Italia, Mancini: “Ho sbagliato e mi dispiace: è come quando perdi la donna della tua vita. Qui per riportare in alto gli Azzurri”
mercoledì 29 Luglio 2026 - Ore 19:25 - Autore: Staff Trivenetogoal
Una ferita da chiudere, un futuro da ricostruire e un obiettivo chiaro: riportare l’Italia ai vertici del calcio mondiale. Roberto Mancini è tornato ufficialmente alla guida della Nazionale e, a meno di tre anni dalle dimissioni dell’agosto 2023, si riprende la panchina azzurra con la voglia di cancellare il passato e aprire una nuova fase. Al suo fianco ci sarà Claudio Ranieri, nominato direttore tecnico dal presidente federale Giovanni Malagò, per un progetto che punta a rilanciare tutto il movimento.
«Sono qui per riportare l’Italia dove merita – ha spiegato Mancini nella conferenza di presentazione –. A prescindere da quello che è successo nel 2023, l’obiettivo è sempre vincere e giocare bene. Sono convinto che i giocatori ci siano e che siano bravi, soprattutto giovani».
Il nuovo commissario tecnico non ha evitato il tema della sua precedente esperienza, culminata con il trionfo europeo del 2021 ma anche con la mancata qualificazione al Mondiale in Qatar. «I tre anni senza perdere e l’Europeo vinto furono fantastici, poi c’è stata l’eliminazione. Forse era arrivata già prima, con il girone in cui arrivammo secondi senza perdere. Dal passato bisogna sfruttare gli errori per ripartire».
Mancini ha poi affrontato anche la scelta di lasciare la Nazionale nel 2023 per l’esperienza in Arabia Saudita: «Ho sbagliato e mi dispiace. La sorte mi dà la possibilità di rifarmi. È come quando perdi la donna della tua vita». Ora il pensiero è rivolto al futuro: «Vorrei vincere un trofeo importante, magari anche due. Mi piacerebbe costruire un progetto e rimanere oltre la durata del contratto, se possibile».
Al centro del nuovo corso ci saranno i giovani. «Un ragazzo giovane ha bisogno di fiducia – ha spiegato il ct -. I giocatori ci sono, bisogna individuare i migliori e farli crescere». L’obiettivo è creare anche una maggiore continuità tra le selezioni: «Le Under dovrebbero giocare tutte con lo stesso modulo, dalla Under 18 in su. Già a 18 anni si possono lanciare i ragazzi bravi».
Grande attenzione anche al reparto offensivo. «Non siamo messi così male. Abbiamo bomber ed esterni con diverse soluzioni. Kean l’ho fatto esordire io e lo conosco molto bene».
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