Renate-Triestina, Marino: “Quel calcio di rigore avrebbe scritto un’altra storia, ma i penalty vanno segnati: non parliamo di sfortuna”
mercoledì 11 Febbraio 2026 - Ore 21:14 - Autore: Staff Trivenetogoal
“I cambi in avanti sono stati fatti per cercare di gestire un attimo le risorse visti i tre impegni in una settimana, avevo visto bene Vicario e Pedicillo in allenamento e ho quindi voluto dare minutaggio anche a loro. Quanto alla partita basta guardare gli episodi, abbiamo preso due gol su due svarioni difensivi, oltre a quello su palla inattiva ad inizio secondo tempo, siamo stati lenti sulle ribattute e poco attenti nella lettura in diverse situazioni. Purtroppo quando si schierano tanti giovani c’è il rischio che succeda questo, partendo dal presupposto che sull’1-0 per loro aver segnato quel rigore avrebbe cambiato la partita, sono gli episodi che indirizzano le gare. Quel calcio di rigore avrebbe scritto un’altra storia ma i rigori vanno segnati, non parliamo di sfortuna. Nel primo tempo i ragazzi sono stati bravi, nonostante la partenza forte degli avversari e lo svarione che ha dato loro il vantaggio, hanno tenuto la partita viva e col rigore l’avrebbero cambiata. Purtroppo a volte gira e a volte no, dispiace e mi fa rabbia perché si può anche perdere, ma non la seconda trasferta consecutiva in questo modo. La differenza di rendimento tra casa e trasferta? Oggi non c’è stato un problema di atteggiamento, piuttosto episodi che hanno indirizzato la gara. Questa è una squadra che sta rincorrendo dall’inizio dell’anno e quando a questo aggiungi un errore grossolano e vai sotto, hai l’occasione per riprenderla e non la sfrutti, riparti e subito su un calcio d’angolo prendi il secondo, è purtroppo normale che poi la squadra ne abbia risentito. Oggi non ho visto un atteggiamento sbagliato da parte dei ragazzi, ma episodi che hanno incanalato la partita e il risultato largo mi dà molto fastidio, frutto di disattenzioni e appunto di episodi”.
Queste le dichiarazioni di Giuseppe Marino dopo Renate – Triestina
Foto: Stefano Quarantotto
Commenti
commenti