Dolomiti Bellunesi-Renate, Giusti contro gli arbitri: “Chiediamo rispetto, non chiediamo favori: non possiamo continuare a subire atteggiamenti che ci penalizzano”
domenica 1 Marzo 2026 - Ore 12:06 - Autore: Staff Trivenetogoal
La Dolomiti Bellunesi torna a parlare dopo la sconfitta subita nel weekend, e lo fa attraverso la voce del vicepresidente Nicola Giusti, che non nasconde la propria frustrazione per alcune dinamiche arbitrali che si sarebbero ripetute più volte durante la stagione. «Abbiamo perso contro una squadra forte e lo riconosciamo, il problema non sono gli arbitri», ha esordito Giusti, «ma non possiamo continuare a subire atteggiamenti che ci penalizzano e che spesso non trovano giustificazione».
Il vicepresidente ha sottolineato come il club, ancora giovane e neopromosso, stia imparando a muoversi all’interno di un campionato complesso, ma allo stesso tempo non intenda più accettare passivamente episodi che definisce ingiusti o eccessivamente severi. Giusti ha ricordato, a titolo di esempio, la partita contro il Renate, quando un’espulsione tecnica ha costretto la squadra a giocare quasi tutto l’incontro in dieci uomini, e più recentemente il caso di Mignanelli contro la Pergolettese, che ha subito tre giornate di squalifica per un episodio poi riconosciuto come errore arbitrale.
«Oggi, sul 2-0 per gli avversari, un altro episodio dubbio ha confermato questa sensazione», ha spiegato Giusti, riferendosi all’espulsione di Olonisakin. Il vicepresidente ha aggiunto che non si tratta di un accanimento contro la squadra, quanto di una gestione della direzione arbitrale che spesso sembra trasformare la Dolomiti Bellunesi in una sorta di “banco di prova” per decisioni tecniche di giovani arbitri o dirigenti arbitrali inesperti.
Giusti ha inoltre raccontato un episodio del match in cui, tra primo e secondo tempo, la procura federale ha dovuto intervenire per placare tensioni in campo che avevano coinvolto anche un ragazzo con disabilità, visibilmente turbato da quanto stava accadendo. «Noi vogliamo giocare con serenità, affidandoci al lavoro, alla concentrazione e al sacrificio sul campo», ha chiarito. «Non chiediamo favori, ma rispetto: non accettiamo di essere trattati diversamente rispetto a club più navigati, come il Renate o altre società storiche della Serie C».
Con queste parole, la società bellunese lancia un appello chiaro alla Lega e a chi organizza il campionato: la Dolomiti Bellunesi vuole confrontarsi solo sul terreno di gioco, senza che episodi esterni condizionino la corsa alla salvezza. Un messaggio pubblico, forte e diretto, che segna la volontà del club di farsi rispettare in un campionato in cui ogni dettaglio può fare la differenza.
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