Dalle rive del Brenta ai vertici dell’arbitraggio italiano: è Dino Tommasi, bassanese di Bassano del Grappa, l’uomo scelto dall’AIA per gestire uno dei momenti più delicati del sistema arbitrale. Classe 1976, nato proprio nella città veneta, Tommasi si prepara a spegnere cinquanta candeline assumendo il ruolo di designatore arbitrale ad interim per Serie A e B, chiamato a garantire equilibrio e continuità dopo l’autosospensione di Gianluca Rocchi.
La sua è una carriera costruita passo dopo passo, iniziata giovanissimo nel 1993 e sviluppata con rigore fino al grande salto tra i professionisti. Dopo l’ingresso nella CAN C nel 2003 e direzioni di gare ad alta tensione, arriva l’esordio in Serie A il 15 marzo 2008 in Udinese-Lazio (2-2). In totale saranno 54 le presenze nel massimo campionato, prima della dismissione nel 2015.
Ma è proprio fuori dal campo che Tommasi accelera: osservatore in CAN B, poi presidente del Comitato Regionale Veneto dal 2016 al 2020, quindi responsabile della Commissione Arbitri Interregionale. Dal 2023 diventa uno dei principali collaboratori di Rocchi in CAN A e B, guadagnandosi visibilità anche al grande pubblico grazie alla rubrica Open Var su DAZN, dove si distingue per chiarezza e competenza nell’analisi degli episodi arbitrali.
Ora, per il direttore di gara originario di Bassano del Grappa, arriva la sfida più complessa: guidare il sistema in una fase di emergenza, mettendo ordine e credibilità in un contesto ad alta pressione. Una responsabilità pesante, affidata però a un profilo che unisce esperienza tecnica, visione dirigenziale e radici solide.