Venezia, Soviero: “Lo stadio è sempre pieno e questo fa la differenza: oggi uno come me farebbe fatica a emergere”
venerdì 5 Giugno 2026 - Ore 18:00 - Autore: Andrea Busetto
Intervistato da LiveTheDream, l’ex portiere Salvatore “Sasà” Soviero, protagonista tra la fine degli anni Novanta e la prima decade del Duemila con le maglie di Venezia, Genoa e di numerose altre piazze del calcio italiano, ha analizzato il momento del Venezia e raccontato alcuni ricordi della sua carriera, senza rinunciare al suo consueto stile diretto.
“Venezia piazza ambiziosa, la Serie A può mantenerla”
Il primo tema affrontato è stato il ritorno del Venezia in Serie A. Per Soviero il club lagunare ha tutte le carte in regola per consolidarsi nella massima categoria.
“Secondo me è una squadra che gioca benissimo”, ha spiegato l’ex estremo difensore. “L’ho vista diverse volte, anche al Penzo contro la Sampdoria, e mi ha fatto una grande impressione. Hanno venduto un pezzo importante come Doumbia, ma hanno lavorato bene.”
Soviero ha sottolineato il lavoro svolto dalla società e l’entusiasmo che si respira attorno al club:
“Lo stadio è sempre pieno e questo fa la differenza. Stroppa è stato bravissimo, ma vanno fatti i complimenti anche ai dirigenti. Non pensavo riuscissero a tornare subito in Serie A, invece hanno costruito qualcosa di importante. Hanno fatto cassa, continuano ad attirare investitori e questo dimostra quanto Venezia sia una piazza appetibile.”
L’ex portiere ha poi evidenziato la crescita infrastrutturale del club:
“Hanno ristrutturato il Penzo e credo che in futuro arriverà anche un nuovo stadio. Io ho giocato nel vecchio impianto di Sant’Elena: oggi quando entri al Penzo sembra quasi di non essere in Italia.”
Promosso Stankovic: “Può fare bene anche in Serie A”
Da ex numero uno, Soviero ha espresso un giudizio positivo anche sul giovane portiere Filip Stankovic, tra i protagonisti della promozione veneziana.
“L’ho seguito anche ai tempi della Sampdoria. Mi piace, l’ho visto bene. Ha avuto qualche problema fisico ma è riuscito a superarli e nel finale di stagione è stato determinante. Ha già dimostrato il suo valore e penso possa fare bene anche quest’anno.”
“A Venezia mi sono emozionato”
Tra i ricordi più belli della carriera, Soviero inserisce senza esitazioni l’esperienza in laguna.
“A Venezia ci siamo salvati due anni consecutivi e sono stati due anni bellissimi. È una delle piazze a cui sono rimasto più legato.”
Particolarmente significativo un episodio avvenuto recentemente, quando il club gli ha dedicato uno spazio nel prepartita di una gara.
“Non pensavo che la gente si ricordasse ancora di me. Io seguo le squadre in cui ho giocato, ma non vivo il tifo in maniera continua. Quando due anni fa mi hanno invitato e il pubblico mi ha accolto così, è stata una delle poche volte in cui mi sono davvero emozionato.”
“Un nuovo Soviero? Non esiste”
Nel finale dell’intervista arriva la riflessione più personale. Alla domanda se esista oggi un portiere nel quale si riveda, Soviero risponde senza esitazioni.
“No, non ci stanno. Non ce ne possono essere.”
Una risposta che diventa anche un’analisi dell’evoluzione del calcio moderno.
“Il mio era un calcio di altri tempi, fatto di uomini diversi e di dinamiche diverse. Oggi, se non hai una certa formazione e una precisa identità calcistica, fai fatica ad arrivare. Uno come me probabilmente non lo farebbero neanche spogliare per tutta la parte extracalcistica.”
Infine, una rivendicazione del proprio percorso professionale:
“Ho giocato vent’anni senza procuratore e sono arrivato in Serie A nonostante i miei limiti caratteriali. Qualcosa in più degli altri, evidentemente, ce l’avevo.”
Parole che raccontano perfettamente la personalità di Salvatore Soviero: schietto, autentico e ancora profondamente legato a un calcio che, secondo lui, oggi non esiste più.
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