Padova, Zuelli si presenta: “Conosco Calabro, so cosa cerca e cosa vuole: qui per fare un ulteriore step”
martedì 4 Agosto 2026 - Ore 14:53 - Autore: Staff Trivenetogoal
Di Riccardo Bomparola
«Il Padova è una squadra tosta, ha dimostrato di avere grandi ambizioni. Sono molto felice di essere qui: ho trovato un gruppo importante, con compagni disponibili che mi hanno accolto bene». Emanuele Zuelli si presenta così ai suoi nuovi tifosi nella conferenza stampa di presentazione come nuovo centrocampista del Padova, raccontando le prime sensazioni dopo l’arrivo in biancoscudato.
Un giocatore duttile, pronto a mettersi a disposizione delle esigenze della squadra e delle scelte dell’allenatore. «Negli anni ho ricoperto diversi ruoli a centrocampo: ho giocato da mediano, da mezzala, in varie posizioni. Dove mi metterà il mister cercherò di dare il massimo. La cosa più importante è aiutare la squadra».
Zuelli conosce già bene l’ambiente e soprattutto il tecnico, un fattore che potrà agevolare il suo inserimento. «L’allenatore lo conosco, so cosa si aspetta e cosa chiede. Il mio compito sarà anche quello di aiutare i nuovi compagni a capire rapidamente le sue idee, per amalgamare il gioco. Stiamo lavorando tanto e arriveremo presto al nostro obiettivo».
Il centrocampista torna anche sulle tante voci di mercato circolate nelle ultime settimane e sulla scelta di vestire la maglia del Padova. «Quando è arrivata la possibilità del Padova si è concretizzato tutto subito. Gli anni precedenti qui sono stati positivi: penso alla promozione, alla salvezza, alla nuova curva. È una società che ha fatto passi importanti e anche il mister ha avuto un ruolo fondamentale».
Un rapporto, quello con l’allenatore, che ha inciso sulla decisione finale. «Negli ultimi due anni mi ha dato molto, soprattutto tanta fiducia, che per un giocatore è fondamentale. Ci siamo trovati bene, l’anno scorso abbiamo fatto cose importanti. Lui mi chiede determinate caratteristiche e io cerco di metterle in campo».
Il tecnico chiede intensità e ritmo, aspetti che Zuelli considera centrali nel suo modo di interpretare il ruolo. «Il mister è rimasto lo stesso: vuole intensità, vuole ritmo. Da me si aspetterà qualcosa in più, perché non basta quello che ho fatto negli ultimi anni. Dovrò dimostrare ogni giorno, allenamento dopo allenamento, di poter dare un contributo importante».
Sulla posizione in campo il centrocampista non ha dubbi: «Da mediano puoi abbassarti e avere più possibilità di toccare il pallone, da mezzala devi inserirti maggiormente e attaccare gli spazi. A me interessa soltanto dare il cento per cento quando sono chiamato in causa, poi sarà il mister a decidere dove impiegarmi».
Nel suo percorso c’è anche l’esperienza alla Juventus, fondamentale per la crescita personale e professionale. «Sono molto contento del percorso fatto alla Juve, mi ha aiutato a crescere e mi ha fatto capire tante cose. Uscire presto di casa è stato positivo: vivendo in convitto impari a essere indipendente, condividi la quotidianità con i compagni e maturi più velocemente. È un’esperienza che consiglierei».
Originario dell’Alto Adige, Zuelli racconta anche la scelta di dedicarsi completamente al calcio. «In Alto Adige ci sono sport dove i risultati sono migliori rispetto al calcio, ma io ho sempre voluto fare questo. Ho scelto di inseguire la mia passione».
Ora l’obiettivo è affrontare una stagione che si annuncia impegnativa. «Sarà un campionato difficile, perché tante squadre si stanno rinforzando molto. Ogni partita sarà complicata e non è detto che chi spende di più poi vinca. Anche noi dovremo trovare il nostro equilibrio, soprattutto all’inizio, ma abbiamo le qualità per fare bene».
Il nuovo centrocampista biancoscudato ha già percepito il calore della piazza. «L’entusiasmo dei tifosi si sente e ci aiuta molto. Con la curva sarà sicuramente un’arma in più. Nelle amichevoli, come quella contro il Cittadella, abbiamo visto segnali positivi: siamo riusciti a segnare e a non subire gol. La partita è il miglior allenamento per conoscerci e stiamo migliorando».
Infine una curiosità sul numero di maglia. «Nelle amichevoli mi è stato assegnato il 9, ma il mio numero sarà il 21. È un numero fortunato nella mia famiglia. Il 17, che avrei scelto, era già occupato e quindi ho optato per un altro numero speciale».
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