Triestina, la situazione si aggrava: salta l’incontro col Comune per le pendenze sullo stadio ancora non pagate
martedì 17 Febbraio 2026 - Ore 17:58 - Autore: Staff Trivenetogoal
Il conto corre, le scadenze scadono, ma dalla Triestina non arriva un euro. E il tempo delle giustificazioni sembra finito. A scriverlo nero su bianco è Il Piccolo di Trieste, che fotografa una situazione ormai esplosa: l’incontro tra Comune e società alabardata, previsto la scorsa settimana per definire un piano di rientro, è saltato. Nessuna presenza, nessun segnale, nessuna proposta. Marco Margiotta e Olivier Centner & Co non si sono fatti vivi nemmeno con gli uffici. Il nodo è pesantissimo. Da luglio scorso la società continua ad accumulare debiti nei confronti del Municipio per la concessione dello stadio Nereo Rocco, con penali che lievitano giorno dopo giorno. La scadenza del 31 luglio prevedeva il pagamento di 233.942 euro (Iva inclusa). Oggi, calcolando i 50 euro di mora per ogni giorno di ritardo, la cifra ha superato i 243 mila euro. I giorni trascorsi sono 201: più del triplo rispetto ai 60 che il contratto indica come “ritardo grave”, condizione che consentirebbe la risoluzione immediata della concessione. Non è solo una questione di affitto non pagato. Il capitolato viene disatteso anche su un altro punto cruciale: la voltura delle utenze. Luce, gas e acqua restano intestati al Comune, che continua a sostenere i costi dei consumi – circa 200 mila euro finora – pur trattandosi di spese che, da contratto, spettano alla società sportiva. In altre parole, lo stadio viene utilizzato senza che la Triestina si faccia carico dei costi ordinari. Il sindaco Roberto Dipiazza, citato da Il Piccolo, taglia corto: «Non potevo comunque incontrare degli inquisiti e attendo con fiducia il risultato del lavoro della Procura e della Guardia di finanza». Parole che arrivano mentre la società è travolta da uno tsunami giudiziario che complica ulteriormente un quadro già delicatissimo. E c’è un ulteriore capitolo che pesa sulle casse pubbliche: la manutenzione del manto erboso. Il campo del Rocco è stato rifatto grazie a un investimento regionale di 1,3 milioni di euro, seguito da un ulteriore intervento da 160 mila euro – sostenuto da Comune, Triestina e Figc tramite contributo regionale – per la cucitura di 20 milioni di punti di fibra sintetica. Quasi un milione e mezzo di euro pubblici investiti su quel prato. La manutenzione ordinaria spetta alla Triestina. Ma da luglio la società non paga. Fino a dicembre il Comune ha anticipato circa 80 mila euro per evitare che l’investimento andasse in fumo. Da gennaio ha sospeso i versamenti, ritenendo difficile giustificare ulteriori uscite per spese non proprie. Nel frattempo, la ditta incaricata, La Gramigna, ha continuato a lavorare senza interrompere il servizio, ricevendo dalla società soltanto il minimo indispensabile per garantire la presenza di due addetti durante le partite. Il danno non è solo contabile. Per garantire priorità d’uso all’Unione, il Comune ha rinunciato a ospitare allo stadio concerti e date zero di tour nazionali, con mancati introiti per la città. La domanda, ora, è inevitabile: quanto può durare ancora? Per quanto tempo Comune, fornitori e cittadini triestini potranno farsi carico di costi che non spettano loro? Il contratto parla chiaro. Le cifre anche. E il tempo, ormai, è scaduto.
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