Cittadella-Trento, Iori: “Questa partita dice che non siamo pronti: non siamo stati squadra”
domenica 12 Aprile 2026 - Ore 21:14 - Autore: Staff Trivenetogoal
Delusione, amarezza e soprattutto tanta autocritica: nel post gara di Cittadella-Trento, Manuel Iori non cerca alibi e fotografa con lucidità una sconfitta che pesa più per il modo in cui è maturata che per il risultato in sé. Il tecnico granata parte subito da un concetto chiaro, quasi brutale: «Questa partita dice che non siamo pronti». Un giudizio netto, che va oltre i singoli episodi e chiama in causa l’identità stessa della squadra.
I dubbi sul primo gol restano, ma per Iori non possono diventare un rifugio: «Puoi parlare di episodi quanto vuoi, ma la verità è che dovevamo fare molto meglio». A pesare è soprattutto l’incapacità di sfruttare la superiorità numerica: giocare a lungo undici contro dieci e subire comunque tre reti è un segnale inequivocabile. «Non siamo stati squadra», insiste l’allenatore, sottolineando come siano mancate compattezza, attenzione e spirito collettivo nei momenti chiave.
L’analisi si fa ancora più profonda quando Iori allarga il discorso all’intera stagione: troppi errori individuali, troppe leggerezze che si ripetono, indipendentemente dagli interpreti. «Durante la settimana li vedo bene, poi la domenica cambia tutto», ammette con amarezza, mettendo in discussione anche la tenuta mentale del gruppo. Il problema, secondo lui, non è solo tecnico o tattico, ma riguarda qualcosa di più profondo: «Serve avere qualcosa dentro, quella fame, quella cattiveria che ti fa fare il salto. E noi questo salto non lo facciamo mai».
Il riferimento è chiaro: ogni volta che il Cittadella ha l’occasione di dare una svolta alla stagione, manca l’ultimo passo. «Quando c’è da fare il salto, questa squadra non lo fa», ribadisce, evidenziando una fragilità strutturale che emerge proprio nelle partite decisive.
Anche le scelte iniziali, come l’assenza di un regista puro a favore di maggiore dinamismo, vengono difese: il piano gara era stato preparato nei dettagli e l’espulsione iniziale avrebbe dovuto agevolare il compito. «In realtà è stato peggio», ammette, tornando però sempre allo stesso punto: non è una questione di sistema, ma di atteggiamento.
Il concetto di “essere centrati” diventa allora il cuore del suo ragionamento: «Non puoi vincere se tre o quattro giocatori sono sotto livello. Serve una prestazione completa, di tutti, dall’inizio alla fine». Ed è proprio questa continuità che è mancata per tutta la stagione, lasciando per strada punti pesantissimi.
Lo sguardo finale è rivolto al presente e al futuro immediato, senza illusioni: «Forse pensiamo di essere qualcosa che non siamo». Una frase che suona come un richiamo forte a tutto l’ambiente, chiamato ora a ritrovare umiltà e compattezza. Perché, come conclude Iori, «alla base di tutto c’è l’atteggiamento: loro sono stati più squadra di noi. Punto».
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