Udinese, notte fonda al Dall’Ara: dopo il terzo ko di fila si respira aria di crisi
venerdì 27 Febbraio 2026 - Ore 13:37 - Autore: Staff Trivenetogoal
L’Udinese esce dal Dall’Ara con una sconfitta per 1-0 che pesa come un macigno non solo sulla classifica, ma soprattutto sul morale e sulle certezze di un gruppo che sembra aver smarrito la bussola proprio nel momento decisivo della stagione.
La ventiseiesima giornata di Serie A consegna ai friulani l’ennesima delusione di un periodo estremamente complicato, caratterizzato da un’involuzione tecnica e caratteriale difficile da decifrare. Nonostante una posizione di classifica che resta tutto sommato tranquilla, con l’undicesimo posto a quota 32 punti, è il trend recente a spaventare l’ambiente e la proprietà. La gara contro il Bologna ha ricalcato lo spartito delle ultime uscite: una squadra contratta, capace solo a tratti di contenere l’avversario e incapace di pungere e mantenere la concentrazione fino al triplice fischio. Il gol subito ieri rappresenta il simbolo di una fragilità difensiva e di una scarsa reattività che stanno vanificando quanto di buono costruito nella prima parte del campionato.
Il percorso dell’Udinese in questa Serie A era stato fin qui altalenante, un’altalena di prestazioni che aveva comunque garantito una navigazione serena, ma le ultime tre giornate hanno rappresentato un brusco stop che rischia di trasformarsi in una crisi d’identità. La sequenza di risultati negativi è impietosa: prima la sconfitta esterna contro il Lecce per 2-1, poi il passaggio a vuoto casalingo contro il Sassuolo conclusosi con l’1-2 e infine il blackout di ieri in terra emiliana. Tre indizi che fanno una prova evidente di un’emorragia di punti e di gioco che va fermata immediatamente.
La squadra appare stanca, quasi svuotata, priva di quel mordente necessario per ribaltare situazioni di svantaggio o per gestire i momenti di pressione. Analizzando la situazione attuale, evidente anche dall’andamento delle scommesse online sul calcio, l’Udinese sta attraversando una fase di evidente declino nelle quotazioni prestazionali, distinguendosi come una compagine imprevedibile nel senso più negativo del termine per analisti e tifosi.
La manovra offensiva è apparsa lenta e prevedibile, con gli attaccanti troppo isolati e poco serviti da un centrocampo che fatica a fare filtro e a costruire gioco con continuità. La sconfitta contro il Bologna di ieri non è dunque un episodio isolato, ma l’ultimo tassello di un trittico di ko pesanti che hanno arrestato una corsa che sembrava poter ambire a traguardi più ambiziosi della semplice metà classifica. Ora per la guida tecnica e per i giocatori si apre una settimana di riflessione profonda e di lavoro intenso, perché il rischio di farsi risucchiare in zone meno nobili della graduatoria, sebbene ancora lontano, non può essere ignorato se l’atteggiamento rimarrà quello visto nelle ultime tre sfide. Serve una scossa immediata per ritrovare quella solidità che aveva caratterizzato i momenti migliori della stagione e per ridare fiducia a una piazza che ieri, ancora una volta, è tornata a casa con l’amaro in bocca.
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