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Pro Vercelli-Trento, Tabbiani: “Vittoria di cuore e di gruppo, lo spirito ha fatto la differenza”
domenica 22 Febbraio 2026 - Ore 18:34 - Autore: Andrea Busetto
Al termine della sfida vinta per 3-1 sul campo della Pro Vercelli, il tecnico del Trento Luca Tabbiani analizza in sala stampa una gara intensa, sofferta e decisa nella ripresa.
Quarta vittoria consecutiva, è più soddisfatto per la striscia o per la grande reazione della squadra nel secondo tempo?
“Sicuramente sono contento e dobbiamo esserlo tutti. È stata una partita combattuta e probabilmente abbiamo anche ottenuto più di quello che il campo diceva, perché anche loro hanno avuto delle situazioni importanti. La realtà è che le ha risolte Sergio con due parate decisive. Ci tenevo a dirlo: quando un ragazzo rientra da un infortunio ha bisogno di tempo, oggi si pretende tutto e subito, invece lui ha fatto il suo percorso e nelle ultime due o tre partite nei momenti chiave è stato determinante.
Sono contento anche perché era un campo difficile: la palla rimbalzava molto, in modo diverso rispetto al nostro sintetico. Per entrambe era complicato giocare, visto che tutte e due le squadre aggrediscono e tolgono tempo e spazio. Ho detto ai ragazzi che è stata una partita di cuore: chi è entrato ha fatto la differenza, chi ha giocato dall’inizio pure. Magari non sempre sotto l’aspetto qualitativo, anche perché il campo non aiutava, ma per carattere, determinazione, compattezza e spirito sono stati davvero straordinari. Vincere partite così è un segnale importante.”
Come mai la scelta iniziale di Chinetti a destra e poi lo spostamento a sinistra con Dalmonte sull’altra fascia?
“In settimana avevamo provato Chinetti a destra e Dalmonte a sinistra. Hanno le qualità per giocare su entrambe le fasce. L’idea era di venire più dentro al campo per permettere ai terzini di salire e occupare spazio, visto che i loro esterni offensivi sono molto validi ma magari potevano avere qualche difficoltà in fase difensiva.
Poi però Nicola, per caratteristiche, lavora meglio a destra e durante la gara abbiamo cambiato. Non credo sia stato determinante, entrambi hanno fatto bene. Oggi però riuscivamo poco a palleggiare, un po’ per la loro pressione e un po’ perché qualitativamente era difficile giocare, quindi anche andare più lungo poteva aiutarci.”
Dopo l’1-1, che sembrava nell’aria, si aspettava una reazione così? E quanto ha inciso l’episodio del 2-1?
“Era nell’aria perché abbiamo sofferto. Non ricordo nemmeno se le parate di Sergio siano arrivate sull’1-0 o sullo 0-0, ma abbiamo avuto 10-15 minuti difficili dopo il nostro vantaggio. Loro spingevano. Quando parlo di episodi favorevoli, intendo che appena abbiamo subito gol, in un momento in cui l’inerzia era dalla loro parte, abbiamo trovato questo gol casuale che ci ha riportato avanti.
Da lì in poi abbiamo gestito molto bene. Probabilmente loro hanno accusato il colpo. Abbiamo avuto tante occasioni per il 3-1 e sembrava una partita stregata: quando non chiudi, rischi sempre di subire alla fine. Ci sono stati episodi favorevoli e altri meno, ma quando non lo sono dobbiamo fare qualcosa in più.
La cosa che mi è piaciuta di più è stata la reazione del gruppo: al 3-1 sono scattati tutti dalla panchina per esultare. L’hanno vinta di spirito, di cuore, di compattezza. Abbiamo qualità, ma il talento da solo non basta. Serve lo spirito che hanno dimostrato oggi nella sofferenza. La Pro ci ha fatto soffrire, è stata una partita intensa: più vai forte, meno spazio trovi e più diventa difficile giocare di qualità.”
Quarta vittoria consecutiva e un segnale chiaro: il Trento non vince solo con le giocate, ma con un’identità sempre più solida e matura.
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