Dolomiti Bellunesi, Sia: “Grande felicità, ho segnato un bel gol: un punto a Brescia un ottimo risultato”
lunedì 28 Settembre 2026 - Ore 10:03 - Autore: Staff Trivenetogoal
Diego Sia è un attaccante che sembra avere fretta. Entra dalla panchina e, dieci minuti più tardi, trova il modo di cambiare una storia che sembrava già scritta. Un movimento a eludere la difesa avversaria, un’accelerazione, la conclusione morbida e la sfera che finisce in rete. È il gol dell’1-1 contro la corazzata Union Brescia: quello che permette alla Dolomiti Bellunesi di tornare a casa con un punto pesante.
CONDIZIONE – Vent’anni, una fiducia che cresce di settimana in settimana e la capacità di incidere a gara in corso: «Il mister mi ha detto di attaccare alle spalle del loro “braccetto” difensivo perché ci sarebbe stato spazio – racconta il numero 11, cresciuto nel Milan -. L’ho preso alla lettera e ho segnato un bel gol. Ma l’importante è la prestazione della squadra. Ed essere riusciti a ottenere un punto su un campo davvero difficile».
SEGNALE – È il secondo bersaglio in campionato, dopo la firma a Gorgonzola contro la Giana Erminio. Due centri con caratteristiche comuni: Sia sa leggere lo spartito calcistico. Ed entrare nelle pieghe del match. Ma, soprattutto, rappresentano il segnale di un giocatore che ha trovato continuità e ha margini di crescita da esplorare: «Nella scorsa stagione non sono riuscito a giocare molte partite di seguito, ora però sto entrando in condizione. E sono contento di aiutare il gruppo: è l’unica cosa che conta».
MARGINI DI CRESCITA – Il collettivo di mister Bonatti ha carattere: «Abbiamo subito accantonato la sconfitta di lunedì scorso col Lumezzane e siamo riusciti a preparare al meglio la sfida del “Rigamonti”, arricchita da una bellissima cornice di pubblico». Un punto, dunque, che vale per la classifica e cementa le convinzioni: «Dobbiamo trovare qualche combinazione in più tra di noi, ma la strada è giusta. Continuiamo così».
ESPERIENZA FORMATIVA – Nella scorsa stagione, l’attaccante ha vissuto l’esperienza al Mirandés, in Spagna. Un capitolo diverso, formativo, che oggi ricorda con sé senza rimpianti e senza nostalgia: «È un altro tipo di calcio, ma bisogna essere preparati a tutto e adattarci a qualsiasi situazione. Quella vissuta al Mirandés è un’esperienza che mi porterò dentro. Ora sono contento di essere qui. E di aver imboccato il percorso che ritengo giusto per la mia crescita».
ISTANTE – Crescita che non passa soltanto dai gol, ma dalla continuità, dalla capacità di capire le richieste dell’allenatore e di farsi trovare pronto quando arriva il proprio momento. A Brescia quel momento è durato dieci minuti esatti. Abbastanza per entrare, ascoltare un’indicazione, “mordere” la gara e depositare un pallone in fondo al sacco. Nel calcio, a volte, il tempo non si misura in minuti. Si misura in istanti. E al “Rigamonti” Diego Sia se n’è ritagliato uno. Quello giusto.
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