Cittadella-Trento, Tabbiani: “Dobbiamo sognare, ma anche essere consapevoli di quello che siamo: gara di cuore e di sostanza”
domenica 12 Aprile 2026 - Ore 21:18 - Autore: Staff Trivenetogoal
Nel post partita Luca Tabbiani ha sottolineato proprio questo aspetto, leggendo la prestazione dei suoi come una prova di maturità mentale oltre che tecnica.
Il tecnico parte dall’episodio chiave, l’espulsione che ha cambiato l’inerzia del match: «Fino a quel momento stavamo facendo bene, muovevamo la palla con qualità e vedevo la squadra concentrata». Poi la svolta improvvisa, che avrebbe potuto destabilizzare chiunque, ma che invece ha dato origine a una partita diversa, più sporca, più fisica, ma anche più concreta. «È diventata una gara di cuore e di sostanza – spiega – dove contavano soprattutto spirito e capacità di coprire il campo».
Tabbiani rivendica anche il lavoro preparato nei giorni precedenti, sottolineando come il piano gara fosse stato studiato nei dettagli e inizialmente rispettato: intensità in mezzo al campo, gestione delle transizioni e attenzione alle caratteristiche del Cittadella. L’espulsione ha cambiato tutto, ma non la convinzione dell’allenatore sulla bontà delle scelte iniziali, che difende con decisione.
Ampio spazio anche alla lettura emotiva della partita. Il tecnico evidenzia come la squadra abbia finalmente ritrovato quello spirito collettivo richiesto da tempo: «Era proprio questo che cercavo dopo gli ultimi giorni, una prestazione fatta di collaborazione e di energia». Un aspetto che per Tabbiani vale quasi più del risultato, perché rappresenta un ritorno a un’identità precisa.
Sul fronte delle scelte individuali e delle rotazioni, il tecnico spiega la gestione dei cambi e dei minutaggi, inevitabilmente condizionati dalla lunga inferiorità numerica: «Giocare in dieci per così tanto tempo significa spendere moltissimo, qualcuno era stanco ed è normale». Allo stesso tempo ribadisce la fiducia nei singoli, anche in quelli che hanno dovuto uscire per ragioni tattiche.
Infine, lo sguardo si allarga alla classifica e agli obiettivi stagionali. Tabbiani mantiene equilibrio tra ambizione e concretezza: da un lato la soddisfazione per una posizione di assoluto valore, dall’altro la volontà di non perdere il focus. «Dobbiamo sognare, ma anche essere consapevoli di quello che siamo. L’obiettivo è guardare avanti, provare a migliorare ancora senza dimenticare il percorso fatto».
Una chiusura che sintetizza bene la filosofia del tecnico: entusiasmo sì, ma sempre dentro una cornice di lavoro, identità e realismo.
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