Virtus Verona, Fresco sbotta: “Non è sfortuna, è colpa nostra: adesso l’obiettivo dev’essere quello di fare i playout, dobbiamo recuperare tre punti”
mercoledì 4 Marzo 2026 - Ore 19:47 - Autore: Staff Trivenetogoal
Una sconfitta che pesa come un macigno e che cambia gli orizzonti. Dopo il ko interno contro il Novara, Luigi Fresco non cerca alibi e fotografa con crudezza il momento della sua Virtus Verona: «Se ogni partita nei primi dieci minuti prendiamo gol diventa tutto maledettamente complicato. In un modo o nell’altro la palla finisce dentro: autorete, rimpalli, cross da trenta metri. Non possiamo concedere così».
L’analisi del tecnico parte dagli episodi, ancora una volta decisivi. «Non è sfortuna, è colpa nostra. Evidentemente sbagliamo. E poi davanti non puoi creare sette-otto occasioni per fare un gol». Fresco rivendica le chance costruite – «quella di Fabbro non era fuorigioco, se andava al VAR era valido, poi Ballarin, Cernigoi» – ma il dato resta: il Novara colpisce, la Virtus spreca. «Loro magari sono stati più aggressivi, ma non hanno prodotto molto più di noi. La differenza è che noi non la mettiamo dentro».
La classifica, complice i risultati delle concorrenti, impone un cambio di prospettiva. «Adesso cambiano completamente gli obiettivi: il primo è arrivare ai playout. Parlare di salvezza diretta, con quelle davanti che corrono come Marte, oggi non è credibile». Fresco fissa una gerarchia chiara: «Centrare i playout, possibilmente con due risultati su tre a favore. Poi giocarsela. Se ci arriviamo contro certe squadre, non siamo inferiori: ce la possiamo giocare cinquanta e cinquanta».
Il distacco è di tre punti. «Sono recuperabili in otto partite, ma dobbiamo farci trovare pronti. Serve essere più difficili da battere: il secondo gol nasce da un cross lento con un uomo libero davanti alla porta. Non può succedere». Nessuna critica per l’atteggiamento: «Non voglio ammonizioni stupide, non serve fare scena. La solidità si costruisce con attenzione, non con nervosismo».
Sulle scelte tecniche, Fresco spiega la gestione degli uomini: «Zarp? Era programmata una staffetta, aveva qualche problema muscolare. Paguca più di un tempo non ce l’ha, domani farà la risonanza. Devo gestire le energie». E sull’ipotesi di rivoluzionare la formazione: «Venivamo da tre prestazioni valide, anche in dieci col Vicenza. Non vedevo la necessità di stravolgere. Ma valuteremo, sia la squadra nel complesso sia i singoli».
La ricetta è semplice, almeno sulla carta: «Fare gruppo, rimontare e soprattutto smettere di prendere gol con questa facilità». La corsa ora è solo una: restare aggrappati alla categoria, anche passando dai playout.
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