Vicenza, Leverbe a Trivenetogoal: “Qui mi sento a casa. I tifosi devono avere fiducia in me: i risultati arriveranno”
mercoledì 30 Settembre 2026 - Ore 18:31 - Autore: Giulio Pavan
Lavoro, impegno e corsa, queste alcuni dei fondamentali su cui sta lavorando il Vicenza in questa sosta di campionato con l’obiettivo di migliorare al massimo la condizione in vista della ripresa contro il Pisa. Proprio contro i toscani sarà di scena un ex come Maxime Leverbe che si è confrontato con noi di Trivenetogoal sul momento attuale della squadra biancorossa:
Come sta andando questa sosta e su cosa state lavorando?
“Sta andando bene. Stiamo lavorando forte, sicuramente più del solito, perché abbiamo la fortuna di avere tre settimane di lavoro senza partite. Il mister sta facendo in modo di preparare la sfida con il Pisa in anticipo: ad esempio abbiamo fatto corse più lunghe; a livello difensivo, invece, stiamo lavorando sulle cose che abbiamo sbagliato in queste partite, sui gol presi e sui dettagli.”
Il mister ha detto che ti sta provando anche da centrocampista, quanta confidenza hai con quel ruolo?
“Sono nato centrocampista: da quando sono piccolo ho sempre fatto quel ruolo, poi a livello professionistico sono diventato difensore. È un ruolo che mi è sempre piaciuto e penso che si veda anche nella mia maniera di giocare. Sono uno a cui piace toccare la palla, impostare e costruire. Quando il mister mi chiede di mettermi lì durante l’allenamento sono contento. Ovviamente non ho ancora praticità a livello tattico: ad esempio i movimenti, il posizionamento nella maniera giusta e così via. Però sicuramente è un ruolo che mi piace tantissimo.”
Quest’anno in difesa è arrivato anche un giocatore di esperienza come Brighenti. Quali sono le caratteristiche che ha lui che pensi di non avere? E quali, invece, quelle che hai tu e che non ha lui?
“Prima di tutto Brighenti è un giocatore molto forte. Per come lo vede il mister, penso che sia uno molto aggressivo e concentrato. Ormai ha vent’anni di carriera e penso che la concentrazione non possa mancargli. È molto attento, concentrato, aggressivo e conosce molto bene la categoria. Sa come affrontare la partita e come può svilupparsi. Cosa ho in più io? Non lo so, perché anche lui, se gli chiedi a livello di impostazione, con tutti gli anni che ha fatto a Catanzaro e con il modo di giocare che aveva, soprattutto a livello di possesso, sa impostare molto bene. Sicuramente magari io sono più veloce e anche più alto. Mi piace forse di più fare delle sortite in avanti. Sono caratteristiche diverse, che abbiamo entrambi.”
Avevi parlato anche di essere, tra virgolette, “incazzato” perché non stavi giocando titolare. Questo può essere uno stimolo per migliorare?
“Certo. Specifico che non è che sono incazzato con il mister: lui deve fare le sue scelte e io non posso essere arrabbiato con lui. Quando dico “incazzato” intendo che mi piacerebbe giocare titolare, tutto qui. Poi penso che tutti i giocatori che per un momento stanno in panchina diano il meglio di loro stessi in allenamento per far vedere e far capire al mister che, se c’è bisogno, sono pronti. Quindi sì, è uno stimolo, ma io ho sempre cercato di lavorare al massimo durante la settimana. Non è che sia cambiato più di tanto, perché l’anno scorso ho fatto tutte le partite e mi allenavo al massimo lo stesso. Magari in questo periodo sto cercando di sentire e capire di più cosa richiede il mister e di adattarmi a quello che vuole. A livello di impegno e professionalità, però, non è cambiato nulla.”
Sono passate cinque giornate di campionato e adesso c’è la sosta. Questa Serie B te l’aspettavi così?
“Sapevo che sarebbe stato un campionato molto difficile. L’unica cosa che ho notato è che adesso non ci sono più le squadre favorite e le squadre materasso. Sono tutte squadre forti, che hanno costruito rose importanti. Sicuramente non c’è più la squadra contro cui pensi che siano tre punti scontati. Ormai ogni partita è molto difficile, sia che giochi contro la prima sia che giochi contro l’ultima. Questo mi ha un po’ sorpreso, perché non avevo mai trovato una situazione in cui una squadra ci mettesse così poco in difficoltà. Quindi sì, sto vedendo un campionato molto equilibrato.”
Abbiamo visto questo equilibrio anche, purtroppo, con le tre rimonte che avete subito. Ti sei dato una spiegazione di questi cali di concentrazione?
“Dire “cali di concentrazione”, per me, è un po’ sbagliato. In questo campionato lo vediamo benissimo: le partite sono tutte molto equilibrate e si giocano sui dettagli. Se in un momento l’avversario è più bravo di te in un duello e lo vince, poi magari rischi di prendere gol. Quindi non so se si possa parlare di cali di concentrazione: le partite si decidono veramente su pochissimo. Tutte le partite fatte fino a questo momento potevano girare dalla nostra parte. Non sto dicendo che meritiamo questi cinque punti, ma magari potevamo averne molti di più o anche molti di meno, sono veramente i dettagli a fare la differenza. Sicuramente dobbiamo stare super concentrati per tutti i cento minuti durante la partita, ma sinceramente non ho percepito un problema di concentrazione.”
La prossima partita sarà contro il Pisa, che per te è un’ex. Che ricordi ti ha lasciato quella piazza?
“A Pisa, soprattutto il primo anno, ho vissuto momenti bellissimi. Abbiamo rischiato di vincere il campionato e poi siamo arrivati in finale. Era una piazza straordinaria, che ci ha sempre sostenuto. Come dicevo anche quando sono arrivato a Vicenza, secondo me sono due tifoserie molto simili, lo stadio è abbastanza grande, siamo sui 10-12 mila spettatori, ed è sempre pieno. Poi hai una tifoseria che ti sostiene dall’inizio alla fine della partita. È una piazza che mi è piaciuta tantissimo, però adesso l’unico obiettivo è portare a casa i tre punti sabato prossimo.”
E tornando a Vicenza, cosa rappresenta per te questa piazza?
“Sicuramente a Vicenza ho vissuto i momenti più belli della mia carriera. Vincere un campionato in una piazza così importante è stata una cosa veramente incredibile. Poi, come dicevo, ormai mia moglie mi ha raggiunto qui a Vicenza e abbiamo avuto una figlia. Quindi Vicenza adesso è come casa.”
Sei consapevole che in questo primo periodo di campionato tante osservazioni si sono concentrate anche su di te? Per questo motivo vorresti lanciare un messaggio alla tifoseria?
“Posso dire che i tifosi devono continuare ad avere fiducia in me e in noi. Stiamo lavorando veramente al massimo e, continuando così, sicuramente arriveranno i risultati e anche le prestazioni.”
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