Venezia, Stankovic: “Chi entra fa sempre la differenza, questa è la nostra forza: su mio padre, Plizzari e Stroppa…”
mercoledì 25 Febbraio 2026 - Ore 14:29 - Autore: Staff Trivenetogoal
Filip Stankovic, portiere del Venezia, ha parlato oggi in conferenza stampa tra partite, parate decisive e momenti in famiglia, senza risparmiarsi sul racconto del suo percorso.
«Ho festeggiato il compleanno con mio fratello, quello grande, mia mamma, e una cosa tranquilla in famiglia», ha raccontato Stankovic all’inizio, svelando un lato più personale e familiare della sua vita fuori dal campo”.
Ma la conferenza è rapidamente entrata nel vivo, parlando della recente vittoria contro il Pescara: «Sappiamo che adesso ogni squadra che affrontiamo è come giocare una finale. Il Pescara è un’ottima squadra e ce l’ha fatto vedere in campo», ha spiegato il portiere, che ha sottolineato come la squadra affronti ogni incontro con la massima concentrazione: «Ci siamo preparati come ogni partita. Pensiamo a partita a partita e guardiamo solo noi stessi. Dobbiamo concentrarci sul nostro percorso, e poi su tutto il resto. Sapevamo che il Frosinone aveva pareggiato, abbiamo visto, ma non ci ha influenzato tanto sulla partita che dovevamo fare.»
La stagione fin qui è stata positiva, ma Stankovic resta umile: «Anche quest’anno un po’ di gol presi potevo evitarli ad essere sincero, quindi non penso sia stata migliore, però mi fa sempre piacere quando posso contribuire nel momento del bisogno della squadra, per come è andata la partita, mi faccio trovare pronto. Mi fa molto piacere anche aiutare i miei compagni in questi momenti di difficoltà». Il portiere ha raccontato anche la parata più spettacolare dell’anno: «Quest’anno quella con la Juve Stabia, la seconda in trasferta. È stato un puro istinto e non so neanche io come l’ho fatta.» E sulla sua evoluzione tecnica ha aggiunto: «Io penso con i piedi, perché sia con Di Francesco che con Stroppa mi viene chiesto di impostare, e soprattutto in partita ogni tanto mi trovo a metà campo. Questa per me è una cosa nuova e mi piace, perché il calcio sta andando molto velocemente.»
Il gruppo squadra è un valore fondamentale per Stankovic: «La differenza il gruppo, non sono i singoli. Una squadra si chiama squadra perché è fatta da tante persone. Penso che il nostro gruppo sia molto forte, anche chi ha meno possibilità di giocare, quando entra, si fa trovare pronto, e questa è una forza, secondo me, che ci aiuta tanto. Quelli che entrano fanno sempre la differenza, e questo è una forza del nostro gruppo».
Il rapporto con i compagni di reparto e con il suo allenatore è prezioso per crescere: «Con Plizzari il rapporto è molto buono, è molto bravo e ci aiutiamo tanto in allenamento. Intanto parliamo anche di parate, di tecnica, ma anche ieri stavamo proprio parlando di uno stile di parata nuovo e ci aiutiamo sempre, sia io, lui, che lui me, e cresciamo insieme. E’ bello stimolarci e sono davvero contento che sia qua.»
Ma non mancano i consigli preziosi da parte della famiglia: «Certo, papà mi parla e mi consiglia. Poi gli chiedo anche i consigli che lui mi può dare in quanto allenatore, ma mi dice qualcosa anche da papà: mi dice di continuare così, di non mollare, di non montarmi la testa, che adesso è il momento più importante, di curarmi, di fare palestra, di esercitarmi, le cose che devo fare, e di non mollare un centimetro perché il calcio non aspetta nessuno»
Infine, l’affetto per la famiglia e il sogno di condividere il campo con i suoi cari: «Mio fratello è un grande tifoso lui del Venezia, mi guarda tutte le partite. È venuto anche allo stadio contro l’Entella, penso. Ok. E sì, le guarda tutte, sia mia mamma, mio fratello, tutti, e quando gioco ci si mettono sul divano e le guardano tutte.» E sul sogno di una carriera condivisa: «Certo. Sì, sì, sì, come no. Il mio sogno è quello di giocare con mio fratello e papà allenatore. Dai, esageriamo pure»
Commenti
commenti