Trento-Alcione Milano, Tabbiani: “La sosta forzata ci ha dato una mano: recuperiamo Giannotti, Aucelli è quasi pronto e Muca manca poco”
giovedì 2 Aprile 2026 - Ore 16:58 - Autore: Staff Trivenetogoal
Energia ritrovata, gruppo più completo e un traguardo storico nel mirino. Alla vigilia della sfida contro l’Alcione Milano, il tecnico del Trento Luca Tabbiani ha fatto il punto della situazione, tra condizione della squadra, obiettivi e mentalità.
La sosta si è rivelata preziosa per ricaricare le batterie e recuperare uomini:
«Secondo me questa sosta un po’ forzata ci ha dato una mano. Siamo riusciti a lavorare una settimana intera in maniera tranquilla».
Sul fronte degli infortuni arrivano segnali positivi:
«Abbiamo recuperato al 100% Giannotti, in buona percentuale anche Aucelli e in parte Muca».
Più complicata invece la situazione di Fiamozzi:
«Ha una frattura al piede che richiede ancora tempo, è una zona delicata e difficilmente sarà recuperabile a breve».
Tabbiani ribadisce poi la linea guida che accompagna la squadra da inizio stagione:
«I ragazzi devono pensare a come ottenere il risultato e non al risultato. Deve essere una conseguenza della prestazione».
Una filosofia che diventa ancora più importante in questo momento decisivo:
«A volte dover vincere può creare un modo di gestire la gara che non ci appartiene».
La posta in palio è alta, con uno scenario storico all’orizzonte:
«Potremmo arrivare a un risultato che il Trento non ha mai raggiunto. Sarebbe un grande motivo d’orgoglio».
Ma senza perdere equilibrio:
«Non bisogna fermarsi lì, ma cercare di migliorarlo».
Sull’avversario, l’analisi è chiara:
«È una squadra organizzata, che difende bene, crea poco ma concede pochissimo e riparte con efficacia».
Servirà quindi una partita intelligente:
«Dobbiamo avere pazienza, ma anche dare ritmo alla gara: è una nostra caratteristica».
Il finale di stagione propone quattro scontri diretti, da vivere con lo spirito giusto:
«Non devono essere vissuti come una cosa ansiosa, ma come un motivo d’orgoglio».
E ancora:
«Voglio una squadra libera mentalmente, che pensi a correre, divertirsi e creare occasioni».
Infine, uno sguardo più ampio al momento del calcio italiano:
«Non vedere l’Italia ai Mondiali per tre volte consecutive è davvero un dispiacere. Non siamo più nell’élite e dobbiamo capire cosa migliorare».
Parole nette, senza giri di parole. Ora però tocca al campo: il Trento vuole continuare a correre.
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