OLIMPIADI, IL VICENTINO DAVIDE GHIOTTO TRASCINA L’ITALIA ALL’ORO 20 ANNI DOPO FABRIS!
martedì 17 Febbraio 2026 - Ore 16:39 - Autore: Giulio Pavan
Il ghiaccio riflette le luci come uno specchio vivo. L’arena trattiene il respiro mentre tre tute azzurre scorrono compatte, perfette, unite da un ritmo che sembra antico quanto le montagne da cui provengono. Non è solo una gara: è una storia che sta accadendo adesso. Davide Ghiotto guida il treno azzurro con la calma di chi conosce la fatica e l’attesa. Ogni spinta è precisa, profonda, costruita negli anni di allenamenti silenziosi e sacrifici. Dietro di lui, i compagni seguono la linea invisibile dell’intesa: cambi fluidi, respiri sincronizzati, lame che tagliano il ghiaccio come fossero una sola. L’Italia, nell’inseguimento a squadre, non parte favorita. Le potenze del Nord hanno tempi migliori, tradizione più lunga, piste più veloci. Ma gli azzurri possiedono qualcosa che il cronometro non misura: la memoria. A ogni giro riaffiora un ricordo lontano, quello di Torino 2006, quando Enrico Fabris accende un sogno olimpico destinato a restare inciso nella storia dello sport italiano. Da allora il pattinaggio di velocità cresce lontano dai riflettori, alimentato da atleti ostinati e appassionati.
Ultimo giro.
Il pubblico si alza in piedi mentre Ghiotto lancia l’accelerazione decisiva. Le gambe bruciano, il fiato è corto, ma la formazione resta compatta. Nessuno cede, nessuno perde la scia. È la perfetta definizione di squadra: tre atleti, un solo movimento. Il tempo compare sul tabellone. Un attimo di silenzio, sospeso.
Poi esplode il boato.
Oro olimpico.
Ghiotto alza lo sguardo, incredulo, e stringe i compagni in un abbraccio che cancella anni di fatica. L’Italia è campione olimpica nell’inseguimento a squadre. Vicenza ha un nuovo re del ghiaccio, un altro nome da affiancare a quello di Fabris.
Due epoche diverse, unite dalla stessa scia azzurra.
Sul podio, mentre l’inno risuona nell’arena, Ghiotto chiude gli occhi per un istante. Non è solo una vittoria personale: è il ritorno di una tradizione, la prova che anche negli sport più silenziosi possono nascere imprese immense.
Il ghiaccio continua a brillare. Ma adesso riflette qualcosa in più: l’Italia del pattinaggio è tornata davanti a tutti.
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