONDIALI – Nel frattempo, lo sguardo di Racine non rimane indifferente alla vista del paesaggio montano: «Adoro queste zone e non vedo l’ora di visitarle in maniera più approfondita, insieme alla mia famiglia e alla mia bambina». Ma, se pensa alla sua terra d’origine, il battito del cuore inevitabilmente accelera: «Sono legato al Senegal e, quando gioca la Nazionale, la seguo sempre. Peccato per gli ultimi Mondiali: nei sedicesimi di finale, contro il Belgio, abbiamo avuto un po’ di sfortuna. Eravamo in vantaggio 2-0 fino a 5’ dallo scadere e non siamo riusciti a ottenere la qualificazione. Peccato».
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