Padova, Banzato: “Ecco tutta la verità sull’esonero di Andreoletti, su Mirabelli, su Breda e su stadio e centro sportivo”
venerdì 27 Marzo 2026 - Ore 06:00 - Autore: Dimitri Canello
Alessandro Banzato, ci sono solo i risultati alla base dell’esonero di Matteo Andreoletti?
«Se siamo qui è perché anche noi come proprietà abbiamo condiviso la scelta di esonerare Andreoletti. La dirigenza ci ha proposto questa svolta e noi abbiamo condiviso la scelta. Lascio autonomia dirigenziale, ma è chiaro che, quando ci sono situazioni importanti, la società viene coinvolta e le decisioni sono condivise. Non possiamo essere presenti h24: vogliamo strutturare il club perché abbia una sua autonomia e continuità».
I tifosi aspettavano un suo intervento
«Sono qui per parlare e per spiegare. Io, come del resto mio figlio Giovanni, siamo i primi tifosi di questo club. Siamo gli ultimi arrivati e dobbiamo imparare. In azienda abbiamo uomini scelti che portano avanti il lavoro e nel calcio è lo stesso, anche se resta un’azienda molto particolare».
Qualcuno vi ha definito con le spalle al muro. Cosa si sente di rispondere?
«È un momento complicato, ma non siamo con le spalle al muro. Chi lo è davvero, è chi non ha soluzioni. E noi pensiamo di averne».
Siete stati criticati per la tempistica dell’esonero e per le modalità dello stesso. Davvero non si poteva fare diversamente?
«Sulla tempistica e sulle modalità dell’esonero si può discutere. La critica fa parte del gioco, anche quella dei tifosi».
L’hanno infastidita gli striscioni contro il direttore sportivo Mirabelli e contro l’ad Bianchi?
«Sono stati una “maialata”, fuori da ogni logica che siano stati appesi alla Guizza. Alle 7 del mattino successivo sono arrivati bambini con i genitori e si sono dovuti sorbire quelle offese scritte a caratteri cubitali. Di quella struttura, è bene sottolinearlo, siamo ospiti. Se proprio si vuole farlo, si contesti allo stadio e con dei limiti».
Mirabelli ha la sua fiducia?
«Il direttore ha la mia piena fiducia»
Cosa cercate da Roberto Breda?
«La scelta di esonerare Andreoletti è stata fatta per dare una scossa. Nessuno mette in dubbio le sue capacità, ma serviva una sterzata. Il girone di ritorno è stato difficile. I risultati guidano la vita di un club, anche questo caso non fa eccezione».
Inizialmente sembrava dovesse arrivare Pagliuca, ma poi si è virato su Breda. Perché?
«Abbiamo lavorato per scegliere la soluzione migliore. Siamo contenti di Breda. In queste sei partite ci giochiamo tutto. Le sue credenziali sono quelle giuste, domani (oggi per chi legge ndr) lo incontrerò per la prima volta».
Perché la squadra si trova in questa situazione?
«Il calendario asimmetrico non ci ha aiutato, abbiamo avuto una serie di partite difficilissime una di seguito all’altra. Siamo fiduciosi di poterne uscire. Parlo anche da tifoso: il girone d’andata forse ci ha illuso, ma per essere a 34 punti arrivati a questo punto probabilmente a inizio stagione avremmo firmato tutti. Ce la possiamo ancora fare».
Il mercato invernale, anziché produrre un miglioramento, ha prodotto un peggioramento
«Non credo che il rendimento della squadra sia legato al mercato. Di Mariano lo conosciamo, Giunti l’abbiamo visto poco ma mi è piaciuto molto a Venezia contro Busio. Caprari rientra da uno stop, serve tempo. A gennaio non si riesce a fare tutto, anche perché siamo arrivati tardi».
E se si dovesse retrocedere?
«Vogliamo costruire una società ambiziosa. Qualsiasi cosa accada – e non voglio pensare al peggio – investiremo per crescere. La nave deve arrivare in porto, retrocedere in C sarebbe disastroso. Ma ce la faremo».
E’ vero che vuole mettere mano all’Euganeo?
«Oggi l’Euganeo non è certamente un punto di forza per noi, ma in futuro potrà diventarlo. Non mi chieda altro perché non dirò altro».
Ci sarà un nuovo centro sportivo?
«Stiamo già lavorando su entrambi i fronti. Sono percorsi lunghi, ma siamo partiti. Il Padova è un po’ vagabondo: manca una casa. Il mio obiettivo è dargliela, come accadeva con Bresseo diversi anni fa».
La nuova Curva Sud è pronta. Cosa potrà portare?
«La nuova curva può essere un elemento positivo. Ci sono idee per sfruttare questo momento, le comunicheremo a tempo debito».
Cosa vorrebbe dire agli ultras?
«Dagli ultras mi aspetto sostegno, come hanno sempre fatto. Non ho capito la scelta di non entrare allo stadio col Palermo, soprattutto ora che la curva è pronta».
Andrete avanti assieme a Francesco Peghin?
«Con Peghin vogliamo continuare anche in futuro. Resta presidente. Non pensiamo di allargare l’azionariato e vorremmo tenere la società a lungo».
Un suo auspicio?
«Vorrei evitare i playout con l’Entella, con Antonio Gozzi, che è presidente anche di Federacciai e con cui ci conosciamo da tempo. Sarebbe una sofferenza vera».
(Intervista concessa a Corriere del Veneto, Mattino di Padova e Gazzettino e che qui pubblichiamo integralmente)
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