Vicenza, Renzo Rosso: “Allargare la compagine societaria per fare belle cose. Penso a un Menti da 30.000 posti, bastano anche per la Champions”
venerdì 10 Aprile 2026 - Ore 16:02 - Autore: Giulio Pavan
Il patron del Vicenza Renzo Rosso è intervenuto telefonicamente alla trasmissione “Tutti convocati” di Radio 24 e queste sono le sue dichiarazioni: “La festa dopo la vittoria del campionato? Sì, ma naturalmente al mattino ricomincio sempre alle 5, quindi purtroppo la mia vita è un po’ segnata da grandi impegni, il calcio è una cosa molto bella e quando posso vado a vedere la partita quando gioca in casa e questo mi dà grande gioia. Ma adesso cosa succede perché tutti immaginano che Vicenza ha le potenzialità di essere come il Como? Noi abbiamo impostato la squadra di calcio come una delle nostre aziende, quindi è estremamente strutturata, ogni persona ha le proprie responsabilità, non ci sono persone che vanno a rompere le armonie, ecco. Quindi questo diciamo è fatto proprio da grande club. C’è il mio amico Scaroni che dice: Renzo il Vicenza è gestito forse come una delle migliori società di Serie A. Noi abbiamo portato tutto il nostro know-how a livello manageriale, ci avevamo messo un po’, abbiamo fatto qualche errore, ma la cosa bella, secondo me, è che abbiamo capito che si vince solo quando veramente c’è un team, quando c’è qualcosa di molto coeso dove non ci sono le prime donne. Negli ultimi due anni avevamo probabilmente la squadra più forte del campionato e siamo arrivati sempre secondi. Perché? Perché c’erano prime donne che facevano i gruppetti, quindi questo crea un po’ di tensione. E invece adesso sapere che siamo più uguali, che gioca uno che gioca l’altro, e che la panchina dal primo all’ultimo può portare valore aggiunto, è speciale, speciale il clima dei soci, è speciale il clima del pubblico. Poi pensate che fatto 100 il numero di squadre fra serie A, B e C noi siamo la diciottesima squadra in classifica per numero di abbonati. Direi che è un pubblico eccezionale, una città veramente speciale. Abbiamo avuto poi due grandi uomini che hanno fatto la storia di questa società: uno è Paolo Rossi e un altro è Roberto Baggio. Ma adesso ci sono idee per infrastrutture? Io vorrei lavorare a livello manageriale, professionale. Innanzitutto ho chiesto di avere una città che partecipa con me, quindi sto dialogando con l’associazione industriali. Per portare più imprenditori a bordo di questa società, vorrei che diventasse più che la mia squadra, la squadra proprio della città. E quindi questo è un primo passo però è difficile perché qualcuno altro ci ha provato però è difficile da realizzare. Però con l’armonia che c’è in questo momento, abbiamo delle buone possibilità di portare a casa qualcuno. Mi piacerebbe anche portare a casa anche un investitore estero, perché questi investitori esteri hanno delle modalità diverse. Ma non è che uno si compra la società, ti porti a casa un investitore estero con una quota di minoranza e partecipa portando una mentalità che qui in Italia ancora non c’è, quindi una visione, una maniera di fare business in maniera diversa. E poi c’è lo stadio, con il comune abbiamo un buon dialogo, si può riuscire a fare qualcosa, è chiaro che per me però la prima operazione importante è quella di creare la compagine societaria. Una volta creata la compagine societaria, a quel punto lì possiamo muoverci e fare qualcosa di bello, fare lo stadio che vive sette giorni alla settimana, fare qualcosa che merita poi per la grandezza della città e senza strafare, perché basta fare uno stadio al massimo da 30.000 persone, poi puoi fare la Champions League, puoi fare qualsiasi cosa. Allora, intanto, diciamo che il mio investimento personale nel calcio italiano è stato fatto fino all’inizio, è stato fatto a scopo sociale, perché sono partito da Bassano quasi trent’anni fa, e l’ho fatto per 22 anni. Ho sempre pensato ai giovani, quindi a tutti i settori giovanili, prendere questi ragazzi, tirarli via dalla strada, dargli da fare dello sport professionale tre o quattro volte a settimana, quindi questo qui li tira via da quello che sono oggi tutte quelle storie che purtroppo portano i ragazzi a vivere una vita disastrata dalle droghe, dall’alcool, dai gaming. E quindi questo era il mio obiettivo principale. E penso che a Vicenza poi, fra le altre cose, siamo riusciti a fare qualcosa di molto bello, penso sia raro. Pensate che siamo collegati con tutti i piccoli paesi della provincia di Vicenza, abbiamo 4.000 ragazzi che sono affiliati alla società di Vicenza, e a tutte queste piccole società, a questi paesi diamo aiuti, contributi tecnici, e portiamo a fare un calcio già molto più moderno. E poi ovviamente i ragazzi, quelli più bravi, ce li portiamo nel Vicenza. Ecco, questo fra le altre cose, perché dobbiamo anche andare a dati, pensate che abbiamo giocato con sei ragazzi in prima squadra che sono cresciuti dal Vicenza, ecco questo è fantastico. E poi addirittura nel settore giovanile ne abbiamo cinque che giocano in nazionale italiana. Ecco, questo mi sento orgoglioso di dirlo, perché se tutte le società lavorassero in questo modo, potenzialmente non sarebbe l’Italia che per tre campionati del mondo viene estomessa, se noi potessimo lavorare molto di più sulle proprie risorse, saremmo un’altra Italia. Senta, per quando ha dato appuntamento il suo amico Scaroni in Serie A? Personalmente lui adesso ovviamente ci può dare un grande aiuto perché, essendo in Serie B, possiamo anche dare una mano e lui e viceversa magari qualche giocatore che loro hanno in visione e non possono farlo giocare, potremmo farlo giocare nella nostra squadra. Quindi c’è un buon aiuto, una buona collaborazione.
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