Vicenza, Cappeletti: “Ieri mi è sembrato di aver vinto la Champions. Qui c’è passione e i bimbi tifano Lane”
lunedì 30 Marzo 2026 - Ore 22:18 - Autore: Giulio Pavan
Queste le parole di Daniel Cappelletti ospite di Rigorosamente calcio: “Ringrazio di cuore tutti per avermi accolto al mio ritorno ed è stata una cosa inaspettata al pari della chiamata di Zamuner. Un percorso bellissimo nettamente al di sopra delle aspettative, era chiaro che io venissi in un posto con un gruppo già rodato. Erano sei anni che aspettavo la festa di ieri, ero andato via in un modo che non mi era andato giù ed è stato un gran privilegio tornare qui. Gli infortuni del passato? Ne ho avuti tre di fila di origine traumatica che mi hanno fatto perder fiducia e condizione, ora ho percepito che alcuni hanno visto la mia capacità di superare le difficoltà, anche se alcuni lo avevano messo in dubbio quando sono andato via anche per l’età che avanzava. Mi sento molto meglio adesso rispetto a quando ero più giovane, ho cambiato anche metodo di allenamento. La giornata di ieri? Non ho dormito, continuavano a passarmi per la mente le immagini della festa, non pensavo potesse esserci così tanta gente, io avevo vinto altri tre campionati ma una festa così mi mancava, penso sia per pochi il privilegio di festeggiare così, per una sera mi sono sentito di aver vinto la Champions League. Vicenza come casa? Si assolutamente, poi essere parte della storia del Lane è una cosa che non ho mai provata in altre piazze. Avevo sempre sognato di poter tornare per completare l’opera, se si va nella provincia si vedono le R disegnate sui muri e i bambini tifano il Lane. Per noi è un lavoro ed è difficile percepire la tradizione delle squadre mentre qui entra veramente dentro la passione. L’evoluzione del tuo ruolo? Io nasco come trequartista, da Palermo mi hanno spostato in Primavera e ho dovuto lavorare tantissimo ma che mi ha dato molto sia come giocatore che come uomo, io dico che lo sport è la miglior palestra di vita. A Vicenza per la prima volta ho apprezzato il mio ruolo perché ho cominciato ad essere una guida anche per gli altri. Il tuo futuro? Faccio fatica che possa arrivare la fine perché ho tantissima voglia di giocare, ma nel frattempo mi sono laureato in mediazione linguistica e culturale e ora sono al secondo anno di scienze motorie. Anche Vicenza potrebbe essere l’ideale lavorare sui giovani del territorio, è una cosa che mi frulla nella testa anche se per il momento vorrei giocare. La serie N? Questa è una squadra forte e tutti potrebbero giocare, se fossi la società cercherei di dare continuità, un po’ come fatto nella scorsa promozione in cui i più esperti trascinavano i giovani
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