Vicenza, Loris Zonta manifesto di resilienza: l’uomo che si è ripreso il Lane e la B
mercoledì 18 Marzo 2026 - Ore 20:59 - Autore: Giulio Pavan
Il ritorno del Vicenza in Serie B porta con sé molte firme, ma quella di Loris Zonta ha il sapore particolare della resilienza. La sua parabola recente è un manifesto di come, nel calcio, allontanarsi a volte serva per ritrovarsi più forti. Solo un paio di stagioni fa, il centrocampista di Bassano lasciava il biancorosso per un prestito al Taranto che dall’esterno poteva sembrare il preludio a un fine ciclo; un distacco non banale per chi quella maglia la sente come una seconda pelle, forte di oltre 170 presenze. Ma in Puglia, sotto la guida di Ezio Capuano, Zonta ha vissuto una vera metamorfosi caratteriale, aggiungendo cattiveria agonistica e una nuova consapevolezza tattica al proprio bagaglio. Già lo scorso anno, al rientro alla base, aveva dimostrato di essere un calciatore rigenerato: nella gestione di Stefano Vecchi si era inserito immediatamente con prestazioni di altissimo livello, diventando un elemento prezioso per il duello con il Padova e mettendo a tacere ogni dubbio sul proprio valore. Quest’anno, con l’approdo di Gallo in panchina, quella scintilla si è trasformata in una certezza assoluta e, nonostante un’estate segnata dalla sfortuna fisica, tra un intervento per ernia inguinale a luglio e una successiva lesione muscolare a settembre, Loris non si è lasciato abbattere. Ha scelto la via del lavoro silenzioso, tornando in campo per confermarsi come il perno insostituibile del centrocampo, capace di abbinare l’abituale intelligenza tattica a una leadership tanto discreta quanto fondamentale. Si è distinto per una regolarità impressionante, trasformandosi nel metronomo che detta i tempi e garantisce equilibrio a una squadra che ha sempre cercato in lui la propria bussola. Se il Vicenza oggi festeggia la promozione, lo deve molto a questo ragazzo che ha saputo trasformare il periodo di “Erasmus sportivo” e gli infortuni, in benzina per la propria rinascita, dimostrando di essere, oggi più che mai, l’anima pulsante del centrocampo biancorosso.
Commenti
commenti