Chievo, Criscitiello attacca il club gialloblù: “Non si vince con le figurine, ma con le idee: alla Folgore lo abbiamo fatto ”
mercoledì 22 Aprile 2026 - Ore 15:08 - Autore: Staff Trivenetogoal
Nel giorno della promozione in Serie C della Folgore Caratese, Michele Criscitiello non sceglie toni morbidi. Il presidente del club brianzolo e direttore di Sportitalia rilancia il dibattito sul girone B di Serie D e punta direttamente il dito contro il Chievo.
«Dieci sconfitte loro, tre noi. Già questo dovrebbe bastare per capire tutto», è la sintesi brutale di una stagione letta attraverso i numeri. Un approccio che, come sottolinea anche L’Arena, diventa il cuore del suo ragionamento: non il blasone, non la storia, ma la resa sul campo.
Il riferimento al Chievo non è episodico ma strutturale. Criscitiello insiste sul concetto chiave: «Il nome non ti fa vincere le partite. La storia non ti regala punti. La partita di Verona è stata il nostro manifesto: lì abbiamo capito che potevamo vincere il campionato».
Da una parte, dunque, la Caratese come modello di costruzione “funzionale”: organizzazione, identità e continuità. Dall’altra, secondo la sua lettura, una realtà che fatica a tradurre investimenti e aspettative in risultati coerenti. «Noi non abbiamo puntato sulle figurine, ma sulle competenze. Gente che arriva presto al campo e se ne va per ultima. È questo che crea valore», afferma.
Il passaggio centrale è quasi programmatico: «Non siamo più forti sulla carta, ma siamo più solidi. E nel calcio di oggi la solidità vale più dei nomi scritti sulla maglia». Un’idea che si traduce anche nella gestione quotidiana del club e nel progetto sportivo legato allo Sportitalia Village, indicato come simbolo di una visione che punta su infrastrutture, metodo e sostenibilità.
Criscitiello insiste anche sulla dimensione mentale: «Noi entriamo in campo per non perdere mai. Anche quando non vinciamo, portiamo via qualcosa. L’identità è tutto: senza identità emergono i limiti».
Il quadro che ne emerge è quello di una contrapposizione netta tra filosofia e risultato, tra progetto e percezione. E se il tono resta quello della provocazione, il messaggio finale è altrettanto chiaro: «Abbiamo strutture che molti club di categorie superiori ci invidiano. Se questo dà fastidio, pazienza: noi andiamo avanti».
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